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PONT. Permessi retribuiti per Giunta e Consiglio: è polemica!

La nuova amministrazione  di Pont non è parsimoniosa e spende troppo  per i permessi retribuiti di consiglieri ed assessori. Questo, in sintesi, è l’opinione espressa dall’ex-primo cittadino Paolo Coppo nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Per tre mesi – ha esordito - sono stati messi a Bilancio 3.000 euro. Quando c’è consiglio avete intenzione di prendere tutta la giornata o solo le ore della seduta?”. Inevitabile la precisazione del sindaco Bruno Riva: “E’ la legge che prevede questa possibilità: è facoltà di ciascuno decidere cosa fare e si sceglie volta per volta”.

L’assessore al Bilancio Marina Barinotto ha precisato che, non avendo dei precedenti cui fare riferimento visto che la nuova amministrazione è entrata in carica da poco, si è preventivata una spesa che non necessariamente sarà quella effettiva. 

Coppo sostiene che “in venticinque anni nessuno – tranne che in un caso – ha mai usufruito di questi permessi” e che bisognerebbe far ricorso alle ferie. “Impossibile! – hanno ribattuto tanto Barinotto che Perino - Nelle aziende medio-grandi non è più come venticinque anni fa e non puoi dire <Mi prendo due ore e poi torno> perché magari non te le concedono”. Stefano Pegoraro ha portato la sua esperienza personale. “Oggi avevo il turno dalle 14 alle 22: sono uscito alle 20 ma solo perché – come le altre volte – avevo portato la convocazione e presenterò la giustificazione. In una ditta come la mia, dove volevano farci lavorare su tre turni il 24 ed il 31 dicembre perché siamo sotto-organico a causa del Covid, non ci si può prendere le ferie a proprio piacimento”.

Per nulla convinto, Coppo si è informato a questo punto delle riunioni di giunta. A rispondergli è stato Eugenio Reinaudo, dipendente Iren: “L’ultima volta la riunione era fissata per mezzogiorno:  lavoravo a Pont ed ho preso mezz’ora di permesso mio legandolo alla pausa pranzo. Quando mi trovo a Rosone o a Teleccio, però, occorre del tempo per gli spostamenti. Se la dottoressa Mancino fosse disponibile a venire di sera, nessuno ricorrerebbe ai permessi ma si fa come si può … oppure non si partecipa, come succedeva quand’era assessore la Seren Bernardone”.

Il sindaco Riva ha precisato: “Negli ultimi dieci anni è intervenuto un giusto controllo fiscale ma, quando una persona ha la fortuna di avere un lavoro, non è un peccato doversi giustificare per questo tipo di assenze. Ci sono casi in cui serve avere a disposizione tutta la giornata del consiglio. Cerchiamo di essere seri!”.

Non c’è stato verso di convincere Coppo: ha portato l’esempio del suo vice Moreno Riva, che ha un ruolo importante in un’azienda pontese e che “non ha mai usufruito di permessi retribuiti”. Alla Barinotto, che gli ricordava come “I soldi vanno alle aziende , non ai consiglieri! Anche a te pagheremo la liquidazione…”, l’ex-sindaco ha ribattuto:  Si tratta di 4.000 euro lordi in cinque anni e mezzo, ora sono 4.000 per tre mesi. Queste dei permessi sono scelte personali e facoltative”.

Si sarebbe potuti andare avanti per un’ora senza risultati. Alla fine è intervenuto il vicesindaco Motto, piuttosto spazientito: “Chi ci ha votati sapeva che eravamo lavoratori dipendenti. Hai fatto un errore clamoroso utilizzando per due volte il termine< facoltativo>. Di <facoltativo> nel mio lavoro non c’è nulla ed anche un quarto d’ora, perché mi venga concesso, dev’essere retribuito.  Sappiamo benissimo che si tratta di denaro pubblico e lo useremo con  molta parsimonia, nel rispetto della legge del 2000 che regolamenta la materia”.

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