Ma qualcuno se lo è già chiesto come sarebbe un governo Sertoli alla “Draghi”. Probabilmente no…. Ve lo diciamo noi. A parte Francesco Comotto che rappresenta una lista civica (Viviamo Ivrea), quindi si dichiara indipendente, quindi non rientra nell’elenco dei partiti seduti in Parlamento, tutta la restante “Opposizione”, ohibò, finirebbe in maggioranza. Alè! E no… Manca un passaggio in senso contrario. Ed è quel Marco Neri, entrato in consiglio comunale con la Lega e poi passato al Gruppo Misto, mano nella mano con la consigliera comunale Maria Piras dopo aver fondato una corrente detta degli “Arrabbiati” insieme all’attuale assessore Costanza Casali. Se a qualcuno fosse sfuggito, Neri, da circa un anno a questa parte è, infatti, tornato alle origini nei Fratelli d’Italia, ad abbracciare i suoi vecchi amici che un tempo militavano in Alleanza Nazionale.
Via dalla Lega, via da Salvini, ma soprattutto lontano quel tanto che ha potuto dalla disorganizzazione del “Carroccio” a livello locale, con tutti i meriti e i demeriti del deputato Alessandro Giglio Vigna.
Detto questo ve lo immaginate Sertoli, in consiglio, con una maggioranza così allargata? Tanto per cominciare tutte le volte che parla Anna Bono potrebbe anche non starla ad ascoltare. Di sicuro si tratterebbe di una maggioranza decisamente più sensibile agli argomenti cari alla sinistra, non in ultima nel sociale.
Come con Draghi, poi, manuale Cencelli alla mano, si potrebbe dare una bella risistemata alla giunta con non meno di un paio di assessorati al Pd e uno ai cinquestelle… In pole position – ci piace pensarlo – Gabriella Colosso al posto di Giorgia Povolo. E sarebbe l’apoteosi…
La verità è che un governo Sertoli “diverso”, magari non proprio alla “Draghi” ma quasi, sotto le rosse torri, ce l’hanno in mente in tanti e pure da un bel pezzo. Ci si limiterebbe all’ingresso in maggioranza del Pd, con contemporanea “cacciata” della Lega di Anna Bono. L’idea neanche poi così balzana, sicuramente più vicina al carattere e alle sensibilità del primo cittadino, sarebbe sopraggiunta sulla scia del forte legame che lega la senatrice Virginia Tiraboschi a Alberta Pasquero (storica militante di sinistra), un legame che le ha condotte a lavorare insieme al progetto della Ico-Valley, entrambe a caccia dei soldi del Recovery Fund.
Chi vivrà vedrà, di sicuro c’è che prima della scadenza del mandato nel 2023 tutto può succedere a Roma, tanto quanto a Ivrea.
Liborio La Mattina
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