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27 Gennaio 2020 - 21:00
Clamoroso al “Cibali”, si diceva ai tempi di “Novantesimo Minuto”. La miccia l’ha accesa don Giampiero Valerio, forte del sostegno di buona parte dei suoi parrocchiani, e la bomba è esplosa nelle mani del Vescovo Monsignor Edoardo Cerrato, che ora pensa ad allontanare il don dalla frazione. Il progetto dell’oratorio di Castelrosso, presentato dal parroco al termine della Santa Messa di domenica 19 gennaio, alla presenza tra gli altri del sindaco Claudio Castello e del consigliere comunale Matteo Doria - oltre che del progettista che l’ha redatto - non è stato autorizzato dalla Diocesi di Ivrea.
Che, a dire del Vescovo nel comunicato diffuso sul sito internet diocesano, non solo non ne sapeva nulla, ma sicuramente non finanzierà l’intervento. Apriti cielo.
E ci vorrebbe veramente un raggio di luce dall’Altissimo per fare un po’ di chiarezza su una vicenda che si gioca sulla pelle della comunità castelrossese e che rischia di concludersi con l’allontanamento del parroco.
Una soluzione che, da queste parti, rifiutano: un po’ perché l’oratorio lo vogliono da cinquant’anni almeno, soprattutto perché don Gianpiero è finalmente riuscito a farsi amare dai suoi parrocchiani. Se non come l’inimitabile suo predecessore, don Nicolino Averono, certamente da larga parte dei castelrossesi.
“Giù le mani dal parroco!”: dicevano, fuori da Messa, l’altra mattina.
E la speranza è che il Vescovo riveda quanto, duramente, annunciato nel bollettino della scorsa settimana.
“In considerazione di quanto apparso sulla stampa locale dopo l’annuncio dato da don Giampiero Valerio circa la costruzione di un nuovo oratorio nella parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Rocco in Castelrosso – Chivasso, la Curia Diocesana precisa quanto segue - scrive Monsignor Edoardo Cerrato nella sua reprimenda al parroco di Castelrosso -. Il M.R. don Giampiero Valerio, pur conservando le facoltà previste dal C.I.C. al canone 530, non ha la legale rappresentanza della Parrocchia dal 28 agosto 2019, così come disposto dal decreto vescovile prot. 38/2019. Tale provvedimento si era reso necessario per permettere al M.R. don Luca Meinardi, precedentemente nominato dal Vescovo Commissario straordinario per l’amministrazione dei beni dell’Ente Ecclesiastico, di svolgere le sue funzioni al fine di trovare soluzioni alla drammatica situazione economica in cui versava la R.S.A. “La Fraternità” di proprietà della Parrocchia di Castelrosso, causate da numerose e protratte negligenze in campo amministrativo. Pertanto il M.R. don Giampiero Valerio non ha alcuna facoltà a rappresentare nei negozi giuridici la Parrocchia stessa. Il progetto di costruzione del nuovo oratorio presentato durante la celebrazione del 19 gennaio u.s. non è stato preventivamente sottoposto sia per la valutazione di opportunità che per le necessarie autorizzazioni nei competenti organismi della Curia Diocesana. Il progetto, a quanto consta all’attuale Legale Rappresentante dell’Ente parrocchiale, non è stato presentato ai competenti uffici del Comune di Chivasso per le necessarie autorizzazioni alla realizzazione.
Si rammenta inoltre che la cifra prevista per la realizzazione del progetto supera ampiamente le competenze degli organismi diocesani e richiede di essere sottoposta per l’approvazione al competente Dicastero della Santa Sede.
In considerazione di quanto precisato nei punti precedenti l’Ordinario Diocesano si riserva di assumere i necessari provvedimenti canonici richiesti dal caso”.
Don Giampiero verrà allontanato? E, solo per questo? Che fine farà il progetto dell’oratorio di Castelrosso?
Restano tante domande senza risposta ad una comunità di fedeli che torna a sentirsi smarrita. Come quando ha pianto il “suo” don Nicolino...
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