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IVREA. Ico Valley: il notaio Ganelli non c’è più. Spariti anche Google e Microsoft

Nel luglio scorso, all’incontro per la presentazione della Ico Valley organizzato dalla visionaria (visionaria a detta del sindaco Sertoli) senatrice azzurra Virginia Tiraboschi, si erano presentati in tanti e tra gli altri il presidente della Regione Alberto Cirio, il consigliere di Città Metropolitana Dimitri De Vita. E poi Alessandro Busci di Prelios, Giovanni Ronca di Olivetti, Giovanni Tesoriere di Liftt il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna. Quindi Rodolfo Zich di Torino Wireless, Patrizia Paglia di Confindustria, Fabio Vaccarono Ceo di Google Italy, Barbara Cominelli di Microsoft Italy e Andrea Renda di CEPS. Bene! L’altro venerdì, alla presentazione del piano industriale, di questi ultimi, si è persa ogni traccia. Spariti dai radar sia Google sia Microsoft e pure Andrea Ganelli, notaio in Torino, che avrebbe dovuto assumere la presidenza del Comitato. Erano i pezzi da 90,  la migliore prova provata della bontà dell’operazione e, a questo punto, delle due l’una: o ci avevan raccontato una balla prima, o si sono già persi dei pezzi per strada dopo. Che poi, peraltro, s’è saputo del progetto di Google per un data center a Settimo Torinese e ci eran già cadute entrambe le braccia. Al diavolo Ganelli la presidenza è andata alla senatora Tiraboschi non foss’altro che è lei, novella Mosè, ad aver avuto la visione. Con lei si siederanno al tavolo anche Prelios, proprietario degli immobili, Confindustria Canavese, il Comune di Ivrea, la Città Metropolitana, la Camera di Commercio di Torino, la Olivetti, l’Uncem, l’Università e il Politecnico, l’Ires, ma anche Paola Casagrande della Regione Piemonte, la Olivetti, Italy Talent Garden,  Torino Wireless e Liftt srl. A governarli tutti, navigata com’è ci penserà invece Alberta Pasquero, storico personaggio del Partito Democratico e presidente del Bioindustry park. Obiettivo dichiarato: preparare entro la fine dell’anno un piano  vero e proprio (quello dell’altro giorno era più che altro l’annuncio del piano) raccogliendo e mettendo a confronto le proposte e i progetti che verranno costruiti da altri gruppi di lavoro impegnati su vari ambiti tematici: Cultura, Turismo, Made In Italy – Economia Digitale e Patrimonio Immobiliare, Infrastrutture e Logistica – Intelligenza Artificiale, Start-Up e Acceleratore – Alta Formazione, Lifelong Learning – Life sciences e digitale – Digitale Sociale. «I prossimi mesi ci vedranno fortemente impegnati – ha spiegato Tiraboschi – in un progetto solido di investimenti per il territorio e per lo sviluppo digitale del Made in Italy, mettendo al centro della crescita l’innovazione, la creatività e la capacità artigianale dei digitalmakers, divenendo un luogo importante di riferimento nelle proposte regionali di candidatura di European Digital Innovation Hub» Bando alle ciance. La verità, detta e non detta, sospirata e mai urlata è un’altra. Si punta ai soldi dell’Europa, a quelli del Mes e del Recovery Found. Non c’è tempo da perdere anche perchè le indicazioni sulle tempistiche, inviate dal Governo a tutte le Istituzioni del territorio, quindi anche alla Città Metropolitana e alla Regione Piemonte, sono chiare: i progetti finanziabili dovranno essere pronti entro la prossima primavera. Poi evidentemente si farà una scrematura, se ne butteranno nel cestino alcuni, altri finiranno in stand-by e solo alcuni riceveranno il bollino, autorizzato letto e approvato, un po’ come si fa con le banane chiquita.  La Ico-Valley a Palazzo Uffici, stando ai numeri, anche questi ufficiosi, se la vedrà con altre circa 600 analoghe iniziative su tutte il territorio nazionale che, considerati i miliardi a disposizione (lo abbiamo già scritto: piatto ricco mi ci ficco)  vedranno impegnate nei prossimi mesi tutte le forze politiche di destra, di centro e di sinistra che aldilà delle dichiarazioni di queste settimane, sembrano remare, tutte nella stessa direzione.  Diciamo che se non altro, da adesso in avanti si viaggerà con le carte scoperte. Finalmente è chiaro il senso di un’iniziativa che fino ad un anno fa, alla prima conferenza stampa, di senso non ne aveva affatto. E sarebbe rimasta una semplice visione se non fosse arrivato il Covid e con il Covid lo stanziamento miliardario dell’Europa per sollecitare le economie in crisi, investendo su sanità, digitale, banda larga e infrastrutture.  Ico-Valley se la vuole giocare con l’Accademia digitale  coordinata da Torino Wireless, in collaborazione con il Politecnico e con l’Università degli Studi di Torino, Ires Piemonte e Talent Garden, dall’altro un Accelleratore di start-up supportato da Cassa Depositi e Prestiti (ancora soldi pubblici) e altri investitori. Resta da capire se all’Europa interesserà fare un favore così grande al privato Prelios, proprietario dei 30.000 metri quadri di spazi distribuiti su sei piani di Palazzo Uffici, ex sede dell’Olivetti. Non dovremo aspettare molto per capirlo. Le Opposizioni Le Opposizioni in consiglio comunale non sarebbero (usiamo il condizionale) state invitate alla presentazione del piano industriale. Tra il pubblico si  sono avvistati solo il consigliere comunale Andrea Benedino, il vicesindaco Elisabetta Piccoli e il sindaco Stefano Sertoli. Dimenticanza voluta o non voluta? Uno sgarbo non di poco conto, di sicuro “non meritato” considerando che dal Pd a Viviamo Ivrea passando per i cinquestelle, tutti, nessuno escluso, hanno votato a fare dell’ingresso del Comune di Ivrea nel Comitato. C’è da giurarci - e non ci va una sfera di cristallo per prevederlo - che al prossimo consiglio comunale i capigruppo Francesco Comotto, Maurizio Perinetti e Massimo Fresc gliene canteranno talmente tante al sindaco da farlo diventare sordo.    Recovery Fund Recovery Fund: le regole del gioco sono state pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea. Sul piatto 750 miliardi di cui 209 per l’Italia. Le Linee guida lasciano capire che la Commissione Ue preferirà dei piani con pochi e grandi progetti per massimizzare l’impatto dei fondi europei. Insomma, no a una miriade di piccoli provvedimenti con soldi a pioggia per tutti.  Dal 15 ottobre sarà possibile pre notificare i piani nazionali per discuterli con Bruxelles e assicurarsi una approvazione rapida nei primi mesi del prossimo anno. I soldi potranno arrivare nel primo semestre del 2021. Bruxelles ha identificato anche sette “settori bandiera” sui quali concentrare investimenti e progetti: Green deal, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, trasporto elettrico in particolare con la diffusione delle colonnine per la ricarica dei mezzi, 5G, digitalizzazione della pubblica amministrazione in particolare di giustizia e sanità, aumento della capacità digitale dell’industria europea in particolare con la creazione di data base capaci di mantenere lo stoccaggio dei nostri dati in Europa e aumento delle competenze digitali presso la popolazione.
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