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FIORANO. Il Cimitero del Fiorentino tra i luoghi del cuore del Fai

Il Cimitero del Fiorentino è ora candidato tra i “Luoghi del cuore” nel censimento del FAI - Fondo Ambiente Italiano.

Il vecchio cimitero del Fiorentino è un luogo di sepoltura di epoca napoleonica (1815). Questo camposanto ha accolto i defunti fioranesi, compresi i conti di Fiorano, fino agli anni quaranta del secolo scorso quando e stato rimpiazzato dal nuovo cimitero.

Non esiste un nome specifico per questo luogo che viene chiamato “vecchio cimitero del Fiorentino” prendendo il nome dall’omonimo colle su cui è posizionato.

Dopo anni di abbandono, ripetute profanazioni e atti di vandalismo, a titolo volontaristico è iniziato un sistematico lavoro di recupero dei manufatti lapidei e del contesto paesaggistico che ne fanno attualmente un luogo pressoché unico nel canavese, un piccolo museo a cielo aperto.

In occasione della festa dei defunti, i fioranesi visitano ancora questo luogo di sepoltura.

Numerose opere sono state intitolate a questo sito antico, tra queste l’opera della professoressa Maria Paola Capra con il suo splendido e molto ben documentato libro “Fiorano dalla collina del Fiorentino”.

“I Luoghi del Cuore” è una delle grandi campagne nazionali del FAI, che si articola su un ciclo biennale.

Negli anni pari viene lanciato un censimento dedicato al patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano. Da maggio a novembre, chiunque può votare e far votare i luoghi che ama e che vorrebbe proteggere, valorizzare, far conoscere.

Negli anni dispari, dopo ogni censimento, viene aperto il Bando Luoghi del Cuore, al quale possono candidare un progetto tutti i luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti al censimento.

Il luogo che raccoglie più voti online (a esclusione dei primi 3) sarà oggetto di un video promozionale realizzato da un operatore professionale incaricato dal FAI.

Inoltre, a fine censimento, tutti i luoghi con almeno 2.000 voti possono partecipare al bando per la selezione degli interventi.

Le richieste possono prevedere: l’erogazione di un contributo economico (massimo 30.000 euro e necessario un cofinanziamento) oppure un’istruttoria presso gli Enti di tutela.

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