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06 Febbraio 2021 - 12:00
Arianna Pilone
“Sono nata il 14 giugno 1982 e rispecchio perfettamente il mio segno zodiacale, i gemelli. Sono riflessiva ma al contempo creativa e impulsiva” queste le parole con cui Arianna Pilone comincia a presentarsi.
Una creativa da sempre, amante del disegno. Ancora oggi la sua maestra delle elementari, quando la incontra, le dice che i suoi disegni erano già avanti per l’età che aveva. Appassionata di programmi come “Art Attack”, chiedeva che glieli registrassero per poter poi ricreare ciò che vedeva. “L’aspetto creativo è nel mio dna; con gli occhi di adesso dico anche che l’aspetto teatrale mi ha sempre accompagnata… da piccola costruivo teatri a grandezza bimbo con l’aiuto di mio nonno, usavo le tende e realizzavo drappeggi per allestirlo, organizzavo degli spettacolini che coordinavo io stessa, creavo i costumi con le vecchie stoffe… non ho mai avuto il desiderio di stare davanti, ma sempre dietro alle quinte” racconta.
Dopo le elementari e le medie Arianna si è iscritta al liceo classico. Da sempre portata per la letteratura e negata per i numeri, ci racconta che rifarebbe mille volte quella scuola perché, a detta sua, la cultura e l’apertura mentale che ti offre il liceo classico non te le offre nessun altro. Ha conosciuto i classici latini e greci del teatro e quando venivano messi in scena lei si occupava sempre delle sceneggiature. Il teatro l’ha sempre affascinata e ci spiega che il nonno cantava costantemente l’opera e che lei ha sentito arie operistiche fin da piccola. “Ancora d’oggi mi viene la pelle d’oca nel sentirle” afferma.
Una volta diplomata decise di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Torino con indirizzo scenografia d’opera, visto che da sempre le piaceva l’idea di lavorare sul grande. “Ho sempre fatto lavori vari per mantenermi agli studi. Mi sono laureata con il massimo dei voti e la lode e sono stata presa per uno stage al Teatro Regio. Successivamente sono subentrati dei contratti e sono diventata aiuto scenografa, che era ciò che desideravo. Purtroppo quella strada era un po’ ferma perché i contratti diventavano più sporadici con il passare del tempo. Io ho sempre desiderato essere autonoma e indipendente e quella vita non me lo permetteva, purtroppo, quindi mi dedicai ad altro - racconta -. In contemporanea già dipingevo trompe - l’oeil e a Torino ho lavorato in parecchi edifici storici. Inoltre mi sono sempre dedicata al come decorare le case con il colore, proponendo uno studio al riguardo e poi dipingendo anche io in prima persona, se richiesto. Lo facevo, ho continuato a farlo anche chiusa la parentesi teatrale e lo faccio ancora oggi perché è un qualcosa che mi piace tantissimo”. Ma Arianna Pilone ha anche un’altra grande passione: quella del fiore fresco. Sua nonna è stata fra i primi ad importare i bulbi dei tulipani dall’Olanda, a coltivarli e rivenderli a Porta Palazzo e questo l’ha avvicinata fin da piccola al mondo floreale. “Ho cominciato a studiare la scenografia attraverso la manipolazione del fiore fresco, ho frequentato una scuola floristica ma ho studiato anche la manipolazione e destrutturazione del fiore e il come questa permetta di creare set e scenografie anche importanti” afferma.
Oggi Arianna è a tutti gli effetti una sorta di freelance che si sposta ovunque per svolgere la sua attività, ma il suo campo base è il laboratorio di San Mauro, in via Papa Giovanni 54. Ci spiega di essere sdoppiata in due “Arianne”: la prima è quella della realtà floreale, che si occupa di creare gli allestimenti con i fiori per i matrimoni, facendo studi e realizzando progetti individuali per ciascuno, perché sia che si tratti di macro che di micro eventi lei vuole che siano sempre un qualcosa di unico. In questo ambito si inserisce anche l’aspetto scenografico quando, ad esempio, deve creare le strutture di supporto per gli allestimenti. La seconda “Arianna” è, invece, quella che di occupa di set design, di prop styling e di prop maker, ovvero della costruzione degli oggetti di scena. La sua esperienza teatrale viene messa a disposizione per creare le scenografie per brand vari, per campagne pubblicitarie, per editoriali, per shooting fotografici e per la realizzazione di vetrine. Fra i numerosi set creati da Arianna ci sono quelli per dei negozi di via Monte Napoleone a Milano, per lo spot Netflix di SpongeBob, delle M&M’s, della Juve e tanti altri ancora. “Invito chi fosse incuriosito dalla mia attività a visitare i miei siti www.ariannapilone.it e www.ariannadellopera.it e i miei profili Instagram “arianna_pilone_flower_design” e “ariannadellopera”… Arianna dell’Opera è il mio nome d’arte nel campo del set design - spiega -. Provo una grande emozione nel creare e ogni volta è come se fosse la prima. Sento le rane nello stomaco, non saprei in quale altro modo spiegarlo. E’ la stessa sensazione che provo a teatro, sia davanti che dietro le quinte. A proposito di teatro… non l’ho abbandonato del tutto, infatti mi occupo di realizzare i fondali per piccole produzioni teatrali insieme ad una mia collega” racconta.
Da noi Arianna è conosciuta anche per le collaborazioni con Cristina Cerato, la titolare della tabaccheria di Castelrosso. Si sono incontrate ad un corso dove Arianna insegnava… sì, perché fa anche questo oltre a tutto il resto. “Mi piace molto insegnare e trasmette ciò che so. Faccio corsi in arte floreale sia per diventare professionisti che non; organizzo anche workshop sia associati ad eventi, come il Natale ad esempio, che in generale - spiega -. Cristina aveva partecipato ad un mio corso base e ci siamo piaciute fin da subito, il feeling è stato immediato. E’ iniziata la nostra collaborazione: in primis vetrinistica, infatti ho cominciato a allestire le sue vetrine e, successivamente, la nostra collaborazione creativo - floreale e ho inserito il fiore nel suo ambito commerciale… io manipolo il prodotto floreale fresco e lei lo vende, aggiungendo così un qualcosa di nuovo a ciò che è già presente in tabaccheria. Devo dire che Cristina è davvero un pozzo di creatività. Insieme avevamo organizzato anche una serie di corsi a tema da tenere nei mesi di novembre e dicembre, ma a causa del Covid è saltato tutto. Speriamo di poterci rifare in primavera, ma aspettiamo di vedere l’evolversi della situazione prima di organizzare il tutto - spiega ancora -. Al momento faccio solo i corsi individuali e mi reco anche a domicilio se richiesto. Però mi mancano i workshop, perché è bello fare le cose in gruppo, quindi spero di poter riprende presto a farne di nuovi”.
Arianna Pilone ci spiega che non si vedrebbe in nessun altro ruolo nella vita, questo è davvero il “suo” lavoro: con i pantaloni sporchi, le mani sempre all’opera e i tagli da levigatrice… questo è il suo mondo. “Mi considero pienamente soddisfatta della mia vita, certo non tutto è sempre rose e fiori e essere una freelance ha le sue difficoltà, ma sceglierei questo lavoro ogni giorno e lo scelgo ogni giorno. Sento che mi appartiene - afferma sorridendo -. In futuro mi vedo sempre di più sul set a realizzare scenografie con i fiori… in Italia non è ancora diventato così tanto di moda come all’estero, perché il fiore è sempre associato a ruoli classici come nei matrimoni; invece è attivo e può essere protagonista su un set. Spero di riuscire a lavorare con brand davvero importanti, anche se lo stimolo creativo per me è lo sempre lo stesso indipendentemente dall’importanza e dalla grandezza di un marchio”.
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