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IVREA. Via San Lorenzo dimenticata! Quelle promesse mancate ...

IVREA. Via San Lorenzo dimenticata!  Quelle promesse mancate ...

via san lorenzo

«La politica dell’Amministrazione nel campo delle opere pubbliche è tesa ad assicurare al cittadino un livello di infrastrutture che garantisca nel tempo una quantità di servizi adeguata alle aspettative della collettività.» Questo è ciò che si legge nel Documento unico di programmazione 2019 - 2021 (D.lgs. n. 118111) “Opere pubbliche e investimenti programmati”  del Comune di Ivrea. Il documento mira a mettere in luce l’attenzione sulla qualità delle prestazioni rese e sulla pianificazione degli investimenti comunali sulla base dei fabbisogni effettivi, al fine di attivare nuovi interventi e/o ultimare opere già in corso. Si specifica, altresì, che «in quel preciso ambito, connesso con l’approvazione del bilancio di previsione, sono individuate le risorse che si cercherà di reperire e gli interventi che saranno finanziati con tali mezzi».  Rullo di tamburi: entriamo nel dettaglio come un moderno Teseo che si appresta ad addentrarsi nel labirinto del Minotauro. Innanzitutto, notiamo che nel verbale di deliberazione del Consiglio Comunale riunitosi il 30 luglio del 2019 alle ore 19:15 nella sala delle adunanze consiliari, per discutere e deliberare il programma delle opere pubbliche 2019/2021, si evince che la Regione Piemonte aveva versato al Comune di Ivrea un contributo di Euro 58.003,29 per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche, come dettagliatamente specificato inoltre nell’allegato 3 alla voce «Contributo regionale per abbattimento barriere architettoniche, legge 9.1.89 N. 13 (U/cap. 118300)».  Tuttavia, nel piano per gli investimenti non vi è un riferimento alle opere urbane volte all’eliminazione delle barriere architettoniche. Per tagliare la testa al toro (e qui il paragone con il povero, mitologico Minotauro è imprescindibile) si parla genericamente di manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi cittadini. In verità, se si fosse voluto eliminare, chessò, un gradino da un marciapiede, tra gli interventi previsti non solo sarebbe comparsa la voce «abolizione barriere architettoniche» vestita in pompa magna come una nobildonna durante la Prima alla Scala, ma si sarebbe anche menzionata la Costituzione Italiana — che come il nero fa figo e non impegna —, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità… Il tutto condito da qualche cena filantropica per raccogliere fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica. Quindi, il fatto che tale voce non sia presente non lascia spazio al dubbio: a nessuno gliene poteva fregare di meno! Una città accessibile ai disabili Però l’assetto urbanistico eporediese necessitava di non poca manutenzione per rendere la città accessibile alle persone disabili, agli anziani e alle mamme con passeggini e carrozzine. Ivrea non era una città particolarmente ospitale per coloro che si muovono su una sedia rotelle o non possono contare sull’ausilio della vista. Sicché, il Consigliere Francesco Comotto della lista civica «Viviamo Ivrea» nel settembre dello stesso anno, mosso da esigenze umanitarie più che politiche, ha presentato la mozione «Le barriere architettoniche sono un segno di deprecabile inciviltà» ottenendo l’approvazione ad unanimità con 14 voti favorevoli e palesi da parte del Consiglio Comunale. Una vittoria inaspettata, che aspergeva l’aria di un inconfondibile odore di bruciato. Si sa, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, ma anche di porfido dissestato e grosse buche (quest’ultimo è il caso ad esempio di via San Lorenzo, nota ai più per essere la strada in cui vive la non vedente Campionessa Mondiale Paralimpica di arrampicata sportiva, Alessia Refolo).  Ben lungi dal correre ai ripari e riqualificare la via — asfaltandola e costruendo i marciapiedi di cui ora è sprovvista— si è preferito fare buon uso di quel detto di tradizionale memoria «chi va piano va sano e va lontano» dando certamente per scontato che anche la Refolo nel suo peregrinare quotidiano tra rattoppi del manto stradale e buche infernali, fosse usa a seguir alla lettera il proverbio. Sì, perché la Campionessa Mondiale Paraolimpica non avendo un marciapiede sul quale deambulare in sicurezza è costretta a rischiare la vita o quantomeno una frattura ossea ogniqualvolta si reca nel bel mezzo della via per percorrerla (in quest’epica storia non manca nemmeno l’inciviltà dei condomini che parcheggiano le auto contro l’edificio impedendole così di camminare sul lato della strada). Proseguiamo. Sul verbale numero 62 avente come oggetto «Variazione n° 6 al bilancio unico 2019/2021 e al piano degli investimenti 2019/2021» si esplicita un ulteriore incremento di 13.352,69 euro quale contributo regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nonostante ciò, sul piano degli investimenti continua a non apparire la voce relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche… Signori, errare è umano ma perseverare è diabolico!  Il Consiglio Comunale, infatti, aveva impegnato il Sindaco e la Giunta non solo 1) a eseguire un’attenta attività di monitoraggio e di censimento su tutto il territorio Comunale, anche con l’ausilio della Polizia Municipale, del Servizio Tecnico e di eventuali segnalazioni dei cittadini, al fine di individuare altre situazioni di inadeguatezza dei percorsi comunali, più o meno rilevanti e, in molti casi, ovviabili con impegni di spesa di modesta entità; 2) ad attivare una campagna di sensibilizzazione sull’argomento coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni di volontariato; 3) a valutare la possibile istituzione della figura del disability manager all’interno dell’organigramma comunale,  ma soprattutto 4) a relazionare in Consiglio, entro 3 mesi sulla situazione riscontrata, sulla possibile pianificazione degli interventi, sulle priorità, sulla eventuale necessità di apportare delle specifiche variazioni alle previsioni di bilancio, affinché il Consiglio Comunale, oltre ad essere informato, potesse deliberare in proposito con cognizione di causa. Per fortuna gli emendamenti varati dall’amministrazione comunale non hanno data di scadenza come lo yogurt, altrimenti ci si sarebbe trovati di fronte a una vera e propria intossicazione alimentare… Ad oggi, com’era prevedibile, nulla è stato fatto per abolire le mefistofeliche barriere architettoniche, tranne vociferare — con omertà di pescatori di frodo — che un progetto è in fase di stesura, un giovane immaturo bozzolo che prima o poi, in estesissimi tempi geologici, darà alla luce una leggiadra farfalla. E che nel frattempo tiene al caldo qualche verme.

Il degrado di via San Lorenzo segnalato già nel 2017 dalla campionessa paraolimpica Alessia Refolo

Le prime segnalazioni sullo stato di degrado in cui versava - e tutt’oggi versa - il marciapiede nei pressi della chiesa di San Lorenzo verso via Cascinette, e le difficoltà per i pedoni di percorrere la vicina Via San Lorenzo, risalgono al 2017, la bellezza di più di tre anni fa. Se ne lamentava non una cittadina qualunque ma Alessia Refolo, campionessa paraolimpica non vedente. “Imboccando via San Lorenzo da via Cascinette - spiegava a La Sentinella -  il marciapiede è presente solo sul lato destro  e, dal lato sinistro, solo in alcuni tratti. L’ultima parte della via ne è priva e mi trovo costretta a camminare quasi in mezzo alla strada trovando ogni giorno automobili posteggiate su ambo i lati...”. Evidente che per una non vedente, ma anche per una mamma con bambino per mano o sul passeggino o per le persone anziane ciò rappresenta non solo un disagio ma anche un potenziale pericolo. “Non penso - continuava - sia particolarmente difficoltoso o oneroso realizzare li prolungamento del marciapiede di poche decine di metri o, quantomeno, apporre dei delimitatori di transito pedonale come quelli in gomma che si trovano in via San Nazario. Eppure, in tutto questo tempo, non solo il Comune non mi è venuto incontro sulla richiesta del prolungamento del marciapiede, ma non ha mai provveduto nemmeno alla strada: in via San Lorenzo, infatti, l’asfalto si è tutto crepato creando dei buchi dove sono solita prendere storte...”. Del problema, nell’agosto del 2019, se n’era occupata l’assessore Elisabetta Ballurio recatasi sul posto insieme al responsabile delle manutenzioni Giancarlo Porcaro. Promise, sempre sulle pagine de La Sentinella, che si sarebbe presto trovata una soluzione ma non se ne fece mai nulla. Tra chi quest’ultimo articolo, se lo è letto, ritagliato e custodito c’è Rita Munari. Obiettivo dichiarato: suonare di tanto in tanto la campana ad un’amministrazione delle cosa publica che per vedere ci vede benissimo ma sull’ascolto ha evidentemente qualche problema. Nei giorni scorsi Munari ha inviato tutto il materiale al consigliere comunale Francesco Comotto che prossimamente interrogherà sindaco e giunta.

Chi è Alessia Refolo?

Nata l’11 luglio del 1990, Alessia Refolo vive in via San Lorenzo a Ivrea e lavora alla filiale del Monte dei Paschi. Da piccolina  è sopravvissuta al Neuroblastoma, un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su 5. Paga però un prezzo molto alto perché i farmaci danneggiano irrimediabilmente la sua vista. “Sono non vedente - commenta sul sito internet alessiarefolo.com - ma da sempre grazie anche al mio mantra preferito “Se vuoi, puoi”, non permetto a questo problema di limitarmi e mi impegno al massimo in tutto ciò che faccio in modo da raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo...” Uscire con gli amici è il suo passatempo preferito, superato soltanto dallo sport che adora, come l’equitazione, la danza, l’acrobatica aerea, lo sci sulla neve ma soprattutto l’arrampicata. Quest’ultima passione l’ha condotta alla conquista del titolo di Campionessa Mondiale Paraolimpica di arrampicata sportiva, nel 2014 in Spagna. In seguito ho voluto sfidare se stessa nella natura, scalando con la sua guida alpina una parete di roccia alta 300 metri, un monotiro a picco sul mare ed un altro sulle cascate di ghiaccio. Morale? “Barbie Climber”, questo è il soprannome che le aveva assegnato la sua prima allenatrice di scalata, scopre di essere molto portata anche nello sci nautico dove automaticamente viene ribattezzata “Barbie Skier” . Sostenuta dalla società Waterski Recetto, vince l’oro al Campionato Europeo Paraolimpico nello sci nautico nel 2018 in Francia. La passione per la corsa, scoperta solo di recente, le permette, infine, di ottenere l’argento ai Campionati Italiani Paraolimpici di atletica leggera nel 2020.  Tra i suoi prossimi obiettivi: c’è l’oro ai Campionati Italiani di atletica leggera nel 2021 La voglia di trasmettere messaggi positivi l’hanno portata alla creazione del progetto “Se vuoi, puoi”, nato come hobby e trasformatosi ben presto in un secondo lavoro in seguito al numero sempre crescente di richieste di collaborazione da parte di Enti di svariata natura.  Refolo, nel 2019, ha scritto un libro autobiografico edito dalla casa editrice Hever: “Se vuoi, puoi. Una vita al di là del buio.”. (dal sito www.Alessiarefolo.it)
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