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10 Febbraio 2020 - 19:04
Abbiamo deciso di intervistare Huma, il rapper più controverso del momento. Con il suo brano “Headshot Freestyle” si è inserito a piedi uniti nello scontro, a colpi di rime e di dissing, tra il rapper brandizzese One Head e quello chivassese, Murro. Un testo senza peli sulla lingua e un video che ha fatto saltare sulla sedia in molti perché, nelle immagini, il cantante brandisce una pistola, a salve, ma pur sempre una pistola.
Nome e cognome.
Mi chiamo Giovanni Humaleda e ho 19 anni.
Dove vivi?
A Saluggia.
Titolo di studio?
Cuoco, non si vede? Ma attualmente non sto lavorando come cuoco.
Sei fidanzato?
Sì, sono in trappola…
La tua passione?
La musica in generale. Sto pensando solo alla musica e ai tortellini. Li faccio io. Sono un appassionato di pasta.
Il tuo nome d’arte, come l’hai scelto?
Alle medie c’era una professoressa sempre arrabbiata con me che mi richiamava chiamandomi per cognome, ma lo accorciava e usciva un “Huma!” urlato, che mi è rimasto addosso.
Il tuo genere musicale?
Non saprei dire. Se dico rap offendo. I rapper son forti, fanno rime, agganci. Io faccio musica. Trap, arrivo da lì.
Spiegaci la differenza tra rap e trap.
Non c’è una vera e propria differenza. E’ solo l’evoluzione. Come un Pokemon, si è evoluto.
Pensi quindi che la trap sia un’evoluzione del rap.
Sì e credo di essere il Notorius Big degli anni 2000. La sto sparando grossa, lo so… però mi considero il Big della Trap.
Che musica ascolti?
Ascolto poco rap e poca trap, tanta musica vecchia. Sono strano in quel che ascolto e per questo riesco a tirar fuori nuove sonorità. Ora sono in fissa con queste signore qui che sono antichissime: “The Chordettes”. Fa ridere la cosa, ma voglio portare innovazione. Ho sempre sognato di fare il cantante, ma non ho la voce da cantante. Sono passato al rap perché faceva più per me. Sono arrivato al punto che ascoltare la musica non mi bastava più. Avevo necessità di farla. Volevo metterci la faccia. Ascoltando musica vecchia, assorbo quello che facevano loro. Loro cantavano a cappella.
Quando hai iniziato a fare musica?
Ho sempre fatto musica. Cantavo le sigle dei cartoni. Cantavo anche in chiesa e non sono un credente. Mi piaceva cantare.
Nei testi delle vostre canzoni ci sono un mare di parolacce. Perché?
Perché il rap, la trap, sono sempre stati volgari. Una volta il rap non passava in radio e la libertà di parola era assoluta. Era quasi una cosa proibita fare rap. E questo rende speciale quel tipo di volgarità.
Hai un rapper di riferimento?
No, non ne ho uno preferito.
Quante canzone hai già prodotto?
Sei.
E qual è la tua preferita?
Musicalmente è “Supermegaipershallo”. Io sono super mega iper sciallo!
E come fa?
“E sono fuori. Nel balcone che mi fumo i fiori…” E’ molto conosciuta a Chivasso.
Quando uscirà il tuo primo album?
Ci stiamo lavorando da 6 mesi.
Cosa vuoi fare da grande?
Voglio fare l’artista, non il rapper, sarebbe banale dirlo. Sono un appassionato di arte, cinema, recitazione, musica. Ce la stiamo mettendo tutta.
Dimmi qualche espressione tipica del vostro slang.
On Gang!
Spiegamela.
Io sui gerghi mi lascio molto influenzare. Poi li rielaboro. Li interpreto a modo mio. Ormai la gente quando mi incontra mi saluta dicendo: “On Gang Bro”. Lo interpreto come gang on, gang attiva, gang accesa.
Noi siamo partiti per questo viaggio nel rap e nella trap tra i giovani, da un dissing tra Brandizzo e Chivasso. Un dissing nel quale ti sei lanciato come un meteorite.
Ho esagerato: ho fatto un tuffo a bomba!
Nel tuo video cos’hai tirato fuori?
Una pistola. Però, nelle mie storie, avevo già detto che non era vera. Non sono mica scemo.
E’ un gesto forte, però.
E’ un gesto forte e lo sappiamo. L’abbiamo fatto apposta.
Anche il testo è molto forte
Si lo è, ma stiamo parlando sempre di rap. La gente non capisce il messaggio. Queste cose succedono davvero e tutti intervengono quando ho fatto vedere quel che succede e può succedere davvero. Mi sono ritrovato in prima pagina, in tutte le edicole.
Che effetto ti ha fatto?
Ho pensato: staranno investigando su di me. Penseranno che sono un mafioso. E poi rabbia, tanta rabbia per mala informazione. Sul mio conto hanno scritto un sacco di falsità. Ovvio, non siamo dei santarellini, siamo ragazzi scalmati, estroversi. Ci prendiamo la responsabilità di quel che abbiam fatto, ma non di quel che ci accusano. Ci hanno accusato di violenza, guerre tra gang che qui non si sono mai viste. Hanno scritto che adesso bisogna aver paura di venire a Chivasso. Ma non è vero.
E’ tutta scena?
Volevano vendere tre copie in più…
I dissing nascono, però, proprio per provocare.
Sì, ma chi ha scritto l’articolo non ha specificato che il dissing non l’abbiamo iniziato noi… Una guerra c’è, ma è una guerra rap. Non c’è stato mai nulla di concreto. Solo musica. Se incontro un brandizzese ci parlo. La cosa non è partita da noi. Ci hanno provocati. Abbiamo risposto, loro hanno risposto usando parole molto più forti. E poi sono arrivato io e ho detto tutto, non me ne fregava niente.
Murro ti ha contattato?
No, lo saluto. Non mi ha contattato ma non mi ha neppure risposto nei Dm. Poi però ha iniziato a seguirmi.
Una contro risposta, comunque, non c’è stata.
No e secondo me non è neppure capace…
Conosci Junior Cally.
Sì certo, come no. Penso che nessuno debba aver paura di dire qualcosa nelle sue canzoni. La musica deve essere libertà di espressione. Devo essere libero di dire quel che voglio nelle mie canzoni.
E la tutina di Achille Lauro l’hai vista?
Sì! Spacca di brutto!
Sei social?
Sono super social ed è stato proprio questo che mi ha fregato nell’articolo uscito su di me. Hanno preso le mie Instagram story contro di me. E la cosa mi ha fatto male.
Quanti follower hai?
Ne ho settemila.
E il tuo record di like?
Duemila, sull’ultimo video, quello che ha fatto scattare il casino. In pochi giorni, senza fare nulla ha avuto 11mila visualizzazioni. Senza sponsorizzazioni, senza fare nulla. L’articolo ha portato tanta curiosità e tanto odio. Passando davanti al bar, ieri, mi hanno guardato come fossi un pericoloso terrorista.
Ti senti poco compreso?
No, non ho bisogno di essere compreso. Cerco subito di arrivare, mi piace essere diretto. Io sono molto aperto su me stesso, avevo molti complessi e la musica mi ha aiutato ad uscirne fuori.
Dai tuoi viedeo ho visto che sei molto ironico su te stesso
Sì, a voglia! Io sono questo. Poi ovvio bisogna cambiare. Ciccioni che mi state guardando: dovete dimagrire. E’ per la vostra salute. Ma non abbiate paura di togliervi la maglietta in spiaggia. Voi siete così e siete bellissimi. Siamo tutti bellissimi. Quindi: On Gang! Vedete Huma dov’è? Sono ciccione, mi stanno intervistando. Non serve essere fighi e palestrati.
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