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01 Marzo 2021 - 11:16
Pasquale Centin, assessore del Comune di Chivasso
Letto il comunicato, siamo andati e rileggerci le delibere del CIPE: noi non siamo riusciti a trovarvi alcuna traccia del finanziamento che il CIPE avrebbe specificamente destinato alle discariche di Chivasso. In queste delibere il nome “Chivasso” non compare nemmeno. Lo avevamo già scritto tre anni fa. Sono delibere che stanziano grandi somme per l’intero territorio nazionale e le dividono per obiettivi e per Regioni. Probabilmente spetta poi alle Regioni ripartire fra i propri Comuni i fondi ricevuti o promessi, dopo avere esaminato le domande e verificato l’effettiva necessità. In ogni caso, e lo ripetiamo al sindaco, la parola Chivasso e la cifra di 1,5 milioni non ci sono né nelle delibere del CIPE del 2018 né in quella del 2020. Per questo il 23 febbraio abbiamo pubblicato un articolo nel quale ci chiedevamo: questo finanziamento di 1,5 milioni per Chivasso è veramente esistito? E se nelle delibere CIPE non c’è, perché il sindaco se la prende col CIPE medesimo? Il pasticcio non sarà stato combinato da qualcun altro?
L’assessore all’ambiente del Comune di Chivasso, Pasquale Centin, ci ha subito scritto che ci sbagliamo, che il finanziamento era stato realmente deliberato dal CIPE e che purtroppo era stato cancellato. Gli abbiamo replicato che nelle delibere del CIPE non c’è traccia di Chivasso. Centin risponde che lì il Comune di Chivasso non potevamo trovarcelo: quelle delibere del CIPE infatti assegnano un determinato finanziamento alla Regione, e poi è la Regione che, d’intesa col ministero competente, deve ripartire il finanziamento fra i Comuni. Come supponevamo anche noi. A conferma delle sue affermazioni, Centin ci ha mandato una lettera del 22 novembre 2018 del presidente della Regione Sergio Chiamparino al Comune di Chivasso e una lettera del 13 maggio 2019 del Ministero dell’Ambiente alla Regione Piemonte.
Bene, assessore Centin, effettivamente le due lettere parlano del milione e mezzo che, traendolo dai fondi stanziati dal CIPE, il Ministero e la Regione intendevano allora (2018/2019) assegnare a Chivasso. Purtroppo, in primo luogo, sono solo lettere, e non delibere o determine o comunque atti con il quale il Ministero e la Regione concretamente decidono di assegnare i soldi al nostro Comune. In secondo luogo, sono lettere nelle quali si manifestano solo intenzioni: alle intenzioni avrebbero dovuto seguire i fatti. In terzo luogo, sono lettere che risalgono a due o tre anni fa: perché è passato tutto questo tempo e i soldi non sono stati utilizzati?
La lettera della Regione al Sindaco del Comune di Chivasso del 22 novembre 2018 ha per oggetto: “Riscontro alla nota de 15.10.2018 relativa alla problematica della discarica di Chivasso”. La lettera è firmata Sergio Chiamparino. Ecco il penultimo capoverso: “Per quanto riguarda gli aspetti finanziari per le attività di messa in sicurezza e bonifica, come noto, nell’ambito della programmazione delle risorse FSC 2014-2020 risultano stanziate dal CIPE disponibilità finanziarie che la Regione Piemonte vuole destinare per 1,5 milioni di euro agli interventi sul sito di Chivasso: si conferma che questa Amministrazione è impegnata presso il competente Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per ottenere l’effettiva disponibilità dei citati fondi”.
D’accordo, qui finalmente si parla dei 1,5 milioni per Chivasso. Però la lettera manifesta solo le buone intenzioni del firmatario, niente di meno ma anche niente di più. Chiamparino vi dichiara che l’amministrazione regionale “è impegnata” ad ottenere dal Ministero “l’effettiva disponibilità dei citati fondi”: quindi a quella data la Regione i fondi non li aveva ancora ottenuti. Cosa ha fatto in seguito Chiamparino? Ha sollecitato il Ministero oppure no? Pochi mesi dopo, nel maggio 2019, Chiamparino viene sconfitto da Alberto Cirio e la nostra amministrazione comunale perde un interlocutore della stessa area politica.
La lettera del Ministero alla Regione del 13 maggio 2019 ha per oggetto: “Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014/2020 – Delibera CIPE n. 11/2018 – Addendum al Piano Operativo “Interventi per la tutela del territorio e delle acque”.
A proposito dell’Addendum, il Ministero scrive: “nel quale, come già rappresentato e condiviso nelle interlocuzioni intercorse con codesta Regione, è previsto il finanziamento degli interventi di bonifica di cui all’allegata tabella”.
Quali interventi di bonifica? Li troviamo nell’allegato alla lettera, la cosiddetta “tabella”. Si tratta di un foglietto che non reca alcun riferimento a delibere o altri atti e quindi non sappiamo quale valore possa avere, a parte le solite buone intenzioni. La tabella elenca quattro impieghi per la somma complessiva di 6.161.800 euro destinati al Piemonte. Il primo utilizzo è proprio “Chivasso – Messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica della discarica per rifiuti non pericolosi fraz. Pogliani, località Pozzo zona ex fornace Slet - Euro 1.500.000”. Seguono Ghemme (NO), messa in sicurezza permanente della discarica Fornace Salaria Euro 1.000.000. Poi Gozzano (NO), messa in sicurezza, caratterizzazione, progettazione e bonifica del sito ex Bemberg, euro 2.500.000. Infine la realizzazione di interventi di bonifica amianto negli edifici pubblici (edifici scolastici e ospedalieri) Euro 1.161.800.
Purtroppo anche il testo di questa lettera resta nel generico e nel campo dei buoni proponimenti. Si conclude infatti affermando che il Ministero “intende avviare una interlocuzione” con la Regione e altri enti o amministrazioni interessati “per condividere la governance e le modalità operative per l’attuazione degli interventi programmati… “. In seguito cosa è stato fatto di tutto ciò? L’interlocuzione è stata avviata e ha proceduto? Non lo sappiamo.
Abbiamo chiesto all’assessore Centin: “Se i soldi c’erano, come dicono le due lettere - che sono rispettivamente del novembre 2018 e del maggio 2019 - perché non si è potuto procedere rapidamente al loro utilizzo e all’esecuzione della bonifica?”
Risposta di Centin: “Prima occorreva stipulare l’Accordo di Programma su cui stavamo lavorando (Regione, CMTO e Città di CHIVASSO) scontando problematiche giuridiche molto complesse legate alla proprietà dell’area di discarica (è suolo privato e non pubblico) e alla ridefinizione del progetto di MISP [messa in sicurezza permanente delle discariche, cioè la cosiddetta bonifica. NdR] stante l’impossibilità di SGRA SRL di fornire garanzie fideiussorie. Non propriamente una passeggiata”.
Ribattiamo: “D’accordo. Ma dopo la firma del reciproco impegno, avvenuta nel marzo 2019, Comune, Regione e Ministero hanno continuato a lavorare per arrivare al più presto alla firma dell’accordo di programma? Oppure per qualche ragione le tra amministrazioni si sono fermate o hanno rallentato?”
Risposta dell’assessore:“: Abbiamo tutti lavorato a testa bassa - sono procedimenti molto complessi che richiedono uno sforzo enorme di coordinamento tra enti diversi - e i risultati sono apprezzabili (abbiamo realizzato ed inaugurato il percolatodotto con un bypass di autostrada e linea alta velocità in tempi ristretti) ma solo ad ottobre 2020 il Ministero ha comunicato alla Regione il taglio. La Regione l’ha comunicato a noi il 15 febbraio 2021”.
E allora ci facciamo ancora una domanda: perché la Regione ha atteso tanto tempo ad avvisare il Comune che i soldi non c’erano più, sempre ammesso che prima ci siano stati? La delibera del CIPE che li avrebbe tagliati è del luglio 2020, e la Regione ha avvertito il Comune di Chivasso solo il 15 febbraio 2021. E lo ha avvertito durante la riunione di quel 15 febbraio, che era stata chiesta dal nostro Comune. Se l’amministrazione chivassese non avesse sollecitato la convocazione della riunione, quando mai la Regione avrebbe avvertito il Comune che i soldi non erano più disponibili?
P.S. La contaminazione delle acque sotterranee nell’area discariche fu rilevata la prima volta fra il 1998 e il 1999. Quindi i residenti attendono la bonifica da oltre vent’anni. La bonifica dovrebbe farla la società proprietaria delle discariche. La società l’ha cominciata ma continua a non portarla a termine. Così se la deve fare e pagare lo Stato. O magari il Comune, se trova i soldi. Comunque sia, paga pantalone. Evidentemente la normativa permette ai privati di fare quel che vogliono e impone al pubblico di riparare il danno.
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