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Castello pensa di essere un cantante ma Chivasso non è Sanremo...

In giro per la città lo chiamano l’inutile, il fantasma, di recente anche il “cantante”. Nel senso che se l’è cantate e  suonate da solo e negli ultimi quattro anni quasi non s’è visto. Solo qualche piccola comparsata su Facebook. Tiepidi post. Tiepidi annunci e un sacco di falsità sulle cose fatte e ancora da fare che in verità quel che si è fatto è sotto gli occhi di tutti e quel che non si è fatto pure, soprattutto nel settore “sanità”, con l’ospedale trasformatosi in un lazzaretto e non solo per colpa del Covid.  La musica per il sindaco Claudio Castello è cambiata da qualche settimana a questa parte, probabilmente in vista delle elezioni del prossimo anno, anche considerando che il Pd gli vuol fare lo scalpo e il centrodestra si sta già muovendo non con uno, non con due, ma addirittura con cinque candidati a sindaco: Matteo Doria, Adriano Pasteris, Massimo Giovannini, Enzo Falbo e Emanuele Cigliuti. In ogni caso, Castello “il cantante” è salito su una macchina e s’è messo ad andare in giro a suonare la gran cassa in tutte le frazioni, tranne ai Pogliani, dove se si fa vedere minimo minimo lo fanno a spezzatino. La verità è che non è di questo che volevamo parlare, anche se sono le elezioni l’unico argomento di cui si può parlare. A solleticarci è stato Castello stesso, sempre su Facebook, con un commento ad una notizia sul caos scoppiato nella prima giornata di somministrazione dei vaccini a Palazzo Einaudi con i medici di famiglia abbandonati a loro stessi, senza sedie, senza chiavi, senza nulla, soprattutto senza numeri di cellulare a cui urlare il proprio disappunto. Talmente soli che l’unica cosa che è venuta loro in mente di fare è stata quella di chiamare i giornalisti per farsi sentire e, naturalmente, i giornalisti (meno male che ancora ci sono) hanno fatto il proprio mestiere senza farselo ripetere due volte. Morale? Il “nostro” anziché cospargersi il capo di cenere come un qualsiasi altra sindaco avrebbe fatto ha cominciato a spammare fake news ovunque puntando il dito sui “giornalisti” e dando loro dei “giornalai” conciò disprezzando quest’ultima categoria.  La domanda gliela facciamo qui, adesso. Lo sa Castello che in tutti i centri vaccinali aperti sul territorio sono stati i sindaci, nella prima giornata, ad accogliere i cittadini prenotati e che solo a Chivasso il sindaco (cioè lui) non s’è visto? Castello fa fatto anche peggio. Ha accusato l’Asl per non essere stata all'altezza nell’organizzare il sito vaccinale, cioè l'unico su tredici ad aver avuto dei problemi? E se le cose stanno così, perché s’è poi recato con il capo chino alla direzione generale dell’Asl,  ricevuto al piano terra e non al terzo piano, chiedendo come poteva essere di aiuto e proponendo dei siti per la vaccinazione di massa diversi da quelli che lui stesso aveva messo inizialmente a disposizione, ovvero una tensostruttura alla tav e il parcheggio del palalancia (non il palalancia)? Per fortuna chi lavora a Palazzo Santa Chiara non gli ha dato retta e alla fine si opterà per il parcheggio interno del Comune o per il Foro Boario. Diciamocelo con tutta franchezza. Questo sindaco proprio non c’è e dei vaccini se n’era bellamente fottuto. Come canta Ligabue che è un cantate vero “ci si è pulito il cuore” o qualcos’altro. Un sindaco capace supporterebbe quotidianamente l'attività degli operatori sanitari e non a giorni alterni.  Un sindaco capace, poi, si sarebbe adoperato concretamente per il reparto di oculistica a Chivasso che invece è da due anni fermo al palo senza alcun motivo. Talmente non c’è che durante una recente conferenza dei sindaci ha chiesto notizie su questa cosa al commissario dell’Asl e questi manco l’ha degnato di una risposta. Un sindaco che c’è rivendicherebbe il diritto dei propri cittadini anziani, con problemi di prostata, ad essere operati e curati a Chivasso e non in giro per il Canavese.  Un sindaco capace non avrebbe permesso all’Asl di tenere in un magazzino gli arredamenti per otto posti letto di anestesia finanziati dalla Regione, senza fare nulla, lasciando che fossero altri a scoprire l'arcano e a sollecitare l'assessore regionale Icardi pretendendo che entro 2 mesi venissero realizzati 8 nuovi posti letto di terapia intensiva.  Un sindaco che fa veramente l'interesse della sua comunità vivrebbe tra la gente tutti i giorni, raccogliendo ansie, preoccupazioni e domande. Tutti i giorni e non solo a un anno dalle elezioni organizzando tour in giro per le frazioni, come fosse un cantante. Chivasso, ahìlui, non è Sanremo….
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