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28 Luglio 2020 - 12:55
Il sindaco Aldo Querio Gianetto
Tra i piccoli comuni che non hanno registrato casi di Covid -19 vi è quello di Colleretto Castelnuovo, in Valle Sacra. Chiedere al suo sindaco a cosa attribuisca la mancanza di contagi si rivela però una domanda senza senso: Aldo Querio Gianetto, rieletto lo scorso anno alla carica di primo cittadino, rivela infatti di essere un convinto negazionista. Ed è intorno a questa sua convinzione che ruota l’intervista. Esordisce esclamando: “Certe stupidaggini non le sopporto più. Il Covid-19 è un’influenza come le altre: ha un’infettività irrilevante e non provoca mortalità. Durante un’epidemia il numero dei morti dovrebbe aumentare, invece è diminuito. A novembre il virus circolava già da noi: i dati forniti dalla SMAT riguardo la sua presenza nelle acque reflue di Torino parlano chiaro. Se fosse stata una malattia seria, con i provvedimenti che ha preso questo governo saremmo morti tutti”.
Prosegue convinto: “Ho alle spalle cinque anni di studi in Biologia e so di cosa parlo. Si sta male per mille altri motivi, i virus c’erano prima e continueranno ad esserci. In Africa si muore per l’Ebola e nessuno se ne preoccupa. Fermo restando il rispetto per le persone che sono state male e per chi ha subito perdite in famiglia, ci preoccupiamo forse per i morti di tumore, di A.I.D.S. o per qualsiasi altra causa? Ci sono sostanze tossiche che uccidono in tre mesi invece che in pochi giorni ma uccidono comunque. Forse alla fine di quest’anno si scoprirà che più nessuno è morto d’infarto: tutti di Covid! E invece è provato che ad essere colpiti in modo pesante sono state le persone anziane e con problemi di salute”.
Eppure uno studio recente sostiene che 9 deceduti su 10 sono morti “per Covid” e non “con il Covid”!
Si sono dette tante cose assurde, ad esempio parlando dei pazienti asintomatici: se uno ha la polmonite i sintomi li ha perché sta male! Per contagiare un’altra persona deve però essergli stato molto vicino.
Si sono fatte cose violente e senza senso come bruciare i corpi: se un virus è respiratorio si diffonde con il respiro ma i morti non respirano, non tossiscono e non sternutiscono… Mio nonno morì di tubercolosi quand’ero bambino: per poterne portare il cadavere a casa venne imposta la cassa zincata e bastò per proteggerci dal contagio; nessuno di noi si ammalò. Certo la nonna evitò di dargli un ultimo bacio sulla fronte e di sfiorargli le mani: queste precauzioni furono sufficienti. Eppure la tubercolosi è molto contagiosa.
Poi ci sono le stupidaggini riguardanti le mascherine. All’inizio abbiamo assistito ad un incrociarsi di affermazioni contrapposte - “Servono, non servono” - poi hanno fiutato il business e ce le hanno imposte. Con le dimensioni che hanno i virus, basta davvero una mascherina a bloccarli? Non fermano nemmeno i pollini, che sono molto più grandi. Il 90% dei microrganismi penetra nel nostro corpo attraverso la congiuntiva: o la mascherina la mettiamo davanti agli occhi – ma poi non ci potremmo muovere perché non riusciremmo a vedere nulla - oppure non ha senso utilizzarla. Quanto all’obbligo di indossarla se si cammina per strada e non se si va in bicicletta è assurdo perché chi corre in bici può infettare molto di più.
Se non servono perché i chirurghi le indossano in sala operatoria?
Servono ad evitare che chi effettua l’intervento sputi dentro le ferite aperte, che sono infettabilissime perché prive di protezione immunitaria. Il medico generico che visita un paziente mica usa la mascherina! Il corpo umano ha le sue difese poi certo ci sono gli immunodepressi: potendo curare con successo molte gravi patologie è chiaro che il loro numero aumenta. I bambini, che hanno difese immunitarie vergini, non si ammalano così come non ci si ammala in Africa, dove le condizioni igieniche sono ben peggiori delle nostre ma l’età media della popolazione è molto bassa. Perché un’infezione si diffonda conta inoltre moltissimo la carica virale o batterica. A Bergamo c’era una carica virale consistente: è ovvio che la gente si ammalasse. E conta l’inquinamento. Come mai è accaduto in Lombardia, fra Bergamo e Milano? E’ la parte più inquinata dell’Italia, sempre sotto una cappa di fumo, con l’inquinamento elettromagnetico, il 4G, il 5G. Inoltre la popolazione è più vecchia che nel resto del Paese perché avendo più soldi riesce a curarsi meglio e vivere più a lungo. Se davvero si fosse voluto contrastare un’epidemia si sarebbe dovuto fare il contrario di ciò che è stato fatto: altro che impedire alla gente di raggiungere le seconde case! Si sarebbero dovute spingere le persone ad andare al mare ed in montagna: il pericolo sono le città affollate, i loro spazi pubblici pieni di gente, gli ascensori… E’ stata una questione di soldi. Visto che la Sanità è regionale, il concetto cui ci si ispira è: “Che i lombardi si curino in Lombardia!”
In cosa il governo ha sbagliato?
In tutto. Posso capire all’inizio: si temeva che il virus fosse sfuggito da un laboratorio (probabilmente è stato così) e non lo si conosceva, mancava un protocollo di cura tant’è che i malati sono stati curati con l’ossigeno, che non fa bene per nulla. Curare con l’aria…!... Quando si è accorto della cantonata, però, avrebbe però dovuto confessare di aver sbagliato. Se dopo un mese i nostri governanti avessero detto: <Abbiamo preso un granchio ma è stata una scelta precauzionale trovandoci di fronte ad un microrganismo del quale non conoscevamo la natura né l’impatto sull’organismo umano> nessuno li avrebbe biasimati; invece sono sei mesi che giocano a nascondino. Nessun paese si è comportato come noi: a parte quelli nordici, che non hanno bloccato le attività, anche gli altri hanno preso provvedimenti meno pesanti dei nostri. La stessa Cina – nazione comunista – ha chiuso in casa 7 milioni di persone (non 70 milioni!) su una popolazione di un miliardo e mezzo di abitanti; città come Shangai non hanno fermato gli stabilimenti industriali nemmeno per un’ora. In Europa Boris Johnson ha cercato di dare una spiegazione scientifica ed è stato attaccato.
Però ha cambiato idea dopo aver contratto il Covid!
Non ha cambiato idea: è che le risposte vengono date in base alle domande fatte e possono quindi essere interpretate male.
Il parere degli esperti non conta?
Gli esperti interpellati sono pochissimi e sempre gli stessi: la loro è una Verità di Stato e chi li smentisce non viene ascoltato. La televisione pubblica, poi, si è allineata totalmente: una cosa indegna! Dagli esperti mi sarei anche aspettato un’altra terminologia: in un paese come l’Italia, che possiede una lingua perfetta, si dovrebbe utilizzare un linguaggio appropriato ed invece ho sentito dire stupidaggini incredibili. Il “Distanziamento sociale” è quello che vige in India dove ci sono le caste; quello di cui si parla da noi in questo periodo è il “distanziamento fisico”. Che poi, ridotto ad 1 meteo o a 1 metro e mezzo fa ridere…
Perché i contagi si sono diffusi soprattutto nelle strutture sanitarie?
In ospedale ci si contagia, anzi sono i luoghi in cui ci si contagia di più: 45.000 persone muoiono ogni anno dopo aver contratto infezioni ospedaliere. Dovremmo forse chiuderli per questo? Basti pensare a quegli infermieri che si ammalavano di A.I.D.S. perché uno schizzo di sangue li aveva colpiti agli occhi. Inoltre i nostri medici sono pochi e vecchi: andavano a lavorare con il Covid addosso: certo che infettavano i pazienti! L’alternativa era bloccare le strutture per mancanza di personale: se lo si fosse fatto, dopo una settimana, a cascata, si sarebbe verificata una chiusura generalizzata. Al Pronto Soccorso di Cuorgnè, per esempio, tutto il personale era infettato. D’altra parte abbiamo messo il numero chiuso a Medicina e ridotto il numero di medici ai minimi termini.
Viste le sue opinioni, come si è trovato a dover prendere provvedimenti in cui non credeva?
Non ne ho presi molti: qui le abitazioni sono distanti una dall’altra, il territorio esteso, la densità bassa. La gente vive a distanza già di suo. Quel che mi preoccupa è dover ora intervenire sulla scuola. Che senso ha togliere gli arredi e gli armadi per fare spazio? Non sappiamo cosa sia necessario fare per sistemare tutti gli allievi, che sono 120 tra la Scuola Elementare di Valle e la Materna. E poi dovremo fronteggiare i problemi causati all’economia locale dalla prolungata chiusura.
Avete subito grossi danni?
I locali pubblici sono rimasti tutti chiusi: il bar del Comune, la pizzeria “L’Oriente”, il ristorante di Santa Elisabetta; anche artigiani e professionisti erano fermi.
Non avete, come altrove, l’affollamento domenicale di gitanti?
No. La gente è impaurita e si scoraggia all’idea di prenotare, di dover usare tante precauzioni, di doversi distanziare: preferisce lasciar perdere. Del resto, quando vedo passare in auto dei coniugi con la mascherina e poi vivono nella stessa casa, mi rendo conto di quanto siano condizionati. Al di là dell’economia locale, a fine anno ci sarà un tracollo nell’industria. Adesso non sta succedendo niente perché sono vietati i licenziamenti e perché molti imprenditori, piccoli e grandi, avendo già pagato le tasse preferiscono tenere in piedi l’attività. In dicembre però chiuderanno.
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