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VOLPIANO. Il sogno di Procaccio: "Arrivare a giocare in serie A"

VOLPIANO. Il sogno di Procaccio: "Arrivare a giocare in serie A" . L’intervista è stata realizzata a Trieste, un sabato mattina caratterizzato da un caldo soffocante in cui l’unico mio desidero rispetto alle condizioni climatiche era quello che si alzasse almeno un po’ di borino ma niente. Non si muoveva foglia. Avevo appuntamento con Andrea Procaccio alle 10: è arrivato puntualissimo. Confesso che ero timorosa, non lo conoscevo ma fin da subito ho intravisto in lui serietà, integrità e modi estremamente gentili. Insomma un ragazzo davvero “per bene” il che non è cosìscontato di questi tempi. 

La storia di  Andrea Procaccio è la sintesi di una manifesta miopia o incapacità di individuare talenti da parte di società di calcio a livello dilettantistico.   

Andrea Procaccio, classe 1996 di Volpiano, ha iniziato la sua carriera calcistica nella Juventus giovanile dove è rimasto sino al 2011 per poi passare nel 2014 alla ASD Bra, sempre giovanile. Qui un paio di volte ha giocato anche come titolare ma la squadra è comunque retrocessa dalla C2 alla D. Nello stesso anno è stato acquistato dal  Volpiano dove è rimasto circa sei mesi per poi passare al Grugliasco:  anche in questo caso retrocessione. L’anno dopo approda alla Pro Eureka di Settimo primo anno promossi, quello dopo bocciati. E’ in questa occasione che Andrea, deluso per non essere stato messo nella condizione di poter dimostrare il suo talento, soprattutto quando era al Volpiano il campo a lui più caro in quel momento, valuta seriamente di smettere con l’attività calcistica e cerca effettivamente di dedicarsi ad altro ma tutto ad un tratto, arriva la svolta. Un primo ingaggio importante al Borgosesia che diventa in una sola stagione con 14 goal realizzati il trampolino di lancio che lo porterà a sottoscrivere nel 2018 un contratto di rilevanza ancora maggiore con la Triestina Calcio, società che sta attuando importanti investimenti per accedere alla B e con la quale è vincolato sino al 2022.

Ciao Andrea, dove sei stato in vacaza questa estate?

Sono stato a casa mia in Calabria e poi in Toscana dai miei genitori.

Hai ripreso gli allenamenti. Qual’è il tuo ruolo in campo?

Ho cambiato diversi ruoli, in passato era esterno ora gioco nel centrocampo  a 3.

Come ti trovi qui a Trieste?

Benissimo.

E con la bora..?

Bene... perché in questi due anni l’ho vissuta solo un paio di volte e non ho avuto  modo di sperimentarla nelle sue manifestazioni piu’ intense. 

Tu sei di Volpiano, hai giocato tanti anni prima nella Juventus giovanile poi in altre squadre ma sempre in  Piemonte. Tutti i tuoi amici di vecchia data saranno li, li senti e li frequenti ancora ?

Si certo, siamo rimasti tutti in buoni rapporti. Ho ancora tanti amici a Volpiano, quando vado a casa ci vediamo ma siamo comunque tutti collegati tramite social. 

Se non avessi scelto il calcio come professione, che cosa avresti fatto?

Ho sempre solo desiderato fare il calciatore e per questo ho fatto tanti sacrifici però  effettivamente, c’è stato un momento in cui ho pensato di smettere e questo accadeva nel periodo in cui ho giocato in casa, a Volpiano. Non giocavo e questo oltre allo sconforto, mi ha portato a riflettere  sul mio futuro ma soprattutto mi sono domandato se avessi avuto  ancora qualcosa da dare. E’ stato un periodo difficile perché ero consapevole dei sacrifici fatti, ero convinto che avrei potuto fare ancora molto bene se solo mi avessero dato la  possibilità di dimostrarlo ma il destino sembrava segnato, in modo sfavorevole per me. Poi inaspettatamente è arrivata la prima chiamata, quella del mio procuratore che mi diceva che il Borgo Sesia voleva farmi una proposta. Li ho capito che l’unica cosa che volevo davvero era giocare, dimostrare di poter far bene, di riuscire, e cosi’ è stato. In quella stagione ho realizzato 14 goal, questo ha contribuito a rafforzare la mia autostima e il mio carattere. A fine stagione sempre il mio procuratore mi informava che la Triestina Calcio sarebbe stata interessata a me. A quel punto è arrivato il giorno piu’ bello, quando sono andato a Milano convocato dal nostro Amministratore Delegato Mauro Milanese che mi proponeva il primo contratto.        

Qual è un altro sport che ti piace a parte il calcio?

Per contratto io non posso fare nessun altro sport, le ragioni sono ovvie. Se non giocassi,  mi dedicherei al pugilato e alle arti marziali.

Tu hai avuto modo di frequentare diverse società, ognuna ha una sua tifoseria o gruppo di ultras caratterizzati da un forte senso di appartenenza alla propria squadra, a volte troppo. Come sono stati in passato e come sono ora i tuoi rapporti con i tifosi?

Le tifoserie non sono tutte uguali, in ogni caso io ho avuto la fortuna di avere sempre buoni rapporti con i tifosi e anche quando mi veniva fatto notare che avevo deluso le loro aspettative, non l’ho mai vissuta come una critica ma come una opportunità di riflessione per migliorarmi.

E’ comparsa in passato una notizia di una tua preferenza  verso la Salernitana... vero o falso?

Io seguo e simpatizzo da sempre per la Salernitana e la Reggina per questioni familiari, mio papà è di Salerno e mia mamma di un paese vicino a Reggio Calabria.

Spesso si sente di episodi di mancanza di fair play che causano anche gravi danni agli sportivi che ne vengono coinvolti , tu cosa ne pensi sono episodi che fanno comunque parte di tutte le realtà sportive e come tali non devono essere enfatizzati piu’ di tanto oppure è necessario intervenire con regole e sanzioni drastiche per cercare di contenerli il più possibile?

In caso di episodi eclatanti bisogna intervenire anche in modo drastico. Per il resto certi tipi di infortuni fanno parte del mestiere, non dovrebbero capitare ma fanno parte dei rischi che corre ogni sportivo in qualsiasi disciplina.

Qual è l’episodio legato alla tua carriera calcistica che ricordi con maggiore soddisfazione e quello che invece vorresti cancellare del tutto?

Il più bello è quando il mio procuratore mi ha detto “andiamo a Milano a firmare con la Triestina”. Il peggiore è quando non mi facevano giocare e stavo perdendo tutte le speranze.

Qual è la prima regola per un calciatore?

E’ non arrendersi mai ma soprattutto accettare che bisogna fare dei sacrifici. Se nulla è sacrificato nulla puo’ essere ottenuto. Quando giocavo nel Bra avevo 16 anni e andavo a scuola. Finite le lezioni prendevo il treno per andare ad allenarmi e quando tornavo a casa, iniziavo a studiare per le lezioni del giorno dopo. E’ stata durissima però sono riuscito a completare gli studi e a diplomarmi.

Seguirai sicuramente un regime alimentare rigorosissimo.... ma quando puoi sgarrare a cosa non rinunci mai?

Quando posso la pizza, le frittelle di mia mamma e tutto il cibo calabrese anche molto piccante (ride..ndr).

Qui a Trieste?

Della cucina triestina i cevapcici (spiedini di carne trita della tradizione balcanica...ndr).

Il tuo aperitivo preferito?

Lo spritz tradizionale.

Se vai a cena preferisci un ristorante a base di pesce, carne o altro?

Dipende. Se sono al mare pesce, se sono qui a Trieste è indifferente.

Quando finisci una partita, cosa fai, vai a casa o esci?

Dipende. Se vinciamo usciamo con i compagni di squadra e si va a mangiare, magari una pizza. Se si perde meglio andare a casa a riflettere su cosa si è sbagliato.

Sei fidanzato?

Sì con Clarissa da un anno.

Se devi festeggiare qualcosa cosa scegli? Una cena, un regalo, dei fiori...?

La mia fidanzata preferisce se passiamo del tempo insieme... non vuole regali.

Quali le qualità che deve avere una ragazza per attirare la tua attenzione?

Mi deve rasserenare, deve darmi la tranquillità necessaria affinché possa essere sempre concentrato per andare in campo nelle migliori condizioni. E Clarissa ha queste qualità.

Di questi aspetti cosa ti colpisce di più: viso, mani, occhi?

Viso e occhi anche se l’aspetto fisico per me è secondario, cerco altro in una ragazza.  (quando dicevo che è un ragazzo diverso dalla massa...ndr)

Hai un brand o uno stilista preferito?

No, non è una cosa di cui mi importa.

Tieni alla cura della tua immagine? Se sì, come?

No, sono estraneo a queste cose e anche i capelli me li taglia la mia ragazza.

Se dovessi scegliere di fare un acquisto importante sceglieresti: un orologio di valore, un  quadro o un’auto?

Un’auto.

Marca di auto preferita?

Audi.

Ho visto le tue foto e ho notato che anche tu ami i tatuaggi.... hanno un significato e una  datazione particolare?

Sì. Il primo è un regalo di mio zio quando mi sono diplomato poi hanno iniziato a piacermi e ho continuato io.

I tuoi genitori ti hanno sempre supportato nella tua passione, vero?

Tanto, mi hanno supportato e fatto tanti sacrifici anche loro. Quando potevano mi accompagnavano agli allenamenti ma non sempre perché dovevano lavorare, però mi venivano sempre a vedere quando giocavo.

Se dovessi rivolgere loro un pensiero,  cosa diresti?

Grazie, siete e sarete sempre un esempio per me.

Qual è il primo valore che insegnerai a tuo figlio/a?

L’umiltà e il rispetto verso gli altri.

Sei giovane e quindi vivi la società di oggi. Qual è l’aspetto piu’ critico. Mancanza di solidarietà, di rapporti veri, ricerca spasmodica di benessere a tutti i costi?

Penso che ci sia carenza di rapporti personali veri, siamo sempre tutti presi dal telefono e questo impoverisce le relazioni.

A chi o a cosa è rivolto il tuo primo pensiero quando ti svegli al mattino?

Ringrazio per tutto quello che ho e che non devo lamentarmi di niente. C’è chi ha molto meno e chi niente addirittura. Un sogno ancora da realizzare?

Il mio sogno è … arrivare in serie A.

Cosa ti irrita?

Le persone poco trasparenti, quelle che cambiano a seconda delle circostanze.

Hai già in mente cosa farai un domani... molto domani? Pensi di tornare a Volpiano o hai in mente qualche altra meta?

Non so ancora però vorrei rimane nel mondo del calcio e non escludo di poter rimanere a Trieste.

Anche per te: esprimi tre desideri…

Il primo riguarda mia sorella Chiara più piccola di me e con un grande talento artistico come cantante. Ecco, io spero che anche lei possa realizzare il suo sogno e che il canto possa diventare la sua professione come lo è stato per me il calcio. Il secondo è di creare una bella famiglia. Il terzo è sapere che i miei genitori e i miei amici stanno bene.

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