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CHIVASSO. Diminuiscono gli alberi, ma aumentano le spese di manutenzione...

Almeno 50 alberi del patrimonio vegetazione del Comune potrebbero venire abbattuti. In viale Vigili del Fuoco tra via Mezzano e via Togliatti. Sono i calcoli fatti dagli ambientalisti chivassesi. Calcoli abbastanza credibili: basta leggersi la Determina n. 1008 del 23 dicembre 2019 e poi andare a vedere il posto. Il Comune ha deciso di trasformare quell’area verde alberata in un parcheggio. Una sorpresa, per almeno due ragioni.

La prima è che è appena stato inaugurato il nuovo parcheggio dell’ex area Enel in viale Cavour. Il parcheggio è sempre semivuoto. E adesso si vuole farne un altro lì vicino? La seconda ragione è che il progetto del nuovo parcheggio spunta improvvisamente come un fungo dopo la pioggia. Nessuno ne aveva mai sentito parlare. Il Comune non aveva mai accennato a questa intenzione. Il nuovo parcheggio non è mai comparso nel Programma triennale delle opere pubbliche, che il Comune aggiorna periodicamente. Dunque per quale ragione il Comune ha preso questa decisione? A chi o cosa devono servire i nuovi posti auto?

La determina non lo spiega. Ci informa solo che il Comune ha affidato a un professionista esterno l’incarico di elaborare uno studio di fattibilità tecnico-economica “per la realizzazione di un parcheggio nell’area di Viale Vigili del Fuoco compresa tra la via Mezzano e via Togliatti”. Il costo complessivo, fra parcella, IVA e versamenti obbligatori, è di 10.504,76 euro.

Il professionista incaricato non è di Chivasso. È un ingegnere che è anche sindaco di Aglié. Raggiunto telefonicamente ha assicurato che non saranno abbattuti gli “alberi di pregio”. Ma quali alberi di pregio? In quel luogo non ci sono alberi “di pregio”. Anche perché, osserva ironicamente Massimo Rubin, carabiniere in pensione e attivista di Legambiente, il pregio degli alberi è di fare ombra e diffondere frescura, e quindi tutti gli alberi sono “di pregio” per gli esseri umani, e se non è più che necessario è meglio non buttarli giù.

Il nuovo parcheggio è proprio necessario? Visto che quello altrettanto nuovo dell’ex area Enel è sottoutilizzato. Forse perché vi si può parcheggiare solo per 90 minuti. Il Comune voleva accontentare i residenti, che giustamente lamentavano la carenza di posti auto. E voleva pure favorire chi viene al mercato da fuori in automobile. Ma 90 minuti sono pochi per fare la spesa per bene, con calma, al mercato. E sono pochi, o meglio niente, per i residenti, che hanno bisogno di lasciarvi le loro auto per ore, per notti e giorni interi.

Mentre nella parte meridionale di Chivasso, a sud di stradale Torino, via Torino e corso Galileo Ferraris, continua l’abbattimento di alberi, o il tentativo di abbatterli, curiosamente crescono le spese per la manutenzione del verde municipale.

Il Comune ha infatti appena disposto di spendere altri 17.730 euro per la “riqualificazione e messa in sicurezza delle alberate presenti sul territorio comunale” (Determina n. 974 del 17 dicembre 2019). E qui ci risiamo. Ci risiamo nel senso che rivolgiamo al Comune e all’assessore Domenico Barengo la domanda che gli stiamo ponendo da anni: perché il Comune continua a distribuire affidamenti di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle alberate quando questi tipi di interventi sono già previsti nell’appaltone generale di gestione del verde pubblico? Quello che, per oltre un milione di euro, è stato affidato a un’associazione di imprese per il triennio luglio 2018 – giugno 2020. Il capitolato precisa che le imprese devono non solo assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto il patrimonio vegetazionale del Comune, ma anche mantenere le aree verdi e le alberate stradali “in perfetto stato di sicurezza”. Perché dunque continuano a fioccare affidamenti extra? Che portano la spesa per il verde a cifre molto alte, che non è nemmeno facile quantificare: sarebbe utile che, per trasparenza, questo calcolo lo facesse il Comune e ne desse pubblica informazione.

Il 30 giugno l’appalto triennale scade. È probabile che in Comune stiano già preparando per tempo il nuovo bando: una procedura di affidamento “aperta” ha infatti tempi lunghi e cinque mesi passano in fretta. Possiamo solo sperare che l’assessore Barengo non faccia un bando fotocopia, e faccia redigere dagli uffici un capitolato più preciso, che non lasci dubbi di interpretazione.

Non solo. Per fare un capitolato preciso occorre conoscere quanti alberi ci sono nel territorio comunale, e dove sono, posto per posto, piazza per piazza, viale per viale, giardino pubblico per giardino pubblico. Infatti la legge impone ai Comuni di effettuare un “censimento” del verde e di comporre il “regolamento del verde” e un “piano comunale del verde”. Tutti strumenti necessari per pianificare con accuratezza la gestione del verde e soprattutto per poter preventivare, con la maggior esattezza possibile, la spesa annuale che il Comune dovrà sostenere. Strumenti di programmazione che dovrebbero evitare, salvo eventi eccezionali, la dispersione della spesa in decine e decine di affidamenti straordinari, urgenti, integrativi, aggiuntivi, ecc. ecc. E quindi consentire di sottoporre finalmente ai cittadini un quadro preciso e comprensibile del costo complessivo del verde pubblico.

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