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13 Ottobre 2020 - 12:25
“Chiusura temporanea”. Il cartello affisso alle vetrine del cinema Politeama di Chivasso è lì da venerdì 6 marzo scorso.
E’ comparso dove c’erano le locandine ad annunciare i film in proiezione, qualche giorno prima del Dpcm del premier Conte che sanciva, per l’Italia, l’ingresso nel lockdown per contenere l’epidemia di Covid-19.
Da allora sono passati sette mesi, il nostro Paese non è ancora uscito dall’emergenza sanitaria - anzi, si aspetta la nuova ondata e, nella serata di ieri, è entrato in vigore un altro Dpcm che fissa regole stringenti per limitare il diffondersi del virus - e il cinema Politeama continua ad essere chiuso.
“Siamo al 22 settembre 2020 e risulta chiuso per ferie... avete notizie su riapertura?”.
Sulla pagina facebook del Politeama un chivassese chiede quando l’unico cinema presente in città riaprirà. Nessuna risposta.
La città di Chivasso, quasi trenta mila abitanti, rischia di perdere un altro servizio per la sua collettività.
Il solo, presente sulla piazza: per vedere un film, oggi, è necessario andare a Torino - anche a Settimo Torinese il cinema è rimasto chiuso - oppure a Casale Monferrato.
Un peccato.
“Non possiamo farci nulla - risponde, al di là del telefono, con gentilezza e cortesia, la famiglia Delgrosso, da sempre proprietaria del Politeama -. Siamo in attesa di tempi migliori: praticamente non ci sono film da proiettare, la gente ha paura ad uscire di casa. A Torino ci sono cinema che non solo hanno chiuso temporaneamente, ma proprio non apriranno più. Noi apriremo, quando non si sa”.
In quasi cento anni di storia del Politeama - furono i genitori del compianto Pierangelo Delgrosso ad aprire la prima sala a Chivasso nel 1925 - è la prima volta che si verifica una necessità simile.
Neanche in tempo di guerra il cinema rimase chiuso così a lungo.
“Ci rendiamo conto dell’importanza del ruolo sociale del cinema e del teatro - concludono dalla famiglia Delgrosso - ma questi non sono tempi buoni. Negli Stati Uniti le produzioni cinematografiche sono tutte rinviate all’autunno 2021. Non possiamo fare altro che aspettare...”.
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