Dopo una trentina d’anni dalle prime proposte finalizzate ad istituire un’area naturalistica, formalmente riconosciuta, che comprendesse i 5 laghi morenici dell’eporediese, forse è arrivato il momento giusto perché ciò avvenga. L’iter intrapreso decenni fa si era a un certo punto interrotto per il disinteresse delle amministrazioni dell’epoca per venire poi ripreso nel 2016 dal Comune di Chiaverano al quale va dato il merito di aver creduto nella possibilità di portare a compimento un’idea caldeggiata non solo dalle associazioni ambientaliste, ma dai molti cittadini che riconoscono la valenza naturalistica e paesaggistica del territorio interessato.
Come lista civica Viviamo Ivrea già nel corso del precedente mandato amministrativo ci siamo battuti affinché il progetto di costituzione del parco riprendesse con vigore e qualcosa finalmente si è mosso, nonostante la scarsa intraprendenza dell’esecutivo di allora che non perdeva occasione per rallentare il già complicato iter procedurale. Disinteresse che ha fatto sì che non si riuscisse a sottoscrivere il necessario Protocollo di Intesa prima delle elezioni amministrative del 2018 rimandando tutto al 24 settembre 2019 quando finalmente i 5 comuni interessati: Borgofranco d’Ivrea, Cascinette d’Ivrea, Chiaverano, Ivrea e Montalto Dora, hanno sottoscritto la richiesta di istituzione dell’Area Protetta creando un gruppo di lavoro intercomunale coordinato dalla Città Metropolitana di Torino che è il soggetto di riferimento del progetto.
Dopo un paio di riunioni la Città Metropolitana, qualche settimana fa, ha inviato ai comuni una bozza del Dossier di candidatura che di fatto costituisce il progetto del parco che una volta approvato da tutti i Consigli Comunali verrà trasmesso in Regione per avviare l’iter che porterà, si spera, alla costituzione del “Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea”. Va infatti ricordato che l’istituzione di una nuova area protetta, ai sensi della L.R. 19/2009, avviene tramite una Legge Regionale modificativa della stessa.
Pur contenti di essere arrivati a questo punto dobbiamo però segnalare l’ennesima occasione persa per dare vita ad un processo partecipativo capace di coinvolgere i cittadini e i portatori di interesse ritrovandoci nelle mani un documento, probabilmente non modificabile, del quale nulla si è saputo riguardoil processo di elaborazione che l’ha generato. Quello della partecipazione reale ed effettiva dei cittadini alla vita politica della comunità è un problema irrisolto da anni che ciclicamente viene riproposto in campagna elettorale per venire poi disatteso il giorno dopo l’insediamento di una nuova amministrazione. Un coinvolgimento attivo della città potrebbe venire effettuato se non tramite auspicabili assemblee pubbliche almeno per il tramite dei consiglieri comunali che rappresentano la totalità dei cittadini elettori. Nel caso specifico dopo aver preso visione del documento in una Commissione Assetto del Territorio, svoltasi un paio di settimane fa, in qualità di Presidente della stessa ne ho convocata un’altra per martedi 30 giugno invitando una serie, probabilmente non esaustiva, di associazioni e gruppi che operano sul territorio dal punto di vista ambientale, naturalistico e degli sport outdoor.
Fatta questa precisazione evidenziamo qualche aspetto significativo del Dossier di candidatura rimarcando come i contenuti dello stesso andrebbero divulgati nelle scuole e ai cittadini facendo crescere quel senso di identità e di appartenenza ad un territorio bellissimo sotto molti punti di vista, ma spesso sottovalutato per scarsa conoscenza, in primis da chi vi abita.
Ad esempio in quanti sanno che il territorio interessato si trova in prossimità alla “linea del Canavese” che dal punto di vista geologico segna la sutura tra le placche continentali europea ed africana la cui collisione ha portato alla nascita delle Alpi? Attività certo molto remota, ma suggestiva ed affascinante come lo è la genesi dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea nato da una serie di avanzamenti e ripiegamenti del gigantesco ghiacciaio Balteo definite “pulsazioni” che oltre a plasmare la famosa Serra di Ivrea hanno lasciato testimonianza visiva proprio nei rilievi e nei laghi morenici che sono il cuore del futuro parco.
Che l’area sia di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico lo testimoniano anche tutti gli strumenti di pianificazione e di salvaguardia che la ricomprendono a partire dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in termini più generali, per arrivare ai due siti di Rete Natura 2000, di derivazione comunitaria, denominati SIC dei Laghi di Ivrea e SIC della Serra di Ivrea. Alcuni vincoli di salvaguardia derivano dalla L.R. 56/77 e poi, relativamente recenti, troviamo il PTR, Piano Territoriale Regionale del 2011, il PPR, Piano Paesaggistico Regionale del 2017 e il PTC2, Piano Territoriale di Coordinamento della città Metropolitana di Torino, anch’esso del 2011.
Tutti i documenti sopra richiamati evidenziano la peculiarità e la bellezza dei luoghi rimarcandone nel contempo la fragilità e sollecitandone quindi il riconoscimento e la salvaguardia sia dal punto di vista del contenimento del consumo di suolo sia da quello della fruizione turistica di massa che in determinate situazioni può compromettere delicati equilibri ambientali.
L’istituzione di un Parco Naturale non sarebbe che il primo passo verso la valorizzazione di un’area naturalistica di particolare pregio, che si potrebbe estendere all’intero Anfiteatro Morenico di Ivrea, che potrebbe dare vita a nuovi sbocchi lavorativi in ambito turistico, naturalistico, didattico e sportivo così come prefigurato nello stesso Dossier dove si legge che uno dei principali obiettivi dovrebbe essere quello di: “coinvolgere le comunità locali negli obiettivi di tutela e conservazione degli habitat, delle specie e delle biodiversità, come elementi fondanti del concetto di progresso umano sostenibile, facendole sentire parteattiva nei cambiamenti del proprio territorio, creando contestualmente informazione, responsabilizzazione ed opportunità di occupazione nel settore”.
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