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19 Febbraio 2020 - 10:28
È importante conoscere il passato per poter leggere il presente e progettare il futuro.
È con questa riflessione che è iniziato l’incontro, avvenuto martedì 11 febbraio presso l’Auditorium dell’IIS 8 Marzo di Settimo, con Gianni Oliva e alcuni studenti delle classi 5° del Galileo Ferraris e quelli dell’8 Marzo per la “Giornata del Ricordo”.
A dare il benvenuto a Gianni Oliva, storico, politico e autore del libro “Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria” ed. Mondadori, sono stati il presidente della Fondazione ECM, Silvano Rissio, e la dirigente scolastica dell’8 Marzo, Cristina Boscolo.
Il presidente della fondazione ha iniziato il suo intervento ricordando come per molti anni, 59 per la precisione, non si è potuto parlare di ciò che accadde nel confine tra l’Italia e la futura Jugoslavia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Infatti, solo 2004 e con un voto pressoché unanime, il Parlamento italiano approvò l’istituzione della “Giornata del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, fissandola il 10 febbraio, giorno in cui nel 1947 fu firmato il Trattato di pace che assegnò l’Istria, Fiume e le isole Quarnerine alla Jugoslavia.
Gianni Oliva, nella sua esposizione, ha catturato l’attenzione dei ragazzi, prima facendo una precisa cronistoria di come si è arrivati, alla fine della seconda Guerra Mondiale, all’eccidio da parte dall’esercito partigiano jugoslavo di migliaia di italiani, per poi buttati e nasconderli nelle foibe. Su un altro concetto, però, lo storico si è soffermato e cioè quello del silenzio che per tanti anni ha coperto la realtà storica di quel periodo. Un silenzio pericoloso che, per motivi politici, ha portato non solo ad un tentativo di dimenticare in fretta l’orrore subito dagli infoibati, ma soprattutto ha generato la possibilità che qualcuno potesse negare l’accaduto o rivisitarlo rischiando esiti storico-politici imprevedibili.
Il dirigente scolastico ha sottolineato come, leggendo libro di Oliva, le siano rimaste impresse tre parole: silenzio, studio della storia e contestualizzazione, poiché: “È necessario parlare degli eventi storici, perché se è vero che i fatti non cessano di esistere anche se non ne parla, ma se sono taciuti, possono essere usati a proprio piacimento”.
L’incontro di martedì rientra nell’ambito del progetto Parole in Tazza Grande in collaborazione con la biblioteca Archimede ed è inserito nei percorsi di PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) rivolti agli alunni dei due istituti settimesi.
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