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08 Marzo 2021 - 17:58
Barbara Virga consigliera di maggioranza
Dopo i mal di pancia successivi alla scelta della giunta, con tanto di pubblicazione su Facebook degli screenshot di conversazioni dei messaggi scambiati con il sindaco Giulivi, Barbara Virga torna ad esternare il suo malessere verso la maggioranza consiliare della quale lei stessa fa parte.
Qualche giorno fa, infatti, ha deciso di pubblicare un videoappello al sindaco Giulivi affinché prendesse una posizione chiara rispetto ad un messaggio apparso sulla chat dei capigruppo di maggioranza (e, nuovamente, screenshottato e pubblicato su Facebook, ndr): “Buongiorno consigliera Virga, dopo gli ultimi avvicendamenti dentro e fuori le istituzioni in cui c’è stata una netta differenza di visioni politiche e di modus operandi, dopo esserci confrontati prima tra noi capigruppo e poi ognuno con il suo gruppo consiliare di riferimento, riteniamo opportuno d’ora in avanti procedere con riunioni parallele senza la tua presenza. Non è altresì nostra intenzione indicarti come procedere a livello di schieramento politico, in quanto essendoti sempre dichiarata indipendente siamo convinti che continuerai ad esserlo nonostante tutto”.
Apriti cielo. Per Virga è a tutti gli effetti “una estromissione dalla maggioranza. L’estromissione si concretizza di fatto come la prevaricazione delle mie prerogative di capogruppo, con conseguente impossibilità di incidere sull’indirizzo politico ed è in sostanza una estromissione di fatto dalla maggioranza che governa la città, pur non avendo la sottoscritta mai disatteso il programma di governo, unico elemento che lo giustificherebbe”.
La diatriba fra Virga e i capigruppo di maggioranza fa riferimento all’ultima seduta consiliare, quella dove venne approvata la mozione - emendata dalla stessa maggioranza - per far diventare Franca Viola cittadina onoraria di Venaria e l’acceso, quanto aspro, dibattito sulla mozione sull’anagrafe antifascista: in quest’ultima, a differenza della maggioranza, Virga votò a favore dell’anagrafe.
“Ho sostenuto la mozione della minoranza sull’antifascismo, nel mentre nella chat di maggioranza venivo riempita di insulti. Ho subito un attacco da un capogruppo di maggioranza senza che il presidente del consiglio prendesse provvedimenti. Ho ideato una mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Franca Viola, nonostante un emendamento che toglie ogni riferimento all’8 marzo, ai beni confiscati. Il sindaco non si è ancora espresso sulle accuse e su quel messaggio dei capigruppo di maggioranza. In una riunione che ha convocato con gli assessori ha addirittura paventato la possibilità che io rimanga in maggioranza senza essere invitata alle riunioni. In pratica dovrei essere solo un numero, utile a pigiare il bottone in consiglio. Ma per chi mi hanno presa? Sono la seconda eletta della coalizione, il mio apporto per la vittoria è stato determinante. Ho dato un importante contributo alla stesura del programma elettorale, con tanto di lavoro gratuito di comunicazione per la causa comune. Eppure in giunta ci sono persone con la terza media o con 18 voti totali”. E qui il riferimento, palese, è, per il primo caso, agli assessori Marco Scavone e Gigi Tinozzi mentre per il secondo caso, per Marta Santolin.
Ma Virga continua: “Il sindaco aveva cercato di far credere come fossi stata io a rifiutare un ruolo da assessore. A me non importa. Il mio obiettivo è fare bene per la città. A oggi non ho preso posizioni contrarie al programma di governo, unico valido motivo per giustificare una mia espulsione dalla maggioranza. Sono però l’unica consigliera di maggioranza ad aver prodotto finora atti concreti ed importanti. Come la mozione Tav per rientrare nell’Osservatorio così come ho chiesto di ripescare dai cassetti i beni confiscati per 1.5 milioni di euro che la commissione speciale antimafia, da me presieduta, aveva acquisito nel corso della precedente amministrazione comunale”.
Fabio Giulivi, interpellato in merito, ha risposto così: “La consigliera Virga ha mandato una pec con il medesimo, e forse più articolato, appello. Mi spiace abbia deriso alcuni assessori per aver conseguito ‘solo la terza media’ e un’altra assessora per aver ricevuto l’incarico ‘solo con 18 voti’. A me non interessa avere professori universitari in squadra, magari non di Venaria, che poi spariscono e non risolvono problemi. Ho voluto assessori che capissero Venaria, che ne conoscessero i problemi e le tribolazioni e che avessero voglia di dimostrare con i fatti come le azioni concrete superino le parole e le chiacchiere. Che dedicassero anima e corpo alla nostra Venaria. Sono orgoglioso della mia giunta e dell’enorme lavoro fatto in questi primi cinque mesi amministrativi. Perché, come dico sempre, i fatti superano sempre gli insulti e le denigrazioni”.
Le dichiarazioni, i video, gli screenshot di Barbara Virga di questi ultimi giorni non sono stati ben presi dai capigruppo della maggioranza che sostiene Fabio Giulivi. “Nessuno ha cacciato la Virga da questa maggioranza perché ha votato la mozione sull’antifascismo. Questo, per me, è un pretesto. Barbara deve dirci cosa vuole fare da grande. In questi primi mesi è finita al centro del dibattito politico più e più volte per via dei suoi comportamenti. Inizia nell’Udc, poi dice di essere indipendente, diventando capogruppo di sé stessa. Propone la cittadinanza onoraria a Franca Viola chiedendo in primis le firme delle consigliere di opposizione del Pd e Uniti per Cambiare, e neanche di tutte le donne di minoranza, e si dimentica di chiederle alle donne che fanno parte della sua maggioranza. Non viene alle riunioni anche se invitata ma poi polemizza. Posta su Facebook stralci di conversazioni Whatsapp, e bisogna ancora vedere se sia lecito farlo. Se non è contenta perché non ha ottenuto incarichi non deve prendersela con il sindaco o con la maggioranza bensì con l’Udc, partito che le ha permesso comunque di essere in consiglio”, spiega Rosario Galifi di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia va in questa direzione: “Falsità. Questa storia dell’antifascismo non sta in piedi. Il concetto di quel messaggio, che la Virga ha deciso di postare su Facebook, è molto più basico: deve fare chiarezza e dirci se è di maggioranza o opposizione. Siamo rimasti molto perplessi dall’atteggiamento avuto dalla Virga durante quel consiglio comunale. Se lei fosse venuta alla riunione di maggioranza preconsiglio, o avesse delegato qualcuno, probabilmente avrebbe ben capito il perché abbiamo votato così sulla mozione di Stazzema o il perché sia stato proposto e votato l’emendamento su Franca Viola. Se io non vado alle riunioni di condominio, accetto le decisioni che vengono prese dalla maggioranza. Nel bene e nel male”, commenta Alessandro Gianasso. Andrea Carlomagno, di Venaria Riparte, non va per il sottile: “La consigliera Virga non è stata esclusa come vuole far intendere. E’ stata convocata anche lei per la riunione sul Bilancio, alla pari di tutti i consiglieri di maggioranza. Perchè lei è di maggioranza, fino a prova contraria. Purtroppo la volontà di passare per vittima, già manifestata durante lo scorso consiglio comunale, continua ad essere quel “modus operandi” che nel messaggio privato inviato dai capigruppo al presidente del consiglio, e pubblicato in maniera anche abbastanza scorretta dalla consigliera Virga sulla sua pagina Facebook, abbiamo contestato. Certi metodi non ci appartengono ed è mio interesse tenermene a debita distanza”.
Il leghista Marco Palmieri, infine, tocca un altro punto fondamentale, quello dell’indipendenza della Virga: “Premesso che è libera di fare ciò che vuole, è abbastanza particolare il fatto che lei si definisca indipendente in un contesto di maggioranza. In una squadra tutti dovrebbero correre per lo stesso obiettivo e non dire ‘io faccio con la mia testa’. La Virga è una consigliera di maggioranza, anche se lei sta facendo passare un messaggio distorto.”.
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