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12 Aprile 2020 - 20:38
Il Coronavirus ci ha stravolto l’esistenza, anche quella dei più giovani. Fra tutti, sono sicuramente i maturandi ad essere toccati in un particolarissimo momento della loro vita. Alcuni di loro hanno voluto parlarcene. Gaia Frola (Liceo Artistico), Costin Bortun, Simone Zito, Norvin Makaya, Fabiana Mancuso e Francesca Ferrati (Liceo Scientifico) e Irene Mancuso (Liceo Classico).
Ragazzi che hanno visto il loro ultimo anno di liceo cambiare drasticamente, che si ritrovano a dover studiare attraverso la didattica online, che ancora non hanno avuto indicazioni definitive su come sarà la loro maturità, che si sono visti togliere la partecipazione al “Ballo delle Quinte”, all’ultima gita, al pranzo/cena tutti insieme - studenti e professori - prima degli esami, che non avranno la foto ricordo della quinta superiore, che non hanno il piacere di vivere gli ultimi mesi del liceo fisicamente a contatto con chi ha fatto parte delle loro vite per 5 anni… chi l’avrebbe detto che il proprio compagno di banco avrebbe smesso di essere tale il 21 febbraio, anziché a inizio giugno. Ragazzi in età da patente, dove c’è chi l’ha presa ma non ha più potuto guidare, chi è rimasto con l’esame di guida o di teoria in stand - by. Possono sembrare cose superficiali se confrontate alla tragedia umana di questi mesi, ma non lo sono, sono momenti di vita unici che gli sono stati tolti… forse qualcosa sarà recuperabile in un secondo momento, ma non sarà lo stesso. Da ragazzi intelligenti se ne sono ovviamente fatti una ragione vista la situazione, ma un po’ di dispiacere resta.
Stanno a casa e rispettano le regole, anche se è dura. Si impegnano per dare il loro contributo. Nessuno si dichiara realmente spaventato, ma ciascuno ha le sue incertezze e piccole apprensioni. “C’è smarrimento perchè eravamo abituati a una vita frenetica e stare chiusi a casa sembra surreale, da film. Però non ho paura, so che finirà. E’ un grosso danno per l’economia, ma dobbiamo essere collaborativi seguendo le direttive” dichiara Simone. “Non sono spaventato e mi ritengo fortunato ad essere uno studente e non, ad esempio, un medico che sicuramente vive una situazione più difficile. Spero si smorzi l’allarmismo generato da parte dei media, forse si è andati un po’ oltre” sono le parole di Costin. Gaia dice, invece, di essere un po’ preoccupata, vorrebbe saperne di più perché ci sono ancora dubbi sulla trasmissione del virus, ad esempio, e c’è chi si è ammalato anche stando a casa. Fabiana ci fa riflettere affermando che pensiamo sempre che le cose capitino solo agli altri e così si sottovaluta il rischio, afferma che molti non hanno capito l’importanza di seguire le regole. Irene, la sua gemella, vorrebbe più informazioni… “Secondo me molte notizie arrivano filtrate. Comprendo appieno le richieste restrittive fatteci e i motivi, al contempo ho anche chiaro il danno economico per il Paese” dichiara. Francesca è un po’ intimorita, ma più che altro perché teme che persone a lei care possano stare male; pensa inoltre che ci siano persone che dovrebbero seguire di più le regole. Poi c’è Norvin, perplesso per come è stata ed è trattata la situazione… “Forse sarebbe stato meglio chiudere tutto prima per farla durare meno la chiusura, alla lunga ha un impatto destabilizzante su famiglie, attività, giovani e adulti. Il virus non mi spaventa, come portano avanti la situazione sì, invece. Il timore è per il futuro… cosa ci aspetta se non si riparte subito a livello di università, lavoro ecc? Il rischio di lasciare il Paese in ginocchio è alto” sono le sue parole.
Tutti loro, al momento, stanno studiando e portando avanti il programma scolastico attraverso la didattica online. Massimo impegno sia da parte dei professori che dei ragazzi. In generale si trovano tutti abbastanza bene, anche perché la situazione è questa e sanno che bisogna adeguarsi e andare avanti. La mattina fanno videolezioni coi vari professori, che gli spiegano la lezione appunto, gli danno indicazioni e suggerimenti e all’occorrenza anche materiale didattico aggiuntivo. Gli vengono assegnati compiti che devono essere poi inviati ai singoli docenti. Non mancano neanche le valutazioni, per lo più attraverso interrogazioni orali attraverso la webcam. Voti inizialmente non destinati a fare media, ma hanno poi cominciato a diventare voti effettivi. La connessione funziona, a volte è un po’ ballerina, ma i ragazzi si reputano tutti fortunati ad avere cellulari, pc, wi -fi… tutto ciò che è fondamentale oggi per poter studiare. “Era diecimila volte meglio andare a scuola, stare a casa può sembrare bello, ma non è così, non è entusiasmante guardare dentro ad uno schermo. Stare coi compagni, coi professori è tutta un’altra cosa. Per noi del Liceo Artistico poi è un po’ particolare: per le materie artistiche possiamo ricevere spiegazioni e suggerimenti dai docenti, ma non possiamo disegnare e dipingere realmente insieme, fianco a fianco. Comunque ci sto prendendo confidenza e mi adeguo al meglio, come tutti” afferma Gaia Frola. “Bisogna sapersi organizzare e imparare a gestire il proprio tempo autonomamente, lo considero un momento per crescere, anche in vista dell’università. Ovviamente a livello umano sono dispiaciuta, alla lunga non incontrare compagni e professori pesa” spiega Fabiana Mancuso. Simone Zito ci racconta che è un sistema nuovo per tutti ma funziona in modo agevole, ce la si fa perché ce la si deve fare, è importante. Norvin Makaya fa una riflessione profonda sul fatto che loro sono fortunati, ma chi non ha possibilità di avere una connessione internet adeguata o un computer è in una situazione difficile e non paritetica. Quei ragazzi si ritrovano a dover fare tantissimo da soli e anche semplicemente possedere solo un cellulare e non un pc cambia le cose a livello di utilizzo di alcune app. Spiega in aggiunta che lui non ha ancora famigliarizzato del tutto con la didattica online, ma comunque è buona seppur con dei punti critici. Costin Bortun afferma che il metodo è in parte più comodo perché si è a casa, per gli orari, ma la scuola manca a tutti, lezioni, ricreazione e quant’altro. “La trovo un’ottima soluzione alternativa, certo guardare uno schermo è stancante alla lunga per occhi e testa, infatti si tiene conto anche di questo nell’organizzazione del numero di ore di videolezioni; sicuramente è meno stancante a livello fisico non essendoci il tragitto casa - scuola e viceversa e inoltre ci sono meno tempi morti e più tempo per studiare. Può saltare la connessione, ma ce la facciamo comunque. Inoltre fare scuola online è anche un modo intelligente e utile per occupare un po’ di ore in queste giornate a casa” spiega Francesca Ferrati. Irene Mancuso ci racconta come tutti i ragazzi stiano facendo un grande lavoro a livello personale, sviluppando così un alto senso del dovere e aumentando la propria responsabilizzazione.
La maturità si avvicina e tutti loro sanno che molto probabilmente consisterà in un unico esame orale fatto via webcam. Prove scritte annullate. Mancano ancora i dettagli e questo agita un po’ i ragazzi che vorrebbero, giustamente, delle certezze. Sicuramente sapere che a interrogarli ci sarà una commissione interna (con solo il presidente esterno), composta dai loro professori, li tranquillizza perché avranno a che fare con docenti che li conoscono da anni e che hanno vissuto con loro anche questo ultimo periodo, seppur a distanza. “Una tesina multidisciplinare da utilizzare come base di partenza per le domande dell’esame ci sarebbe piaciuto averla - raccontano le gemelle Mancuso -. In ogni caso vorrei fare una maturità che rispecchi il mio percorso e il mio impegno - afferma Irene -. Un po’ di ansia c’è, come per ogni esame, è normale” spiega Fabiana. Gaia ci racconta che avrebbe preferito farla a diretto contatto con i professori la maturità, aggiunge che l’agitazione c’è, come ci sarebbe stata anche in una situazione scolastica normale. La loro seconda prova scritta, quella di disegno basata su un tema assegnato e con tre giorni di tempo per realizzarlo, è destinata a saltare e non si sa ancora se sarà sostituita con una ricerca o con qualcosa d’altro. I punti interrogativi sono ancora parecchi. “Mi piacerebbe capire cosa intende la Ministra dell’Istruzione quando parla di una maturità light ma seria. Aspettiamo risposte e dettagli ... ovviamente un po’ di preoccupazione c’è” afferma Norvin. Anche Francesca ha un po’ di paura, la maturità è sempre la maturità. Costin si dichiara abbastanza tranquillo… “Per gli orali mi agito poco, in genere. Sono uno abbastanza tranquillo” afferma. Parere simile anche quello di Simone … “Non ho esageratamente paura della maturità, in genere l’ansia, se mi viene, arriva sotto esame” spiega.
Ragazzi con tanti sogni: Gaia vuole studiare Storia dell’Arte per diventare critico d’arte o insegnare, Irene vuole entrare a Medicina, Fabiana ha già superato il test per entrare alla “Bocconi” e studiare Economia, Norvin vuole studiare Progettazione e Design allo “IED”, Costin ha superato il test per Ingegneria ma pensa di volersi iscrivere a Fisica. Francesca e Simone hanno entrambi superato il test per entrare a Ingegneria. Ragazzi giustamente ambiziosi, che sperano che questa situazione si risolva prima possibile per poter vivere, anche loro, la loro vita senza paura e raggiungere i propri traguardi. In bocca al lupo a tutti voi!
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