Su Facebook non ci va quasi mai, o almeno così dice. Stavolta però il vicesindaco Elisabetta Piccoli lo ha fatto. E lo ha fatto per scagliarsi contro chi stava criticando l’Amministrazione comunale sulla gestione della crisi, in un momento - è bene dirlo - in cui i buoni spesa ancora non erano stati distribuiti e si temeva che la consegna potesse finire alle calende greche.
E poi sulle mascherine...
“In un momento come questo mi rammarica molto leggere certi aridi commenti - ha sentenziato -Le prime 30.000, sia acquistate dal comune che ricevute in donazione, sono state distribuite a tutte le categorie di persone più esposte e che obbligatoriamente dovevano quotidianamente stare a contatto con le persone: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia penitenziaria, Vescovado, Croce Rossa e Ivrea Soccorso. Ai medici di famiglia, per loro e per i loro pazienti. Ai commercianti tramite le associazioni di categoria. Alla protezione civile e alle varie associazioni di supporto agli anziani, cittadini che si si sono recati in questi giorni alle Poste per ritirare la pensione e che ne erano sprovvisti. Aal carcere, agli uffici dell’anagrafe e dello stato civile etc.. Inoltre sono anche state distribuite ai 32 comuni dell’eporediese che non erano ancora riusciti ad acquistarne. Abbiamo fatto già da tempo un ordine di altre 24.000 mascherine confezionate singolarmente che verranno consegnate a tutti i residenti . Sarebbero già dovute arrivare ma i tempi di trasporto non sono mai certi e spesso si verificano ritardi. ..”.
Quasi scontata la conclusione.
“Noi assessori e Sindaco tutti i giorni siamo in prima linea nei nostri uffici ed in città correndo rischi sia personali che per i nostri famigliari al servizio della città! A chi scrive comodamente post al vetriolo a casa dietro a una tastiera o peggio ancora scrive poemi sui giornali per racimolare forse un po’ di consenso .. chiederei un pòdi rispetto e di gratitudine! Un saluto di cuore a tutti, e cerchiamo almeno in questo momento drammatico di volerci tutti un po’ più bene.”
Ecco su quest’ultima critica un appunto è doveroso non foss’altro che amministrare il bene pubblico non è come amministrare le proprie aziende o la propria famiglia. I complimenti e la gratitudine non rientrano infattinell’elenco dei sentimenti “sollecitabili”.
Grati di cosa?
Solo rispetto, questo sì, a chi si è messo al servizio della propria comunità, ma nessuno lo ha obbligato. Il giudizio semmai Piccoli lo chiedaalla fine del mandato, accettando nelmentre, tutte le critiche possibili e immaginabili e mettendo da parte un egocentrismo che, in verità, sta anche un po’ stufando!
Liborio La Mattina
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