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SETTIMO. “Le scuole sono sicure, è triste ma siamo costretti a chiuderle”

SETTIMO. “Le scuole sono sicure, è triste ma siamo costretti a chiuderle”

NELLA FOTO Massimo Sapia e Cristina Reinero

Nella tarda serata di venerdì 5 marzo, i dirigenti scolastici hanno diramato il comunicato definitivo, gettando nello sconforto centinaia di famiglie delle città. 

A decorrere da lunedì 7 marzo 2021 e fino a sabato 20 marzo 2021 sono sospese le attività scolastiche e didattiche in presenza  della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, pertanto le attività si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza, fatta salva la possibilità di frequenza in presenza degli alunni con bisogni educativi speciali, in coerenza con i Piani Educativi Individualizzati (PEI) e i Piani Didattici Personalizzati (PDP), adottati nell’ambito del Piano di inclusione d’Istituto inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). E poi si vedrà. Un incubo già vissuto nel 2020, quando i giorni senza scuola si sono allungati fino alle vacanze estive. Un dramma per genitori e ragazzi.

“La scuola è un posto sicuro e mi rattrista che la debbano di nuovo chiudere”.

Sono le parole di Cristina Reinero, dirigente scolastico al IIS Galileo Ferraris di Settimo. Da lunedì 6 marzo e per almeno quindici giorni molte scuole del torinese  subiranno delle forti restrizioni sulla presenza e non tutti gli alunni potranno ritornare in aula.

Una decisione contenuta nel decreto regionale di venerdì 5 marzo, formato dal Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dopo l’impennata dei contagi da Covid-19.

“Noi abbiamo organizzato di tutto - continua la dirigente - per mettere i nostri alunni in piena sicurezza. Abbiamo fatto le lezioni in presenza con il 50% degli studenti proprio per garantire tra i ragazzi la distanza ottimale per evitare il contagio”.

Al Galileo Ferraris, in sede, non hanno avuto nessun caso di Coronavirus, né tra gli alunni né tra i professori. Solo nella succursale in via Leinì ci sono stati pochissimi casi di positività che poi sono stati messi in quarantena per sicurezza.“Ma temo, anche se non sono sicurissima, - ha concluso la Reinero- che il Covid-19 sia stato portato dall’esterno perché a scuola, tutti i santi giorni, cerchiamo di non creare assembramenti, garantire le distanze corrette e far utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Gli alunni, a volte, ci guardano male, come se i nostri rimproveri sulla sicurezza fossero non necessari, però forse dobbiamo chiederci il perché alcune persone fuori dagli istituti scolastici non rispettino le giuste norme di comportamento”.

Anche a Massimo Sapia, dirigente al Comprensivo Settimo III e reggente al IV, dispiace di questa misura restrittiva per le scuole, perché come in tutti gli istituti si è lavorato moltissimo per mettere in atto e applicare il protocollo sulla sicurezza. “Io ho inviato una circolare ai genitori, studenti e professori - ha sottolineato Sapia - per dire e confermare che, anche se in DAD, la scuola deve continuare e deve andare avanti. Vorrei che non si prendesse questo periodo come un sorta di vacanza, perché anche con la didattica a distanza si fa scuola. Una scuola diversa, ma sempre scuola è”.

Per Sapia la decisione sulle restrizioni è stata presa in maniera preventiva, per evitare che si debba ripiombare tra qualche mese in un severo e proprio lockdown come quello di marzo 2020. “Sappiamo che ritorneremo a scuola in presenza - ha concluso - dobbiamo solo impegnarci tutti nel rispetto delle regole”.

Anche per Giancarlo Brino, vice-sindaco, i ragazzi stanno soffrendo le continue restrizioni, soprattutto perché non hanno spazi per relazionarsi con i coetanei e questo li penalizza. “Speriamo solo che questi sacrifici - ha aggiunto - che stanno facendo i nostri ragazzi e gli insegnanti con la didattica a distanza possano servire a far comprendere che per uscire da questa situazione dobbiamo attenerci, tutti ma proprio tutti, a dei comportamenti corretti. In centro a Settimo ci sono molti ragazzi che fanno assembramento, che usano in modo scorretto le mascherine e questo non va bene”. L’amministrazione comunale in collaborazione con i Carabinieri, la Polizia Municipale e i Dirigenti Scolastici aveva in programma degli incontri con gli studenti delle scuole medie per insegnare loro a non avere dei comportamenti sbagliati ma è stato tutto rimandato, in attesa di schiarite all’orizzonte.

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