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IVREA. Se non è la Mugnaia che taglia la testa al Marchese ma la Vivandiera quella del Generale

IVREA. Se non è la Mugnaia che taglia la testa  al Marchese ma la Vivandiera quella  del Generale

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

La Vezzosa Mugnaia è il simbolo di una rievocazione storica diventata orgoglio della città. Secondo la leggenda tagliò la testa ad un marchese che vessava gli abitanti di Eporedia, pretendendo tra le altre cose, di trascorrere la prima notte di nozze con le giovani spose. Affacciatasi dal castello la mostrò al popolo scatenando la rivolta. La testa che metaforicamente è caduta quest’anno è invece quella del Generale, maschera legata al periodo napoleonico e vero e proprio governatore della città durante la festa.  Il Generale designato era Alberto Bombonato, classe 1972, perito assicurativo. La Fondazione dello storico carnevale ha deciso di destituirlo dalla carica, richiamando il Generale dell’edizione 2019, Vincenzo Ceratti, 52 anni, agente d’assicurazione e volontario della Croce Rossa.  Su Bombonato, infatti, pende una denuncia per molestie presentata ai carabinieri dalla ex vivandiera Federica Di Matteo 39 anni, altro personaggio dello “Stato Maggiore”.  Uno scandalo senza precedenti, anche perché alcuni messaggi privati sono diventati di pubblico dominio e i social hanno fatto da cassa di risonanza. “Avremmo fatto a meno di queste polemiche”, commenta il primo cittadino Stefano Sertoli. E saran difficili da cancellare le polemiche ma anche l’idea che siano cambiati i personaggi della leggenda, non più la Mugnaia che taglia la testa al Marchese, bensì la Vivandiera quella del Generale. Resta da capire come si è arrivati sino a qui e quel che possiamo fare è dirvi come l’abbiamo vissuta noi.  E’ il pomeriggio di martedì 28 gennaio. Veniamo a sapere che, qualche giorno prima, Federica Di Matteo si è dimessa e al suo posto è subentrata Denise Gambone. Toh! Guarda... Sul sito della Fondazione la notizia non c’è! Ci vengono riferiti anche i motivi. Siamo allibiti e ci attacchiamo al cellulare. Prima telefonata al Generale Alberto Bombonato. “Che una vivandiera si sia dimessa non è una notizia...” ci dice, quasi urlando e non andiamo oltre. Passiamo al Sostituto Erino Mignone e al responsabile organizzativo Marco Adriano. Facciamo capire a entrambi che sappiamo delle cose e ce le confermano, ivi compreso un incontro con la ex Vivandiera, concessole, pare di capire, per mettere tutto a tacere.   Altro giro, altra telefonata al Notaio Pierluigi Cignetti. “Sì! - ci spiega - Mi ha telefonato il presidente della Fondazione Piero Gillardi per chiedermi quale iter seguire per sostituire una vivandiera e io gli ho detto di individuarne un’altra nell’elenco....”. Tra mercoledì e giovedì ci concentriamo sulla politica. Non ne sanno niente le opposizioni ma anche il vicesindaco Elisabetta Ballurio, l’assessore Elisabetta Piccoli e il Capo di gabinetto. “Non mi  risulta che la Vivandiera abbia chiesto un incontro al sindaco...” ci riferisce quest’ultimo. Intanto però la voce cominciano a circolare. Tutto il resto è cronaca. Il sindaco parlerà con la ragazza solo il giovedì pomeriggio quando le consiglia di andare dai carabinieri cosa che farà lunedì 3 febbraio in contemporanea con la pubblicazione della notizia su la Sentinella del Canavese e sul nostro sito www.giornalelavoce.it.
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