Si è alzato di buon ora come da 13 anni a questa parte. Ha indossato la solita cravatta rossa (che per lui ha un significato particolare), infine haaperto la porta del suo ufficio a tutta la città per la cerimonia di consegna del libro verbali (il sesto) al Sostituto Erino Mignone. Domenica scorsa tutto è andato in scena come vuole la tradizione, eppure questa volta, per il decano dei notai eporediesi Pierluigi Cignetti non è stato come sempre...
“La porta l’ho aperta ma con il cuore pesante - ha detto ai convenuti - Mai come quest’anno l’aria è stata così carica di tensioni e di critica...”.
Non era certamente quella la sede in cui discutere di questioni private e personali o accennare al dibattito sull’interpretazione di un cerimoniale che in città continua a tenere banco. “Mi venga però concessa una nota - ha aggiunto- da chi non si è mai detto conoscitore della tradizione e della ortodossia.Il carnevale è una manifestazione estremamente complessa nella sua organizzazione. Contempora tradizioni centenarie storicizzate con spinte evolutive che di anno in anno sopraggiungono. La tradizione va rapportata alla realtà. Nel solco della tradizione viene calata l’attualità...”.
Dove per attualità evidentemente s’intende la nomina di Ceratti per la seconda volta aldilà di quanto previsto dal Cerimoniale.“Nel corso degli anni in cui ho ricoperto questo ruolo - ha concluso e s’è giustificato - ho visto questa manifestazione crescere sempre di più sino a raggiungere livelli di eccellenza eccezionali, frutto dell’impegno che tanti hanno profuso dedicandovi tempo energia e risorse. Questi sono esattamente i valori da non disperdere. Questo è lo spirito a cui ho portato il mio modesto contributo nel risolvere i problemi che si sono presentati...!”
Infine la reprimenda chiaramente rivolta anche al Generale Vincenzo Ceratti e al presidente della Fondazione Piero Gillardi: “I problemi si risolvano con il dialogo responsabile, piuttosto che con la contrapposizione faziosa…”
Spontanei gli applausi per l’inaspettato preambolo e per quel filo rosso (attestante la vicinanza al progetto Violetta) utilizzato per attaccare il bottone nelle giacca di Erino Mignone… La giornata era cominciata con la distribuzione dei fagioli grassi a Bellavista e San Giovanni èproseguita con la “Prise du Drapeau” in piazza di Città, (un’antica cerimonia militare della consegna della bandiera all’Alfiere dello Stato Maggiore) e s’è conclusa co l’Alzata degli Abbà e la musica dei pifferi (Generala).
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