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17 Settembre 2020 - 16:23
I carabinieri di San Giorgio hanno chiuso una villa sulla collina dove si organizzavano feste, ma senza le regolari autorizzazioni e in assenza di protocolli anti Covid. E’ quanto avrebbero documentato i militari, che venerdì sera hanno messo i sigilli al The Woods: un grande parco che circonda una villa all’ombra di altissimi pini sulla collina di San Giorgio Canavese. Una location elegante, arredata con gazebo, divanetti, un’ampia area bar con tanto di bancone sul quale sono esposte bottiglie di alcolici, una pista per ballare e anche una piscina. E poi c’è un biliardo e una vista mozzafiato sul Canavese. L’insegna all’ingresso indica che è un circolo privato.
I sigilli sono stati messi come “sequestro preventivo” disposto dal procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Un intervento eseguito per scongiurare l’ennesima festa che nell’ultimo fine settimana avrebbe probabilmente attirato centinaia di giovani.
Perché qui, sulla collina di San Giorgio, ogni fine settimana, si organizzavano feste alle quali partecipavano centinaia di persone: giovani e non provenienti dal Canavese, da Torino, ma anche dalla vicina Lombardia. E tutto avveniva senza tenere conto delle limitazioni imposte dai protocolli anti Covid.
Il proprietario del The Woods, Pierluigi Generale, 54 anni, è stato denunciato per “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento”. E’ un ex barista molto conosciuto a San Giorgio per aver ricoperto anche l’incarico di vice presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo della sezione di San Giorgio.
Alla denuncia penale, però, potrebbero presto sommarsi anche salatissime multe per l’assenza di licenza per la somministrazione di bevante.
A condurre i militari sulla collina di San Giorgio sono state le numerose lamentele e proteste di cittadini, infastiditi per la musica sparata a tutto volume dalle casse e fino a tarda notte. Ma anche il continuo via vai durante ogni fine settimana, soprattutto nei mesi estivi.
Le indagini, però, non sarebbero ancora concluse. Perché i carabinieri e la Procura hanno il sospetto che per accedere al The Woods giovani e non pagassero pure un biglietto d’ingresso.
E si vuol anche capire se la pubblicità di feste e eventi avvenisse attraverso i social network. Perché la location è difficile da raggiungere. Per arrivare al The Woods bisogna salire in auto fino al cimitero e da qui si prosegue per oltre 200 metri lungo una strada sterrata. Ora non si potrà più perché oltre ai sigilli al locale, l’amministrazione comunale d’accordo con i carabinieri ha fatto posizionare dei grossi basamenti in cemento all’inizio della strada ad impedire l’accesso alle auto.
Si difende dalle accuse Pierluigi Generale, il proprietario dell’area e che per tutelare la sua posizione si è affidato all’avvocato Domenico Leotta di Torino: “Questa è casa mia. Io sono un ex barista e sono in possesso di regolare licenza. Forse davo fastidio a qualcuno. E per entrare non si paga, ma si accede solo con offerte libere”. E respinge anche ogni contestazione: “Qui si organizzano solo compleanni e feste con ragazzi e famiglie”. E anticipa quel che sarà il suo progetto da sviluppare in quest’area.
“Il mio sogno è di realizzare un campus per il recupero dei giovani”.
Un’area nata dopo la morte del padre e alla quale era molto affezionato. E dove sorgeva un bosco, da qui, appunto, il nome The Woods.
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