MONTANARO. L'ambientalista Ruzzante dice "No" alle antenne. Nelle ultime settimane Montanaro è stata al centro delle “polemiche” per la tanto discussa questione antenne, che non solo ha smosso gli equilibri tra maggioranza ed opposizione, ma ha destato molta preoccupazione tra i cittadini montanaresi.
E tra le tante perplessità nate nel paese, molti sono stati i pensieri emersi, tra cui spicca anche quello di Adriano Ruzzante. Un montanarese doc, che per anni è stato protagonista, con il Comitato di Difesa Ambientale, della “battaglia” contro le discariche, un altro argomento “caldo” che all’epoca attivò l’intero paesello.
“Personalmente sono per una posizione secca e rigida, ovvero no ripetitori – spiega Adriano Ruzzante- Dall’ultimo incontro avvenuto con l’amministrazione, è emersa come possibilità quella di rifare un nuovo piano antenne e un nuovo regolamento di telefonia mobile… Una scelta che io, come cittadino non condivido, perché significherebbe comunque andare ad aggiungere altri ripetitori sul territorio. Invece io sinceramente mi fermerei qui, non andrei oltre con la tecnologia. Seppur ci possano essere delle conseguenze del caso, io rinuncerei… È una scelta di vita. Ma soprattutto cercherei altre soluzioni, come era stato anni fa per la discarica, ma mi rendo conto che c’è chi invece della tecnologia non ne può fare a meno ed andrebbe avanti. Allora – continua Ruzzante - un nuovo piano antenne potrebbe anche essere una strada da percorrere, in particolare se lo Stato considera queste come opere di urbanizzazione primaria, però in questo caso ci sarà sempre del malcontento, perché nel bene o nel male, qualcuno le dovrà accettare”.
Parole che fanno riflettere quelle di Ruzzante, che proprio negli anni duemila, era stato molto presente con il Comitato di Difesa Ambientale sul tema discariche e che oggi, torna ad esprimersi sul caso antenne.
“Poi, in realtà, - conclude Ruzzante - un piano antenne ci sarebbe già, è presente, ma è noto che con la richiesta da parte di Iliad per esempio, è stato tranquillamente bypassato. Ed allora la domanda che mi pongo è questa…A cosa servono questi regolamenti, se poi l'emergenza può tranquillamente bypassare tutto?”.
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