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SETTIMO. Garko ritorna ad essere Dario: al GF Vip parla del suo segreto

Gabriel Garko, classe 1972,  ha scoperchiato il vaso di Pandora in diretta al Grande Fratello Vip, in onda in prima serata venerdì 25 settembre su Canale 5. Di fronte ad Adua Del Vesco, la bellissima attrice con cui ha vissuto una storia d’amore di due anni sulle riviste di gossip, ha ammesso che quella era “una favola falsa”. Il suo soffertissimo, anche se non esplicito “coming out”, un termine anglofono comunemente utilizzato soprattutto per rendere pubblico il proprio orientamento sessuale, era contenuto in una lettera scritta di pugno dall’attore e dedicata alla giovane attrice. Un foglio su cui ha raccontato di Dario, il suo vero nome di battesimo, e del suo segreto di Pulcinella. Un “bambino che ha ritrovato”, a cui “ha coperto gli occhi nei momenti più brutti” e che vuole far tornare a vivere. Senza più fingere, senza più nascondersi. Entrambi in lacrime, commossi, si sono abbracciati. “Sei libera”, le ha sussurrato il settimese. Adua Del Vesco, il cui vero nome è Rosalinda Cannavò, è stata una delle fidanzate di Gabriel. Il conduttore Signorini, da buon giornalista, ha provato ad intervistarlo in diretta per far ancora più chiarezza di fronte a quasi tre milioni di spettatori, ma Garko ha schivato la domanda: “A Signorì, lo devo spiegà proprio a te? E poi questo non mi sembra questo il luogo adatto”. Signorini è dichiaratamente omosessuale. Il conduttore, noto giornalista e direttore di “Chi”, non ha insistito eseguendo gli ordini della scuderia Mediaset: “Lo dirai in trasmissioni più consone di questa, lo so che faccio del male a me stesso”. E Garko ha risposto: “Yes”. Infatti Garko sarà ospite di Verissimo, sabato 3 ottobre alle 16, un programma condotto da Silvia Toffanin, moglie di Pier Silvio Berlusconi. La scelta non è casuale. E poi: “Non mi sono liberato di un peso. Piuttosto, uscirò di qui con il mio bambino per mano”. Una verità bambina e un segreto di Pulcinella infranto, dopo anni. “Siamo nel 2020, non c’è niente da spiegare e da capire” ha concluso l’attore, finalmente libero di essere se stesso. “Vorrei soltanto dire perché è stato un segreto, del resto non me ne frega nulla. Ho avuto momenti di alti e di bassi, sono diventato forte”. E Signorini: “Adua? Te lo aspettavi questo coraggio di Garko?”. “No. Ma lo ringrazio e sono felice per lui” ha detto l’attrice visibilmente commossa. “Dobbiamo essere tutti felici per Garko” ha concluso il conduttore.

Dopo Sanremo, la rinascita

Nella sua lettera ha accennato al festival di Sanremo 2016, quello in cui fu scelto come co-conduttore da Carlo Conti. Un momento cruciale nella carriera dell’attore, in cui ha persino rischiato la vita. Era rimasto infatti coinvolto in un’esplosione per una fuga di gas che sventrò la casa in cui lui dormiva e in cui rimase vittima una donna di 77 anni. Il settimese si salvò per miracolo, ma restò sotto choc per diverso tempo. Le indagini lo archiviarono come un tragico incidente. “Dopo Sanremo, il bambino ha preso vita e ora non riesco più a trovare una maschera che mi stia bene” ha detto davanti ad Adua. “Le favole c’è chi le scrive, chi le ascolta e chi le interpreta - ha aggiunto - . Ma non ho capito chi si diverte di più: tu - rivolgendosi all’attrice - ti sei divertita?”. Lei ha fatto cenno di “no” con la testa. E lui: “Neanch’io”. La conclusione della lettera apre nuovi scenari, questa volta a tinte fosche: “La verità scavalcherà ogni segnale di omertà”. Garko era la punta di diamante dell’agenzia Ares Film, un’azienda partecipata da Mediaset.

L’Ares è stata dichiarata fallita dal tribunale di Roma a febbraio 2020, un castello crollato dopo tanti successi televisivi in cui Garko è stato un protagonista assoluto. Un’agenzia su cui stanno puntando i riflettori dopo le confessioni della stessa Adua Del Vesco sussurate a notte fonda nelle stanze della casa del Grande Fratello al suo ex, Massimiliano Morra, anche lui attore scritturato dalla Ares Film. Le accuse, tutte da verificare, sono pesanti e l’Ares  Film coinvolgeva politici e persone di spicco del mondo dello spettacolo.

Qui Settimo

Molti erano già a conoscenza del “segreto di Pulcinella” di Dario Oliviero. E bisogna ammetterlo: la sua privacy è stata rispettata dai suoi concittadini.  Nemmeno in epoca social, in cui tutti dicono tutto, nessuno ha mai osato infrangere quel silenzio: questa città ama Garko e lo ha protetto per tutti questi anni. Qui a Settimo, Gabriel è stato bambino, ragazzo e poi uomo, c’è chi lo ricorda persino con la divisa da carabiniere durante il servizio militare. Suo papà era un noto pasticcere in città e la famiglia di Dario Oliviero si completava con tre sorelle e una mamma molto gentile. Dario ha mantenuto amicizie profonde, pronte a sostenerlo anche quando i social non esistevano ed era più difficile colmare le distanze. A partire da quel 1989, in cui vinse il titolo di Mister Settimo per poi conquistare la fascia di “Il più bello d’Italia”, a Loano, nel 1990, Dario/Gabriel è un orgoglio per la città. Da quel momento in poi, è diventato il simbolo della bellezza al maschile. All’aggettivo “bello”, ormai segue automaticamente la comparazione: “Essere bello come Gabriel Garko”. Ma tra lui e la parte del “tenebroso cinematografico”, c’era un segreto di Pulcinella che a quei tempi non si doveva svelare al pubblico. Nel 2008 aveva accettato l’invito di tornare ufficialmente come ospite, in occasione della Fera Dij Coj del 50esimo anniversario della città. In sala consiliare c’erano tutti, persino la sua ostetrica. “Si può ottenere il successo - aveva detto in quell’occasione - se lo si vuole davvero”. Era stata una bella serata, in cui Garko si era divertito: “Torno qui spesso, molto più di quello che potete immaginare - aveva detto al pubblico numerosissimo -  amo passeggiare per i centro, senza paparazzi”. Lontano dai riflettori, protetto e amato. E d’ora in poi, sarà Dario per sempre con la sua nuova vita. Senza maschere.

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