Le risposte sullo Zac! che, nel giugno scorso, dava il vicesindaco Elisabetta Piccoli, s’intende quella tutta perfettina e precisina, “affamata” di applausi a scena aperta per il tanto lavoro realizzato sino ad oggi (???), parevano quelle dell’ultimo giorno di Pompei.“Lo incontriamo domani (il funzionario di Trenitalia, ndr)”. “Prima della fine del mese”. “E’ questione di giorni, di minuti di secondi”. “Viene lui che ha seguito la pratica”. “Lui va in pensione ma viene un altro”.
Qualcuno se le ricorda?
Bene! Da allora sono passati più di sei mesi e, praticamente, non s’è saputo più un bel cavolo di nulla. Di certo c’è solo che il 24 luglio, si è deciso di differire la scadenza del contratto per il tempo necessario ad adeguare i diritti e le destinazioni d’uso legate all’immobile del Movicentro.
Insomma, siamo al “pian d’i babi”: il bando per l’assegnazione ci sarà solo dopo che un funzionario di Rete Ferroviaria Italiana e il Comune riusciranno a incontrarsi presso un notaio, cosa peraltro che senza successo aveva cercato di fare anche l’ex assessore Giovanna Codato fino allo sfinimento, fino a decidere di “fottersene”.
Alza le braccia al cielo il presidente dello Zac! Lucia Panzieri.“Ho scambiato qualche sms con Piccoli, poi più niente. A gennaio chiederemo di incontrarla....…”, ci dice. E pure Piccoli, su quest’argomento per mesi ha evitato un confronto. Prontissima a scrivere post su facebook dopo la sonora bocciatura dei revisori dei conti all’ultimo bilancio, restia a parlare di tutto quello che non va… Tant’è! Se ne riparlerà al prossimo consiglio dove è certo approderà l’ennesima interpellanza firmata dalle Opposizioni.Il retroscena
Si è cominciato con il dire che c’era l’esigenza di far scadere tutti i contratti al 31 dicembre. Poi si è detto di una sentenza di un giudice di Bari che vieta i comodati d’uso alle associazioni di volontariato che esercitano un’attività imprenditoriale. Si è aggiunto che si starebbe utilizzando uno spazio (l’atrio) e non lo si sarebbe potuto utilizzare essendo fuori dall’accordo. Ci si è lamentati di un’attività prevalente legata alla ristorazione che avrebbe dovuto al massimo fare da appendice agli eventi e, infine, zac allo Zac! si è scoperto che la bellezza di 15 anni fa il Movicentro è stato costruito su un terreno di Trenitalia senza accennare al diritto di superficie.
Insomma, fin dal primo momento l’impressione è stata che questa maggioranza non solo non avrebbe voluto rinnovare il comodato d’uso ma si sarebbe impegnata per mettere nel bando tanti di quei paletti da impedire allo Zac! di continuare ad essere quello che è oggi.
La storia
Sotto il profilo formale il progetto dei Movicentro, per la risistemazione di immobili o aree dismesse dalle Ferrovie dello Stato si basa su due Accordi di Programma tra Regione, Province e Comuni e un Protocollo di intesa tra Regione e Ferrovia dello Stato (dicembre 2001). Nel febbraio 2003, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Regionesottoscrivevano un primo Accordo di Programma Quadro in cui si prevedeva un costo complessivo pari a 89.150.377 euro, di cui 24.290.000 di fonte statale, 37.245.377 di fonte regionale e la restante quota (27.975.000) a carico dei Comuni interessati. I nodi di interscambio che entrano a far parte dell’Accordo sono 28: Acqui Terme, Alpignano, Avigliana, Caselle, Chivasso, Ciriè, Ivrea, Lanzo, Novi Ligure, Pinerolo, Torino Tortona, Trofarello, Venaria, Chieri, Collegno, Domodossola, Moncalieri, Alba, Alessandria, Asti, Biella, Bra, Cossato, Cuneo, Fossano, Mondovì, Verbania.
A Ivrea il costo totale del progetto è pari a6.460.592 euro di cui 3.100.000 (48%) a carico dello Stato, 1.807.599(28%) a carico della Regione e 1.552.993 (24%) a carico del Comune.
L’affetto
La vicenda e i tira e molla, che vanno avanti da alcuni mesi, ha fattoemergere tutto l’affetto e la vicinanza di tantissime persone al grido “#iostoconloZAC!”.
Ha fatto emergere questo ma anche la “fotta” con cui alcuni consiglieri comunali di maggioranza vorrebbero sfilare dalle mani dello Zac! – e da quel covo di comunisti che sono – questo “gioiellino”.
Esiste, infatti, agli atti una lettera, prima firmataria il capogruppo della Lega Anna Bono, attraverso cui la quasi totalità dei consiglieri comunali di maggioranza, con la Lega di Salvini in testa, avevano chiesto alla giunta di non rinnovare il contratto di comodato d’uso del Movicentro allo Zac!. L’avevano firmata tutti tranne il presidente del consiglio Diego Borla (a cui era diretta) e Tony Cuomo.
A rischio, manco a dirlo – c’è un’esperienza unica e irripetibile, fatta di parecchie assunzioni e un modo nuovo di socializzare. C’è un’idea di consumismo e di consumo. Ci sono parole che certa destra becera e bigotta continua a non digerire, come“solidarietà, comunità e condivisione”. La verità è che ci si aspetterebbe da parte di uomini e donne (Piccoli, Casali, Sertoli e Cafarelli non certo l’inconcludente Balzola) un minimo di dignità nella gestione della cosa pubblica.
Ma che dignità ci può essere nel far passare tutti questi mesi di notti insonni a 12 dipendenti e 40 volontari?
E pazienza, diciamo noi, se si è già dovuto rinunciare alla richiesta di un contributo di 100 mila euro messo a disposizione da una Fondazione Bancaria in cui tra le altre cose si chiedeva la titolarità dei locali per almeno i prossimi due anni. Pazienza se è da illo tempore che va avanti il tira e molla. Pazienza se il sindaco, promettendo un bando per la fine di luglio, ci aveva messo la faccia e l’aveva persa due minuti dopo.“La strada della burocrazia è lunga – temporeggiava il vicesindaco Piccoli lo scorso mese di luglio – E’ una vicenda complicata con tante sfumature.Non ho altre cose da dire. Adesso abbiamo i documenti e garantisco che non è stato facile trovarli…”. Peccato che nonostante li abbia trovati sia ancora tutto fermo con le quattro frecce.
Ne siamo certi: si dirà che è colpa del Covid.
Comodato o concessione?
Tra i dubbi ancora da sciogliere c’è quello del tipo di contratto che si farà... : comodato o concessione?“Con lo Zac! – commentava Piccoli sei mesi fa – siamo di fronte ad un contratto che non è valido. La cosa migliore da fare sarebbe la concessione, però è inutile che adesso dica che cosa faremo dopo. Quel che faremo dopo lo vedremo dopo.In ogni caso, non cambia il principio ispiratore. Concessione ocomodato gratuito, bisognerà comunque fare un bando con richiesta di manifestazione di interesse. La questione la vogliamo risolvere, nell’interesse di tutti. Oggi è prematuro qualsiasi discorso..”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.