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SETTIMO TORINESE. Venti mesi (di Piastra)

SETTIMO TORINESE. Venti mesi (di Piastra)

Elena Piastra, sindaca di Settimo

Prendendo il fascio dei giornali locali degli ultimi sedici mesi (tanto ci separa dalle elezioni che sancirono la vittoria di Elena Piastra), incerta se consegnarlo al cassonetto, vi ho dato una scorsa. E in effetti, qualcosa balza all’occhio. Per ora limitiamoci alla cronaca politica.  Se la maggioranza che governa la città appare alquanto raccogliticcia (termine molto in voga di ‘sti tempi, complice la crisi di governo) per la miriade di liste che la compongono, liste la cui caratteristica è di essersi inabissate subito dopo aver conseguito il risultato, si vede che la coesione della maggioranza è data più dall’assenza di idee che da una convergenza di vedute. Un esempio? Già a ottobre 2019, una consigliera cambiava casacca, dando vita al «Gruppo misto Italia Viva». Ora, possiamo scommettere che, nonostante la «pugnalata alle spalle» di Renzi al presidente Conte, a Settimo nulla succederà in proposito e il passo di lato compiuto da Angela Schifino è destinato a non lasciare segno. Così, si può dimissionare un’assessora perché giudicata incapace, senza che +Europa, la lista che l’ha espressa, sbatta la porta o alzi la voce. Anzi. Viene sostituita da un’esponente – di fatto – di un partito d’opposizione e nessuno, neanche l’altra minoranza appunto, avanza una richiesta di chiarimento.  Di più. A ottobre di quest’anno, +Europa perde un esponente di spicco, Nino Daniel, ex assessore della giunta di Fabrizio Puppo. Il motivo? «Siamo partiti con un progetto, ora c’è un’altra cosa», ha sostenuto in un’intervista. Insomma con la scomparsa dei partiti e la nascita delle liste, finita la riffa per il posto in prima fila, si lascia. Beh, con l’anno nuovo, su proposta della sindaca, per conto del socio unico (il Comune), Daniel è il nuovo amministratore unico (con compenso) della società Patrimonio, una delle tante scatole create dall’allora sindaco Corgiat per le manutenzioni delle strade, l’illuminazione ecc. Vedremo se il gruppo consiliare +Europa si estinguerà per azzeramento dei componenti: il solo rimasto sembrerebbe essere il consigliere sorpreso in mutande (colpa della calura!) durante una seduta consiliare in videoconferenza.  Per parlare dell’altra metà dell’emiciclo, il primo smottamento lo abbiamo avuto in casa Lega, con l’uscita del giovane Antonio Borrini (ora visto come fumo negli occhi dai leghisti locali), noto per aver flirtato con la maggioranza, ottenendo più di quanto osasse sperare, in cambio del modico impegno a votare la cancellazione della cittadinanza onoraria conferita nel 1924 a Benito Mussolini, cittadinanza ancora non revocata nei fatti, visto che il «mandato a fare» non è, propriamente, «il fare». A qualche mese dalla vittoria di Elena Piastra, sono arrivate le dimissioni dell’ex sindaco Fabrizio Puppo dal consiglio, non a suo agio, evidentemente, nel ruolo d’opposizione, lui che è sempre stato «di governo». Da ultimo ha lasciato il pentastellato Massimo Del Vago, adesso impegnato a riscrivere la Costituzione. Niente meno!
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