MONTANARO. Tamponi al Castello: la proposta shock di Ponchia. C’è aria di novità in questi giorni a Montanaro, tra la curva dei contagi da Covid19 che cresce, iniziano a vedersi anche i primi guariti. Ma soprattutto si sta concretizzando la possibilità di poter effettuare i cosiddetti tamponi rapidi ed i soliti vaccini antinfluenzali, e tra i locali resi disponibili come hot spot dall’amministrazione comunale alla Direzione dell’AslTo4, ci sarebbe il Castello dei Conti Frola.
Tamponi rapidi che andrebbero a dare supporto al sistema del Sisp, inceppato dall’elevato numero di richieste e che verrebbero effettuati da alcuni medici di famiglia montanaresi, direttamente nel porticato esterno dello storico Castello.
Una bellezza montanarese, che negli ultimi tempi, è stata frutto di diverse campagne di sponsorizzazione e di valorizzazione turistica, da parte di questa amministrazione e che oggi potrebbe cambiarne l’utilizzo. Ma perché scegliere come locazione, proprio una dimora storica ad importanza culturale come il Castello dei Conti Frola e non altri spazi del paese?
“In questo periodo di pandemia - spiega il primo cittadino Giovanni Ponchia – nessuno potrebbe investire in un Castello per i matrimoni, i catering o per le conferenze. Il Covid19 ha sospeso qualsiasi velleità di investimento. Al Castello ci sono i bagni esterni ed è presente un portico funzionale che permetterebbe di effettuare i tamponi in sicurezza all'esterno e poi il Conte Frola ha lasciato in donazione il Castello proprio per gli anziani e i malati del paese, pertanto ci sembra giusto metterlo in gioco per aiutare l'Asl e i cittadini montanaresi”.
Intanto dal Comune si attende una risposta dalla Direzione dell’AslTo4, per comprendere se questa proposta possa diventare realtà oppure no, ma il Castello potrebbe comunque essere utilizzato per altre finalità utili alla gestione della pandemia.
“Chissà – aggiunge ancora Ponchia, concludendo - che non si possa trovare una soluzione con la Direzione, collegata all'ASL e alle attività sanitarie utili al contenimento e ad un eventuale post pandemia. Abbiamo altre strutture come il palazzo di via Mazzini che potrebbe diventare utile per la medicina territoriale e magari potremmo proporci per l'utilizzo di eventuali fondi europei specifici per il Covid19”.
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