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TORRAZZA. Smarino, il dottor Castenetto: "Rozzino mi ha tradito"

Rozzino mi ha tradito. Rozzino ci ha traditi”. Enzo Castenetto, già candidato sindaco alle amministrative del 2014 ed ex consigliere comunale nella sua Torrazza, è amareggiato. Deluso. Confuso. Quasi, spaesato.  Come molti suoi concittadini. Più di tanti altri torrazzesi. Lui, che è medico e primario del Pronto Soccorso di Chivasso, non riesce a farsene una ragione del cambio di rotta dell’amministrazione comunale del suo paese sul tema “smarino”. Più in generale “salute”, a lui così caro un po’ per necessità, un po’ per deformazione professionale.

E’ venuto a trovarci in redazione la scorsa settimana per raccontarci tutto il suo disappunto verso la scelta, pardon le ultime scelte, dell’ex competitor, oggi sindaco, Massimo Rozzino.

Vorrei fare una premessa, a scanso di equivoci - tiene a precisare, subito, Castenetto -. Alle elezioni 2019 ho votato per la lista di Rozzino, dando la preferenza ad un amico, Luigi Corna. Ecco, oggi posso dire che Rozzino mi ha tradito, ha tradito la mia fiducia, mentre Corna e Rocco Muscedra, che ringrazio, non l’hanno fatto”.

L’argomento è caldo, da queste parti e non solo: il 27 dicembre scorso, con delibera di Consiglio comunale, si è dato via libera all’arrivo dello smarino degli scavi della Tav, in Val di Susa, a Torrazza.

Nel mio comune - prosegue -, devastando così la zona territoriale di Borgoregio: sarà una devastazione che andrà avanti per molti anni. Il ricordo va sicuramente al maggio del 2014, quando ho perso le elezioni comunali a favore dell’attuale sindaco pro tempore. E perché ho perso? Perché non ho sbraitato a pieni polmoni: ‘chiudo la discarica, chiudo la centrale a biomassa e ovviamente non arriverà lo smarino’. No, io non l’ho fatto. Ho accettato la sconfitta, ho svolto un’opposizione oculata, non polemica e costruttiva. Proprio in una sessione di Consiglio comunale ho affermato che dobbiamo opporci all’arrivo dello smarino, soprattutto nella modalità che la delibera approvata a fine dicembre prevede. In quella occasione, e ce l’ho ancora perfettamente nelle orecchie, il sindaco ha affermato che era perfettamente in linea con la mia affermazione, così come tutti i consiglieri comunali. Oggi non posso non riconoscere che quest’ultimo passo dell’amministrazione comunale mi abbia stupito e deluso”.

Come mai Rozzino non ha chiuso la centrale a biomasse - domanda Castenetto -? Siamo sicuri che la vasca 9 della discarica non verrà aperta? Anche perché lo smarino, a dire del sindaco, arriverà a sarà migliorativo per il territorio. Naturalmente, si fida ciecamente di ciò che ha riferito la TELT sulla bontà dello smarino. Come mai ha autorizzato lo spostamento del sistema di produzione del bitume, il catrame per intenderci, più vicino alle abitazioni? Forse per compensare l’arrivo dello smarino a Borgoregio?”.

Castenetto conclude rivolgendosi ai torrazzesi: “Tutto ciò avrà un impatto sugli stili di vita nostri e soprattutto dei nostri figli e nipoti. Un impatto ambientale che sarà deleterio per la salute e penalizzante per la valorizzazione delle nostre case, che saranno svalutate dalla presenza di tutto ciò autorizzato per riempire i buchi che hanno prodotto i fornaciai e gli scavatori negli anni passati. Sarà difficile condividere l’ambiente rurale che caratterizza ancora il nostro territorio. Dobbiamo opporci in ogni modo a questa scelta del sindaco, che ricordo essere pro tempore, Rozzino: Muscedra e Corna hanno avuto il coraggio civile e morale di opporsi, ora tocca a noi cittadini dire di no. Le associazioni ambientaliste sono dalla nostra parte: spero che anche i comuni limitrofi si muovano in tal senso e mi auguro che anche a livelli politici più alti ci possano rappresentare. Su tutti il nostro consigliere regionale Gianluca Gavazza, che mi auguro possa portare in Consiglio regionale questa nostra richiesta di aiuto”.

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