Cerca

VERRUA SAVOIA. In arrivo una grande cava, verso Crescentino

VERRUA SAVOIA. In arrivo una grande cava, verso Crescentino. Una grande cava a Verrua Savoia, al di là del Po, nei pressi delle frazioni Sasso e Porzioni? Più vicino al centro di Crescentino che a quello di Verrua? Sì, se la Regione approverà il progetto presentato da una ditta di escavazioni di Casale.

La Regione ha ricevuto il progetto in settembre e l’ha pubblicato nel proprio sito il 2 novembre. Lo si può scaricare dal link http://www.sistemapiemonte.it/skvia/cpRisultatiRicercaArchivioProgetti.do. 

I Comuni interessati, i cittadini e le associazioni hanno tempo fino al 1° gennaio 2021 per presentare alla Regione le loro “osservazioni”. Il Comune

di Verrua può ovviamente anche esprimere un parere decisamente contrario.

Oppure depositare solo delle osservazioni e chiedere modifiche al progetto, interventi migliorativi, compensazioni e garanzie.

Al momento il Comune di Verrua non si è ancora mosso. Il sindaco Mauro Castelli ci dice che non ha ancora avuto tempo di esaminare il progetto, ma ci assicura che presenterà delle osservazioni e ci ha proposto di risentirci più avanti. Il Comune ha titolo di esprimersi dal punto di vista urbanistico: l’area è classificata “agricola” nel piano regolatore e, affinché possa ospitare una cava, il Comune deve cambiarne la destinazione d’uso. Il Comune deve anche rilasciare l’autorizzazione paesaggistica ai sensi del Codice dei beni culturale e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004).

Il progetto riguarda anche i crescentinesi: il sito dista circa 2,95 chilometri dal centro abitato di Crescentino, meno che dal centro di Verrua Savoia, che si trova a circa 2,95 chilometri. Le località più vicine al sito sono Porzioni (700 metri), Sasso (900 m), Santa Maria (1.650 m), Mezzi (1.800 m).

La cava si estenderà su 319.205 metri quadri di terreno agricolo. La ditta asporterà circa 950.000 metri cubi di sabbia e ghiaia.

L’attività di scavo durerà 5 anni. Il traffico in entrata e in uscita riguarderà soprattutto la ex SS 31 del Monferrato. È prevista una media di 4,2 autocarri all’ora in uscita. Immaginiamo che ve ne saranno altrettanti in entrata.

L’area di scavo sarà divisa in 4 lotti.

A seconda dei lotti, lo scavo scenderà fino a 5,20 - 6,50 metri di profondità. La ditta ritiene che non vi saranno rischi per la falda acquifera superficiale perché essa si trova a 8 - 10 metri di profondità dal piano campagna.

Al termine dell’attività estrattiva, la ditta si impegna a realizzare opere di rinaturazione su una superficie di 557.980 metri quadri: specchi d’acqua a bassa profondità, zone umide a canneto, zone emerse a prato arido, lembi di bosco planiziale. L’intera area verrà poi ceduta gratuitamente all’Ente Parco.

La società di escavazione versa un “diritto di escavazione” per ogni metro cubo di materiale estratto sia al Comune sia all’Ente Parco. La tariffa è stabilita dalla Regione con apposita delibera di giunta regionale. In base a quella che compare nel sito della Regione, la DGR n. 23-6964 del 1° giugno 2018, la società dovrebbe versare al Comune circa 30 centesimi di euro (precisamente euro 0,306) per metro cubo al Comune e 20 centesimi (euro 0,204) all’Ente Parco.  Tanto per avere un’idea delle cifre, se il totale scavato nei 5 anni fosse un milione di metri cubi, il Comune incasserebbe 306.000 euro e l’Ente Parco 206.000 euro.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori