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14 Dicembre 2020 - 11:00
Troppe morti per tumore nel Chivassese negli ultimi dieci anni? Può darsi. Ma è impossibile trovare il nesso tra i decessi e i carichi ambientali della zona.
E’ la conclusione cui è giunta la Procura di Ivrea, al termine di un’indagine durata un paio d’anni e conclusasi con la richiesta di archiviazione formulata dal pm che ha in mano il procedimento.
Restano in piedi, per ora, solo le indagini su presunte violazioni ambientali legate alla discarica di regione Pozzo, ai Pogliani: sono state affidate al pm Daniele Iavarone e potrebbero avviarsi verso la conclusione già nelle prossime settimane.
La vicenda risale a qualche anno fa.
La Procura di Ivrea, nel 2018, aveva messo sotto la sua lente la discarica di Chivasso: si indagava per inquinamento ambientale contro ignoti.
L’allora sostituto procuratore Chiara Molinari, cui era stato affidato in un primo momento l’indagine, aveva incaricato l’Arpa di effettuare uno studio epidemiologico.
L’iniziativa della Procura partiva a seguito di un esposto presentato nel 2016 da un gruppo di cittadini.
Nella denuncia gli ambientalisti, che si erano affidati all’avvocato Maria Grazia Pellerino, citavano una serie di episodi, a partire dal primo inquinamento della falda acquifera, risalente al 2001, passando per gli incendi degli anni successivi, fino allo sversamento in discarica nel 2011 di rifiuti tossici provenienti dall’ex industria chimica di Pioltello e che avrebbe causato inquinamento dell’aria da biogas e polveri sottili.
In trent’anni d’attività nella discarica di regione Pozzo, al confine tra i comuni di Chivasso e di Montanaro, sono stati conferiti oltre quattro milioni di metri cubi di rifiuti provenienti da tutta la provincia di Torino, tra urbani ed industriali.
L’indagine della Procura non era concentrata solo sull’inquinamento ambientale: si voleva infatti fare luce su decine di morti sospette e sull’impennata di malattie tumorali verificatesi in un’area abbastanza circoscritta nel corso degli ultimi anni.
Più 250 per cento di tumori a Torrazza. Più 110 a Brandizzo. Più 105 a Montanaro. Ma anche più 80 per cento a Chivasso: sono questi gli incrementi più significativi, nel territorio chivassese dell’Asl To 4, relativi alle richieste di esenzione ticket per le patologie tumorali negli anni dal 2009 al 2015. E’ quanto emerge da una ricerca svolta, all’epoca, dalle forze politiche che sedevano all’opposizione a Palazzo Santa Chiara. Nel 2016, in virtù di questi numeri, venne pubblicato uno studio epidemiologico dell’Asl To 4 riferito al triennio 2011-2013. Riguardava il tasso di mortalità dovuto ai tumori: le vittime erano 243 solo a Chivasso, 58 quelle della vicina Montanaro, il Comune confinante con la città dei nocciolini su cui insistono le ricadute della discarica di regione Pozzo. La Procura ordinò all’Arpa un’ulteriore indagine epidemiologica. I risultati cui si è giunti hanno infine indotto gli ufficiali alla guida del procuratore capo Giuseppe Ferrando ad archiviare l’inchiesta.
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