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25 Gennaio 2021 - 17:16
In foto, Via Italia, la zona dove è stato commesso il furto
Incastrato per un banalissimo furto su un’auto ferma in sosta. Luigi Sacripanti, 66 anni, un passato da rapinatore di prostitute, famoso per essere stato il marito di Gigliola Guerinoni, conosciuta come la “mantide” di Cairo Montenotte (Savona) condannata a 26 anni di carcere per aver ucciso nell’agosto del 1987 il farmacista Cesare Brin, suo amante, la scorsa settimana, è stato arrestato dai carabinieri di San Mauro Torinese su segnalazione di un cittadino che l’aveva rincorso e bloccato in un parco dopo un furto. Aveva appena forzato la portiera di una Citroen Picasso, in sosta su via Italia in pieno centro a San Mauro e si era impossessato di una borsetta lasciata sul sedile da una donna. In auto c’era la figlia di 11 anni, che si è poi messa ad urlare.
Sacripanti, originario di Ascoli Piceno, ma domiciliato a San Mauro, si era sposato con Gigliola Guerinoni nel 1994 nel carcere della Giudecca di Venezia, dove si erano conosciuti. Lei lo aveva sposato in seconde nozze. Il primo marito fu il geometra Pino Gustini, pittore con il gusto dell’arredamento poi morto a 52 anni nel 1986. Allora sorsero sospetti di mancata assistenza o cure sbagliate causate dalla Guerinoni. Poi lei conobbe il farmacista Cesare Brin il cui cadavere venne rinvenuto bruciato in una discarica il 12 agosto 1987. Le cause iniziali della morte furono violente martellate inferte dalla Guerinoni. Un caso che venne trattato nella serie tv “Storie maledette” di Franca Leosini.
L’ultima volta Luigi Sacripanti era stato arrestato nel novembre 2015. Appena uscito dal carcere Lorusso e Cotugno dopo aver scontato una pena di sei anni. Armato di un coltello, quella volta, si era messo a rapinare le prostitute lungo le strade di provincia: almeno otto, tutte dell’est Europa aggredite tra i Comuni di Leinì, Carignano, Settimo e San Benigno Canavese. Ma consumata l’ultima rapina, era stato fermato e arrestato dai carabinieri di Rivarolo e Volpiano mentre fuggiva al voltante di una Fiat Uno rubata.
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