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10 Febbraio 2020 - 21:44
La comunità di Castelrosso si stringe intorno a don Giampiero Valerio. Ed è pronta a farlo anche formalmente. Da settimane non si parla d’altro che della polemica a distanza tra la diocesi di Ivrea e il sacerdote per il progetto del nuovo oratorio parrocchiale: per la diocesi del Vescovo Monsignor Edoardo Cerrato non sarebbe stato autorizzato, per il parroco - che l’ha anche presentato al termine di una Messa domenicale con il sindaco Claudio Castello - sarebbe stato fatto tutto alla luce del sole. Morale? Il Vescovo, durante la visita pastorale in città, ha stigmatizzato il misunderstanding: “Il tempo svelerà la verità. “Il Vescovo non può permettersi sfoghi come tutti gli altri. Al momento opportuno la verità si conoscerà”. E il parroco, due giorni dopo, s’è sentito male ed è stato costretto ad una visita in pronto soccorso, dove è stato dimesso con la promessa di concedersi un po’ di riposo.
Morale? L’altra sera a Castelrosso le numerose associazioni della frazione si sono riunite per discutere del “casus belli” che ha segnato l’inizio dell’anno. Quasi all’unisono, avrebbero deciso di scrivere una lettera/appello al Vescovo, in difesa di don Giampiero e delle sue intenzioni, che verrà formalizzata nei prossimi giorni. A cosa porterà, non si sa. Intanto servirà a rafforzare il sentimento di vicinanza al sacerdote messo in croce da qualche settimana.
Anche la politica, sul punto, ha avuto modo di esprimersi e di intervenire.
“Non so e non mi compete esprimermi sui motivi della questione - inforca Doria consigliere di Amo Chivasso e le sue frazioni - certo è che la nostra frazione ha una storia ed un percorso, grazie soprattutto a don Nicolino, che non può essere trascurata: i lasciti immobiliari alla parrocchia da parte di molti abitanti , le migliaia di ore di lavoro volontario per costruire le opere, le donazioni in denaro dei parrocchiani, e l’abilità di questo che fu un parroco ed un “manager” allo stesso tempo hanno permesso lo sviluppo di questo paese, con la creazione del grande oratorio, del teatro, della piscina, del campo da calcio, del bocciodromo, della scuola professionale, della casa di riposo ecc... ec.c... Gli ultimi anni di vita di don Nicolino sono stati quelli del declino di alcune di queste strutture, ma di tutto ciò qualcosa è rimasto, come il lascito di milionario che don Nicolino ha destinato nel suo testamento alla parrocchia di Castelrosso, oltre che alla consapevolezza di quanto è stato fatto alla parrocchia, sotto vari aspetti, da parte dei parrocchiani.
Certo i tempi sono cambiati, ma la voglia di stare insieme no. A prescindere da quali saranno gli sviluppi, ciò che si può dire è che don Giampiero è riuscito a riempire di nuovo la chiesa, riuscendo ad aggregare anche tanti dei “nuovi residenti” che negli ultimi anni sono venuti ad abitare a Castelrosso. Spero veramente che questa situazione si possa risolvere al più presto ed al meglio per tutti”.
Sul punto è intervenuto anche Federico Savino, castelrossese da 10 anni: “Don Giampiero è un parroco, un uomo, molto presente e attento sulla formazione della dottrina cristiana, oltre che una persona stupenda nei confronti di tutti. Sono sicuro che la comunità di Castelrosso sarà dalla sua parte a spada tratta! Spero che si risolva tutto nei migliori dei modi, perché abbiamo ancora bisogno di persone come lui”.
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