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04 Luglio 2020 - 12:00
I suoi abiti da sposa restano indimenticabili, così come le sue partecipazioni alle sfilate dell’ “Alea’s Model”… “Sogni e Realtà” è stato per anni il suo conosciutissimo atelier chivassese… sì, avete capito bene, stiamo parlando di Rita Rosta, stilista molto nota nella nostra città e che ora condividerà con noi un po’ della sua vita.
“Sono nata e cresciuta a Chivasso, città che adoro per tanti motivi. Oggi è molto cambiata ma resta pur sempre la mia città - così Rita esordisce nel presentarsi -. Sono nata il 12 agosto e sono del segno del Leone, ho un carattere forte, sono combattiva e se decido una cosa deve essere quella… è stato così fin da piccola. Una volta non avevamo tutto quello che hanno i bimbi d’oggi: niente tv, niente social, i giochi era quelli che si facevano nei cortili dei condomini, si giocava insieme e si socializzava nel vero senso della parola… credo fosse molto meglio di com’è oggi, ci si conosceva davvero e tante amicizie di allora sono ancora attuali - racconta -. Non ero molto appassionata dello studio e infatti ho concluso il mio percorso scolastico con la terza media. I miei genitori avrebbero voluto che continuassi, ma non faceva per me. Amavo cucire, creare vestiti per le bambole e così mi sono iscritta alla ‘Scuola di Taglio e Cartamodelli’ di Dorina Cena Scapecchi e, successivamente, mi sono specializzata in cucito con un’altra sarta. Mi piaceva da impazzire quel mestiere, con ogni straccetto realizzavo qualcosa. Il mio lavoro doveva essere quello. Inoltre, si tempi, si diceva che avendo un mestiere non si sarebbe mai di fame ed era vero” afferma.
Prima di aprire la sua nota attività Rita Rosta ha lavorato in fabbrica, al “GFT” (“Gruppo Finanziario Tessile”) di Settimo. Ma quel lavoro sempre uguale e ripetitivo non le piaceva. “Non so come ho fatto a resistere per undici anni. Alla fine mi sono licenziata” dichiara. Nel 1984 si è sposata e nel 1986 è nata sua figlia Lidia. “Ero felicissima di essere diventata mamma. Inoltre per la mia bimba mi sarei potuta sbizzarrire con i vestiti… e così è stato… per lei ho creato tantissimi abiti: carnevali, comunione ecc ed è stata una grande soddisfazione” racconta. Abbandonato il lavoro in fabbrica, tempo un paio di mesi e già aveva aperto il suo atelier, passando in maniera netta dalla fabbrica al commercio. “Il primo giorno di marzo del 1999 ho aperto il mio ‘Sogni e Realtà’ in via Po 20. Ho scelto questo nome perché creare un abito da sposa per una donna per me significava realizzare il suo sogno di donna, appunto. Per me è sempre stata una soddisfazione enorme vederglieli indossare. E’ stato difficile, non avevo esperienza in merito, non sapevo neanche dove andare ad acquistare i tessuti… mi sono buttata e devo dire che ho lavorato tantissimo fin dagli inizi. Rifarei tutto, anche se so che oggi sarebbe più dura senza Lira, con tante tasse e maggiori difficoltà dal lato economico… ma l’emozione resta quella - confessa -. Sempre nel 1999 Mimmo Lo Schirico mi chiese di partecipare a una sfilata che avrebbe organizzato a giugno con la sua scuola per modelle ‘Alea’s Model’. Accettai immediatamente. Queste sfilate fatte in piazza della Repubblica sono state un appuntamento fisso e imperdibile per anni nella nostra Chivasso. Ricordo che il primo anno fu un battesimo dall’impatto forte: dovetti letteralmente vestire una sposa in passerella e lo feci di fronte a qualcosa come 3000 spettatori. Fin dall’inizio ho deciso di dedicarmi agli abiti da sposa… mi sono sempre detta che se ero in grado di cucire vestiti in generale sarei anche stata in grado di realizzare quelli da sposa” racconta sorridente. Dodici anni di sfilate, fino al 2011. Partecipazione ai vari “Expo” nel piazzale Gerbido di Chivasso, intorno agli anni 2000, con stand con modelle viventi. “Sono stati anni di intenso lavoro, ho disegnato e realizzato tantissimi abiti. Ho sempre lavorato da sola, anche perché non è facile trovare persone in gamba e adatte a questo lavoro. E’ stata tosta, finivo col negozio e attaccavo sul retro… cucivo, modificavo, creavo… anche tutta la notte, domeniche e giorni di festa inclusi - racconta Rita -.Il lavoro non mi mancava, poi con l’arrivo dell’euro sono cambiate tante cose, aumentavano le tasse, aumentavano i costi di gestione, ho lavorato più che potevo per stare al passo… ho cambiato più volte sede al negozio: via Po, via Mezzano ed infine via Torino in un interno cortile… Nel 2012 ho deciso di chiudere e mi è dispiaciuto un sacco. Nel 2011 ho partecipato all’ultima sfilata in piazza, poi non si sono più fatte perché i negozi non partecipavano più tanto, la sfilata costava molto, erano cambiati i tempi e non era più fattibile… un vero peccato. Comunque i bei ricordi restano - spiega -. Ho continuato a cucire solo per me e per la mia famiglia, ad esempio ho realizzato l’abito da sposa di mia figlia… se una cosa ti piace continui a farla… ago e filo me li porterò dietro per sempre”.
Ultimamente Rita Rosta si è avvicinata al mondo della scrittura. Il tutto è nato in maniera singolare: si è iscritta al gruppo Facebook “Donna” e ha aderito alla proposta di Rosanna Fabbricatore, altro membro del gruppo, di scrivere un libro. Questa nuova avventura ha avuto inizio lo scorso gennaio, poco prima della quarantena causata dal Coronavirus. “Siamo 10 autrici, donne di varie età, dai 28 ai 57 anni e ognuna con una sua spiccata personalità. Non ci siamo mai incontrate dal vivo, a parte una unica volta con chi, come Rosanna, abita nelle vicinanze. Le autrici arrivano da tutta Italia. Abbiamo lavorato in smartworking dato il problema della lontananza e del lockdown - racconta -. Sono storie di donne che ce l’hanno fatta, che hanno superato un tumore, la bulimia e simili. Ognuna di noi ha scritto un capitolo. Io, fortunatamente, non ho avuto malattie e così ho raccontato una storia d’amore dato che l’amore sta bene ovunque. ‘Passione’ è il titolo del mio capitolo; il titolo del libro è, invece, ‘Donne e un Filo di Seta, dal Social al Libro’. Il libro è acquistabile su Amazon e a darci indicazioni sul come pubblicare e sul come scrivere è stata la scrittrice torinese Caterina Civallero che ha fatto un vero e proprio lavoro di editing su tutti i capitoli”. Il libro è uscito il 20 marzo 2020, in piena quarantena. Questa esperienza è piaciuta molto a Rita Rosta... così tanto da pensare di ripeterla in futuro. “Ho scoperto che scrivere mi piace un sacco, stare con la penna in mano è stupendo ma è un’abitudine che si è un po’ persa a forza di cellulari e social. Inoltre ho imparato cose che non conoscevo scrivendo: come si impagina, come utilizzare la punteggiatura… ho scoperto un nuovo bellissimo mondo - racconta -. Ora continuo a scrivere online, ognuna di noi lo fa sulla pagina Facebook ‘DONNE e un filo di Seta’. Il mio turno è il lunedì e ogni settimana parlo di un personaggio famoso”.
La creatività è l’arte hanno fatto da filo conduttore nella vita di Rita, prima stilista e oggi al debutto con la scrittura. “Sono parzialmente soddisfatta della mia vita, nel senso che mi sarebbe piaciuto poter fare di più lavorativamente, espandermi, ma da sola più di tanto non puoi fare. Ma sono, ovviamente, soddisfattissima di ciò che ho fatto e lo rifarei, magari osando un po’ di più… lo avrei anche fatto ma non ci sono state le occasioni. Cose andate bene, cose andate male… tutto diventa esperienza - afferma -. Riguardo al futuro non saprei. Non escludo di riprendere a fare la stilista se dovesse capitare l’occasione, perché la passione resta passione” dichiara sorridendo a fine intervista.
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