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MONTEU DA PO. Troppi debiti e poca generosità, don Piero vuol gettare la spugna

Era pieno pieno, l’altra sera, il teatro comunale di Monteu da Po per l’incontro organizzato dal parroco Don Piero Massaglia per riferire sullo stato delle casse della Chiesa montuese, dopo le polemiche di fine anno e la raccolta fondi per sostenere le spese del riscaldamento dell’edificio.

Nel pubblico tanti cittadini, in prima fila l’economo della diocesi di Casale e l’architetto Raffaella Rolfo incaricata per i beni culturali delle varie parrocchie.

L’incontro si è aperto con un don Piero molto seccato con i “social” , in particolare con il gruppo facebook “ Vivi Monteu” per le considerazioni fatte sul suo conto. Ha chiesto scusa per il disagio arrecato, precisando che , “in quanto al riscaldamento, era mancata la comunicazione dovuta. Il modo migliore per i rapporti con voi è quello della verità”.

In quanto al riscaldamento due cose da dire - ha spiegato il don -. La prima: il problema del pagamento del gas è legato ad un malfunzionamento dell’impianto. Un fulmine aveva danneggiato i due riscaldatori centrali e la scelta è stata quella di andare avanti con un solo riscaldatore. Il secondo: il riscaldamento ha però  contribuito a migliorare la situazione della chiesa, portando benefici all’ambiente. Ricordiamo le condizioni della Chiesa quando sono arrivato.... All’inizio avevo dovuto organizzare il catechismo nella casa parrocchiale, ma poiché questa era in cattive condizioni, ho dovuto farlo in chiesa perché   era l’unico ambiente disponibile: ecco perché è aumentato il consumo”.

Per quanto riguarda il pagamento delle bollette arretrate - in totale 15 mila euro -, il don ha aggiunto che era stato fatto un piano di rientro di mille euro al mese, ma ad un certo punto “non sono riuscito a pagarli”.

Oggi, però - ha aggiunto - grazie ai tam tam che ci sono stati mi sono arrivati, da varie parti, 9 mila euro”.

Per fare chiarezza sulla situazione della parrocchia di Monteu, è intervenuto l’economo della diocesi: nel 2014 è stato stipulato un mutuo bancario di 150 mila euro (durata 15 anni) ma le rate dei primi tre anni non sono state pagate, per cui è dovuta intervenire la Curia versando 66 mila euro di interessi e capitale.

Inoltre, la Diocesi ha pagato altri 8.500 euro per far fronte ad un pignoramento cui la parrocchia andava incontro.

A Monteu abbiamo dato 77 mila euro - ha detto l’economo -. Nessuna parrocchia della diocesi ha ricevuto tanto...”.

Tra gli altri debiti ci sono i 3.700 euro che la parrocchia deve al Comune per l’Imu 2012-2013.

Dove ho potuto ho fatto risparmiare, come ad esempio per i lavori fatti alla Chiesa di Mezzana dove abbiamo recuperato 30 mila euro - ha sbottato il don, rispondendo alle domande del pubblico -. Io non ci sto a passare come un privilegiato. Non voglio più stare qui. Sono stanco.  E’ vero, forse non ho informato a dovere la popolazione sulle cose che si facevano, ma perché non l’ho fatto? Perché non c’è mai stata generosità. Faccio degli esempi: ricavato all’ultimo concerto 80 euro, mercatino natalizio in chiesa con gli oggetti realizzati da due brave parrocchiane 54 euro… monetine, centesimi nelle offerte alle messe, dove c’è sempre meno gente. Dove devo andare con settanta persone distribuite in tre messe domenicali?”.

Ovvio che i presenti non l’abbiano proprio presa benissimo. Al di là dei mormorii durante l’incontro, al termine, fuori dal teatro parrocchiale, in molti si sono chiesti: “ma se è diminuita la partecipazione e molti vanno a Messa a Brusasco o a Cavagnolo, un motivo ci sarà no?”.

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