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IVREA. Fallimento “Effetto Serra”. Il 4 giugno va tutto all’asta per 271 mila euro

IVREA. Fallimento “Effetto Serra”.  Il 4 giugno va tutto all’asta per 271 mila euro
Fallimento Effetto Serra, terz’ultimo atto. Il Centro La Serra è di nuovo stato messo all’asta. La notizia ha fatto capolino sul sito internet del tribunale di Ivrea. Succede tutto questo dopo due tentativi andati a vuoto, nel 2017 e nel 2018,  per un valore prima di 424.000 euro e poi di 339.000 euro. Le offerte (entro il 4 giugno) non dovranno essere inferiori a 271.206,40 euro di cui 262.400 riferiti alla parte immobiliare e 8.806,40 ai beni mobili. Il prossimo 5 giugno alle ore 15,30 presso lo studio del curatore Carlo Goldoni in via Miniere si procederà all’apertura delle buste.  La porzione oggetto di vendita, gravata da un’ipoteca della Banca d’Alba, si limita ad una sala per le conferenze (quella più ampia), il grande atrio di ingresso con bar e biglietteria e il diritto esclusivo di un posto auto, più cinque unità commerciali. E’ bene sottolineare che esiste una perizia di stima redatta dal Geometra Andrea Ferri e che all’asta vanno anche una serie di beni mobili, un lavatoio con vasca, tavoli, cassettiere, contenitori rifiuti, mensole, lavastoviglie, armadi, poltroncine, aspiratori. Una brutta storia Era il 27 febbraio del 2014, quando chiudeva l’ABCinema, ma nulla, proprio nulla, si è mosso nel frattempo. Ai tempi del sindaco Carlo Della Pepa ogni tanto se ne parlava, da quando c’è Stefano Sertoli neanche più un bit, indaffarato com’è a correre dietro al Carnevale, alla Fondazione del Carnevale e alle arance. Chiuso. Stop. La Serra è come se non ci fosse più. Eppure resta una ferita aperta nel bel centro della città. Una ferita che fa male e non solo perché l’edificio, con la forma di una macchina da scrivere, progettato da Pietro Mainardis e Iginio Cappai, è stato abbandonato al suo destino, anche è soprattutto perché, più di tanti altri, avrebbe dovuto e potuto finire nell’elenco dei beni “Città patrimonio dell’Unesco”  e invece è stato tagliato fuori. Da orgoglio di Ivrea a simbolo dell’incuria e del degrado. E qui davvero, negli ultimi tempi, ha trovato spazio di tutto, anche, droga e prostituzione. Una situazione così esplosiva da rendere indispensabile la chiusura degli accessi laterali per evitare vandalismi e sporcizia. C’era una volta un auditorium in pieno centro, un cinema d’essai, una bellissima sala conferenze e un incredibile spazio espositivo. C’era una volta e oggi - porca la miseria - non c’è più. Colpa dello spezzatino. Disse un giorno, su queste pagine, l’ex consigliere comunale Alberto Tognoli. E quando si parla di spezzatino ci si riferisce al frazionamento dell’immobile per facilitarne la vendita ad un numero imprecisati di privati convinti di aver fatto l’affare della propria vita. Il favore, grande come una casa, lo si fece invece, guarda un po’, alla Pirelli, proprietaria dell’immobile dopo aver assorbito la Olivetti Solo con gli anni ci si rese conto di quanto fosse difficile, praticamente impossibile la gestione degli impianti comuni, elettricità, gas, ecc., pensati in origine per un unico utente.  Ed è proprio perchè la gestione è un gran casino che ad un certo punto ci si è ritrovati con una   bolletta, emessa dall’Enel e contestata dai condomini, per 800.000 euro, mal conteggiati e ricalcolati. E sono all’ordine del giorno anche problemi legati al gas che in qualche occasione ha portato il gestore al distacco del fabbricato dalla rete, così costringendo ogni condomino a riscaldarsi autonomamente con stufe elettriche. Effetto Serra Aperto nel 1976 dalla Olivetti e funzionante fino al 2001 come Hotel e Centro congressi, nel 2004 qui si trasferisce (dall’Oratorio San Giuseppe) l’ABCinema d’essai. Nel 2007 la decisione di Pirelli RE di vendere l‘immobile. Si costituisce così la Società Effetto Serra, formata da AEG, Cooperativa Rosse Torri, Libreria Cossavella, Localport e altri soci che acquista una parte del fabbricato trasformandolo in polo culturale, con annessa libreria e bar. Un luogo per cinema, teatro, conferenze, mostre. Sette anni dopo, nel 2014 le difficoltà economiche e l’impossibilità di provvedere alle manutenzioni ordinarie e straordinarie costringono Effetto Sera alla chiusura.  E dire che ancora nel 2012 si era ipotizzato un intervento di AEG. Nel 2013 la notizia che il Comune  avrebbe potuto ottenere un finanziamento europeo di circa 1 milione di euro, ma solo  patto che l’edificio fosse di sua proprietà. Si ipotizzò l’acquisto da parte della Fondazione Guelpa per 300.000 e poi no se ne fece nulla.    
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