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VENARIA. "Potevano darmi dell'ndranghetista...": e scoppia la polemica in Commissione

VENARIA. "Potevano darmi dell'ndranghetista...": e scoppia la polemica in Commissione

Luigi Tinozzi, assessore a Venaria

VENARIA. "Potevano darmi dell'ndranghetista...": e scoppia la polemica in Commissione. Che Gigi Tinozzi sia un politico fuori dalle righe lo si è sempre saputo: non c’è consiliatura che non venga ricordata per qualche suo exploit. Nel bene e nel male.

E sono bastati pochi mesi, questa volta da assessore e non da consigliere di opposizione, per lasciare nuovamente il segno. 

Martedì sera, in commissione consiliare sport, Tinozzi prende parola e, dopo aver raccontato la situazione delle strutture sportive cittadine, tira una velata “stecca” a qualcuno - non meglio precisato - che in un vocale lo avrebbe definito “un mafioso, incapace di fare le ‘O’ con un bicchiere, ignorantone”. E Gigi, come sempre, ha voluto precisare con il suo “humor calabro”: “Di quel messaggio non mi fa incazzare come mi abbiano definito. Bensì il fatto che mi han dato del mafioso. Io sono calabrese, mi sarebbe piaciuto mi avessero dato dell’ndranghetista”. 

Apriti cielo. La consigliera Barbara Virga ha subito chiesto che chiedesse scusa alla platea della commissione per questa sua frase. Mentre Sinistra Civica (forza extra consiglio che aveva appoggiato la candidatura a sindaco di Alessandro Brescia, ndr) definisce l’esternazione di Tinozzimolto sgradevole. Il sindaco la definisce una ‘battuta’ però se la prende per la ‘combriccola’ usata da Brescia nella questione Don Mosso. 

Per noi è una frase molto grave perché le organizzazioni criminali hanno seminato terrore, morte e malaffare”.

E in qualche gruppo social, qualche cittadino ha rincarato la dose, definendo Tinozzi “un mafioso da sempre”. Ma questa volta l’assessore, ex tabaccaio e con una carriera politica a Venaria che supera i 30 anni, non ci sta: “La mia era una battuta. Adesso non si può usare il sarcasmo? Però possono darmi del mafioso, vero? Se fossi mafioso, se avessi avuto condanne per mafia, a quest’ora non sarei qui a fare l’assessore. 

Il mio casellario è pulito, immacolato. Se qualcuno sa qualcosa, vada a denunciare. Io non ho nulla da nascondere. Siamo in una fase delicata della nostra città. Sono mesi complicati, duri. C’è una emergenza legata alla pandemia, povertà, problemi di case, di lavoro. 

E noi siamo qui a discutere di questa battuta? Io da quando sono assessore arrivo alle 8.30 in ufficio e vado via alle 19, a volte alle 21. 

Incontro ogni giorno persone, cercando di risolvere i loro problemi. Chi mi insulta e mi minaccia se la vedrà con gli avvocati: vedremo se davanti a un magistrato avranno il coraggio di ribadire, e soprattutto di dimostrare, come io sia mafioso. 

O, lo ribadisco, ‘ndranghetista. Perché sono calabrese e ne vado orgoglioso delle mie origini”.

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