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Ivrea “vince” 900 mila di euro per rinascere come “Smart City”...

Il caso strano è che proprio mentre in città, a Bellavista, stava nascendo  il “Comitato dei 50” contro il 5G, a Roma, il Mise (Ministero per lo sviluppo economico), sganciava la bellezza di 900 mila euro in due anni per un progetto denominato “Ivrea Smart project” che basa la sua ragione di essere proprio sulla nuova tecnologia 5G e che, contrariamente a quanto sussurato da taluni non c’entra nulla ma proprio nulla con la Ico Valley, incubo e sogno del senatore Virginia Tiraboschi. Ad aggiudicarsi il contributo un raggruppamento composto da Agid (Agenzia per l’Italia digitale), il Politecnico di Torino, Confindustria Canavese,  il Comune e, manco a dirlo, Tim e Olivetti che proprio qui a Ivrea hanno appena finito di piazzare la prima antenna e aperto il proprio quartier generale. Di cosa si tratta è presto detto, anzi no, ce lo spiega Paolo Conta che dal maggio scorso è il nuovo presidente della sezione ICT di Confindustria Canavese, in rappresentanza di quelle aziende operanti nei settori “informatico, telecomunicazioni, radiotelevisivi e affini”. Laurea in Ingegneria, Master in Business Administration, Paolo Conta è amministratore delegato della LASER srl, di Strambino specializzata nella ideazione, progettazione e realizzazione di sistemi digitali per imprese e pubbliche amministrazioni. E si riparte da qui, dalle potenzialità offerte dalla rete 5G, con maggiori capacità e velocità di trasferimento dati e una miglior risposta (latenza) tra l’uomo che dà gli input e chi li riceve, per esempio un robot posizionato a chilometri di distanza, un macchinario all’interno di una fabbrica o, perché no, una macchina o un treno telecomandato. L’ambito è quello dell’Intelligenza Artificiale e dell’Internet of Things.  “Lavoriamo a questo progetto da quest’estate - ci racconta Conta - su 20 richieste il Mise  e ha approvate sei e tra queste anche la nostra... E’ stata scelta Ivrea anche per la recente nomina dell’UNESCO a «Città Industriale del XX secolo» e Patrimonio Mondiale, Unesco. Per la sua storia industriale e quella filosofia promossa da Olivetti nei confronti dei propri dipendenti, con estensione del concetto di appartenenza e di progresso socio-culturale a tutti i cittadini ...”. Ogni soggetto del “raggruppamento”  è tenuto a fare la sua parte. Il Politecnico di Torino a inventare e a proporre, Tim a mettere a disposizione la propria rete, la Città di Ivrea il territorio e i cittadini e, infine, Confindustria le proprie aziende. Non c’è ancora nulla di definitivo, ma si punterà sull’ambiente e sui servizi pubblici. “Confindustria - spiega meglio Conta - collaborerà con Olivetti e Tim alla ricerca di aziende che hanno la competenze per produrre o per provare nuovi sistemi produttivi. Come fruitori di tecnologia  o come produttori per passare dal laboratorio alla realtà...”. Tra i principali obiettivi del progetto c’è il coinvolgimento del territorio e dei cittadini. “Faccio un esempio -  va al sodo Conta - La rete 5G può consentirci di monitorare i comportamenti delle persone, dei turisti, dei cittadini e delle imprese. Quindi di censirli per poi indirizzare le scelte. Più nello specifico. Da un punto di vista ambientale posso limitarmi ad acquisire dati sull’inquinamento ma anche a utilizzare i dati raccolti sull’uso che si fa degli autobus per aggiungere o togliere delle corse ... Il progetto prevede,  per i cittadini che collaboreranno al raggiungimento degli obiettivi, dei premi in moneta virtuale, utile, per esempio, come sconto sulle tasse del Comune... Nel progetto l’abbiamo chiamata Ivrea-Coin”. Insomma tutto rose e fiori, al diavolo le proteste... “Io dico che esiste una legge che determina le condizioni di sicurezza all’interno delle quali operare - mette le mai avanti Conta - Si tratta solo di rispettarle. Non facciamoci influenzare dagli scienziati che in tv si prendono a botte senza alcuna evidenza scientifica. Aggiungo che in Italia i valori massimi e i valori consigliati sono tra i più bassi del mondo. Parliamo di 6 volt per metro quadro con un massimo di 20. In America e in Inghilterra si possono raggiungere i 60, rispetto ai nostri 6 è dieci volte tanto…”. 
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