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03 Settembre 2020 - 17:05
A che punto siamo con i rifiuti trovati abbandonati un anno fa a Borgoregio? La loro presenza era stata accertata il 9 agosto 2019 dai Carabinieri di Verolengo e di Leini, da dipendenti del Comune e da operatori dell’ARPA. Il Comune ci aveva messo quattro mesi per emanare l’ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Massimo Rozzino solo il 6 dicembre 2019. In base a questa ordinanza, i proprietari, che sono torrazzesi, avrebbero dovuto liberare l’area a proprie spese entro 60 giorni. Altrimenti il Comune avrebbe provveduto d’ufficio e poi avrebbe cercato di recuperare la somma dai ai proprietari. Precauzionalmente, in vista di questa eventualità, nello stesso mese di dicembre il Comune aveva impegnato 48.190 euro (39.500 più IVA) per fare asportare i rifiuti da SETA. Con altri 4.377 euro aveva pure affidato a un avvocato l’assistenza legale dell’ente.
I 60 giorni sono scaduti all’inizio di febbraio. Ma evidentemente nemmeno nei cinque mesi successivi i rifiuti sono stati rimossi: tant’è vero che il 10 luglio finalmente il Comune si muove e organizza un sopralluogo con i proprietari.
Cosa è accaduto quel 10 luglio? Il sindaco Rozzino e i dipendenti comunali hanno trovato l’area sgombra e ripulita, oppure i rifiuti erano ancora lì? Se hanno constatato la permanenza dei rifiuti, ne hanno disposto la rimozione d’ufficio chiamando SETA e poi accollando la spesa a chi non adempiuto l’ordinanza?
Non lo sappiamo perché finora il Comune non ha risposto alla nostra richiesta di informazioni. Il 17 luglio abbiamo mandato via pec al Comune una prima domanda di accesso agli atti, per la precisione di “accesso civico generalizzato”, l’istituto che consente a ogni cittadino di chiedere atti e informazioni all’ente locale senza l’obbligo di motivare la domanda. Con questa pec abbiamo chiesto copia del verbale del sopralluogo del 10 luglio e le eventuali determinazioni assunte dal Comune. Trascorsi i trenta giorni senza avere ricevuto risposta, il 19 agosto abbiamo presentato domanda di riesame al segretario comunale, che ha venti giorni di tempo per risponderci.
Vedremo se questa volta il Comune ci risponderà e ci spiegherà che ne è stato di quei rifiuti. Che non sono quattro mattoni o quattro scatoloni buttati in un angolino nascosto di campagna. L’area interessate si trova lungo entrambi i lati di una strada sterrata per una lunghezza di 65 metri, e il materiale abbandonato è costituito, per fare qualche esempio, da porte di automobili e di trattori, dischi per sega circolare, compressori, tagliaerba, estintori, bombole gas e ossigeno vuote, barattoli vari, scocche di lavatrici, cucine gas e frigoriferi, reti elettrosaldate, onduline, tubi vari per evacuazione fumi, reti da recinzione. Un bel po’ di roba. Nell’ordinanza di dicembre il Comune aveva imposto ai responsabili di eseguire tre operazioni: 1) il campionamento e l’attribuzione dei codici CER ai rifiuti; 2) la rimozione, lo smaltimento o il recupero dei rifiuti medesimi; 3) il ripristino dello stato dei luoghi.
Comunque, una storia cominciata nell’agosto 2019 e che dopo un anno potrebbe non avere ancora trovato il lieto fine. Speriamo di saperne qualcosa entro pochi giorni.
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