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CHIVASSO. I soldi del Bennet spesi “male” Doria va alla Corte dei Conti

Trenta cestini portarifiuti e cinquanta gettacarte. Una trentina di panchine, in legno e metalliche, e un numero non precisato di portabiciclette e fontanelle. Senza contare le sedie e i tavoli per le feste, i gazebo pieghevoli e i tendoni.
C’è anche questo - e molto altro per la verità - nell’elenco di spese sostenute dall’amministrazione comunale con i fondi erogati dal Bennet al Comune di Chivasso a titolo di compensazione per l’insediamento a nord della città.
Sono 680 mila gli euro stanziati per Palazzo Santa Chiara negli ultimi tre anni e, soprattutto, per sostenere il commercio locale.
Di questi, 120 mila euro sono ancora da spendere e almeno 250 mila sarebbero stati spesi in modo poco consono alle finalità per cui sono stati erogati.
E’ la denuncia di Matteo Doria, consigliere comunale del gruppo “Amo Chivasso e le sue frazioni”, pronto a portare l’ultimo accesso agli atti fatto in Comune direttamente alla Corte dei Conti.
Stiamo valutando il da farsi - spiega il consigliere comunale mentre sfoglia l’elenco delle opere finanziate con i cosiddetti ‘fondi Bennet’ -. Non è sbagliato fare un determinato tipo di investimenti, ma questi 680 mila euro sono soldi che servono per attutire l’impatto negativo avuto dall’apertura del nuovo centro commerciale sulle attività già presenti in città, non di certo possono essere utilizzati per comprare sedie, panchine, tavoli e fioriere. Quelle fanno parte dell’ordinaria amministrazione, queste sono compensazioni extra-ordinarie”.
Il riferimento è soprattutto alla voce relativa ai contributi per feste, manifestazioni e rassegne teatrali. “Il Comune ha speso circa 183 mila euro dei 680 mila per sostenere una serie di attività che mi devono spiegare quali ricadute positive possono avere sul commercio - inforca, e punta il dito, Doria -. Quali benefici traggono i commercianti da una stagione teatrale?”.
Doria ci tiene a mettere i puntini sulle ‘i’: “Sia chiaro, non dico che questo tipo di attività non debbano essere sostenuto, dico solo che non devono farlo con i soldi che il Bennet ha stanziato per il commercio di Chivasso. Quelli devono rimanere ai commercianti”.
Doria conclude con un pensiero anche ai 120 mila euro - sempre dei 680 mila - che sono stati utilizzati per la causa Covid-19.
Ben venga l’impiego per questa finalità - spiega il consigliere - ma poi non si devono inserire una serie di paletti, com’è stato fatto, per cui le attività beneficiarie, su un migliaio di aventi diritto, risultano essere poco più di trecento. Così si fanno solo figli e figliastri tra i commercianti. E non mi sta bene”.
Per questo il consigliere di opposizione è pronto a prendere la via della Corte dei Conti.
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