SAN SEBASTIANO. Galla è pasticcere dell'anno 2020. Si dice che la passione sia una grande emozione che scuote la vita, la cattura e la spinge verso mete meravigliose. È quello che è accaduto a Fabrizio Galla, 47 anni, sansebastianese doc, che il 6 ottobre scorso è stato premiato come “Pasticcere dell’anno 2020” dall’ AMPI, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, fondata nel 1993 dal colosso della pasticceria Igino Massari.
Un premio prestigiosissimo che segna una tappa fondamentale nel suo percorso da pasticcere, iniziato ben trentun’ anni fa e che nel tempo lo porta a collezionare tantissimi premi.
“Sono molto onorato di aver ricevuto questo riconoscimento da AMPI – dice entusiasta Fabrizio Galla – Onorato perché è un premio che viene dato dai miei colleghi, delle persone che lavorano tutti i giorni con passione e quindi non posso che esserne felice”.
Una passione grande quella di Fabrizio, che parte da lontano, quando a 16 anni, decide di frequentare la scuola d’arte bianca. È figlio di ristoratori che per ben 50 anni, con il noto ristorante “Tre Colombe” di San Sebastiano da Po, deliziano il palato di tanti con piatti della tradizione piemontese.
E poi la svolta, quella piena consapevolezza della passione che nutriva per l’arte dolce, che lo spinge a creare e a migliorarsi di giorno in giorno e che gli permette così, di ottenere i primi riconoscimenti, arrivando sul podio in diverse occasioni. Partecipa al Gran Prix della Pasticceria a Barcellona nel 2003, in cui arriva primo, poi alla World Chocolate Masters di Parigi nel 2006, dove si classifica secondo, con il titolo per miglior pralina ed ancora un’altra vittoria importante nel 2007, partecipando alla Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione, dove vince con l'iconica torta “Jessica”. Poi nel 2008, apre un locale a San Francisco, diventando un brand ambassador di marchi italiani per il mercato statunitense, fino a raggiungere la qualità di pastry chef in contesti stellati.
Un percorso pluripremiato quello di Fabrizio, fatto di molta costanza, determinazione, ma soprattutto di motivazione, come racconta con questo aneddoto: “Circa 10 anni, mi stavo preparando per un concorso mondiale, perché avevo una degustazione di cioccolatini e l’allenatore era Iginio Massari. C’erano tre cioccolatini che avevo preparato e che il Maestro avrebbe dovuto assaggiare. Provando il primo mi disse che ci potevo lavorare ancora, del secondo anche e del terzo invece mi disse che non gli piaceva affatto. L’impatto fu devastante per me, ma poi riflettendoci bene, capii che mi aveva dato le motivazioni giuste per migliorare e per cercare di fare di più”.
Caratteristiche che di sicuro hanno portato Fabrizio molto lontano, ma non distante dalla più importante, la passione, quella che con umiltà e dedizione, da anni fa delle sue creazioni un’arma vincente.
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