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19 Settembre 2020 - 10:00
E’ nato e vissuto fra i dolci, e questi sono fondamentali nella sua vita. Una passione diventata lavoro. Stiamo parlando di Alberto Clerici, noto pasticciere di Castelrosso che è qui per raccontarci la sua storia.
Classe 1978, dice di essere stato un bambino molto vivace fino al periodo delle scuole elementari, poi si è un po’ autofrenato e fino agli anni dell’adolescenza si descrive come timido. Un ragazzo a cui piaceva il calcio, giocarlo e guardarlo… quello della grande Juve, di Zoff e Gentile per intenderci. Gli piaceva anche l’equitazione, che ha praticato per qualche anno, ma fra i due sport ha poi optato per il primo. Ha poi dovuto interrompere anche con quest’ultimo a causa di un’ernia del disco. Fra le passioni anche quella per l’arte bianca. “Era ciò che volevo fare dopo le medie; i miei avevano la ‘Pasticceria Clerici’ dal 1988 e mio padre prima commerciava dolciumi. Sono letteralmente sempre stato a contatto con questo ambiente - comincia a raccontare Clerici -. Mia madre, però, non era d’accordo che facessi un lavoro che implicava il lavorare sempre quando gli atri si divertono. I miei desideravano diventassi geometra e così mi sono diplomato in quello, ma non faceva per me. La mia testa pensava sempre alla pasticceria - spiega -. Però a 18 anni, dopo il servizio civile, avevo cambiato idea e così ho lavorato per un anno in ‘Luxottica’. Mi sono reso conto che anche quello non era il mio mondo, ma è stato utilissimo perché mi ha fatto capire realmente cos’era il mondo del lavoro. La passione per la pasticceria era rimasta inalterata ed inoltre se non avessi fatto quella scelta, prima o poi, l’attività di famiglia avrebbe cessato di esistere dopo il pensionamento dei miei genitori”. Alberto, pur essendo nato il quel mondo, ha cominciato e frequentare diversi corsi ed, inoltre, ha avuto l’onore di avere come maestro Mario Bertolino. “Era un amico di mio padre e avendo chiuso l’attività si dedicava ad insegnare a chi voleva lui, per trasmettergli la sua passione per la pasticceria. E’ stato anche un maestro di vita, a più di ottant’anni aveva ancora voglia di fare e di far capire quanto sia meraviglioso creare un qualcosa di buono e di bello come un dolce. E’ stato un onore averlo come maestro - racconta -. Ho poi seguito ulteriori corsi per modernizzare la mia tecnica, dato che la pasticceria è sempre in evoluzione. Ne faccio ancora oggi per restare sempre aggiornato. Ho rinnovato un po’ la linea per stare al passo con i tempi; oggi è più difficile di una volta, già solo per tutti i programmi di cucina che propone la televisione e che fanno conoscere ciò che si fa all’estero, ad esempio. Inoltre la pasticceria è sempre più personalizzata, devi entrare nella testa del cliente, capire cosa vuole e farlo contento. Anche perché una torta voluta per la celebrazione di un determinato avvenimento, immortalata nelle foto e quant’altro, è un qualcosa di molto importante. Poi è così bello far felice un cliente” afferma. Ci spiega che se uno guardasse solo il discorso strettamente legato al lavoro si direbbe da solo: “Ma chi me lo fa fare”, invece il sapere di far contento qualcuno fa la differenza, in particolare i bambini che sono i più entusiasti. Poi ci spiega che il suo lavoro è sempre collegato a un qualcosa di bello, non ha a che fare con ambienti e situazioni tristi e questa è una gran cosa. Aggiunge anche che un cliente soddisfatto che fa passaparola è la miglior pubblicità desiderabile.
“Come dicevo poco fa ho preso in mano la pasticceria di famiglia di via Santa Maria 13/A a Castelrosso. Avere un’attività già avviata è stata sicuramente una grande fortuna, ho ‘solo’ dovuto rinnovare un po’ il tutto - spiega Alberto Clerici -. Oltre ai dolci ci occupiamo di organizzare anche piccoli catering, serviamo alcuni ristoranti e ci rendiamo disponibili per matrimoni. La nostra è solo ed esclusivamente una pasticceria, non abbiamo bar e caffetteria, siamo concentrati e focalizzati su un’unica cosa per farla al meglio. Chi volesse dare un’occhiata virtuale alle nostre creazioni può farlo su Facebook digitando ‘Alberto Clerici’ e su Instagram cercando ‘alby13ac’ oppure ‘#pasticceriaclerici’”. Al nostro pasticciere piace molto anche andare a fare dimostrazioni nelle scuole elementari e negli asili. “E’ bellissimo vedere i bimbi con gli occhi sgranati, a bocca aperta ed entusiasti… come se stessero assistendo ad una magia. Trasmettono tanta felicità, è un qualcosa di impagabile. Questo è uno degli aspetti più belli del mio lavoro” afferma.
Ma oltre al lavoro c’è anche la vita privata. “Io e mia moglie Sonia Pogliano ci siamo conosciuti da ragazzi, ai tempi della scuola. Siamo stati fidanzati per una vita, ma con qualche interruzione, e ci siamo poi sposati nel 2007. Nel 2009 è nata nostra figlia Sofia e nel 2013 nostro figlio Christian: loro ci hanno cambiato la vita in meglio in tutti i sensi e, inoltre, rappresentano la costante motivazione per andare avanti. L’idea di lasciargli un’attività avviata, quella nata grazie ai nonni oltretutto, in un periodo in cui trovare lavoro è sempre più difficile mi fa continuare ad avere voglia di procedere su questa strada. Se anche solo uno di loro portasse avanti la pasticceria ne sarei felice, ma ovviamente saranno liberi di scegliere ciò che più gli piacerà e che li renderà felici. Un po’ come abbiamo fatto io e mia sorella Lorena: io pasticciere e lei tributarista… ad ognuno la sua strada, come è giusto che sia” racconta.
Le passioni di Alberto non sono solo legate ai dolci, ama gli animali, i cani in particolare e ci racconta che fra le cose che più gli piacciono e lo rilassano c’è la passeggiata quotidiana nella natura con il suo cane. Anche solo venti minuti/ mezz’ora in cui stacca da tutto e si rigenera per tornare più carico che mai a realizzare i sogni dei suoi clienti, dove non è permesso sbagliare. Altra grande passione la montagna.
“Ad oggi posso dirmi soddisfatto della mia vita - afferma -. Nonostante le incertezze bisogna sempre cercare di essere positivi. Spero che il futuro porti con sé una rivoluzione, anche e soprattutto interiore, di modo che le persone possano capire i valori veri della vita. Bisogna dare il giusto peso alle piccole cose, quelle sono il vero succo della felicità. La salute, le persone che ami attorno e il lavoro bastano per essere felici, ma l’uomo è sempre scontento. Non che l’ambizione non sia giusta, ma non bisogna esagerare ed imparare così a dare valore a ciò che abbiamo, perché siamo già ricchissimi senza rendercene conto al giorno d’oggi - spiega -. Spero anche che il piccolo artigianato riesca a sopravvivere: serve la passione, ma bisogna anche che non ci ‘distruggano’ in tutti i sensi obbligandoci a chiudere - precisa -. Sono deciso a continuare su questa strada: la pasticceria è una forma d’arte e io voglio continuare a perseguirla, realizzando dolci buoni e belli, appagando, gusto, vista e olfatto di chi li assaggia” afferma in conclusione Alberto Clerici.
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