Cerca

CHIVASSO. Francesca Vettori, la doppiatrice e voce ufficiale di “Pimpa” e di “Cartman” si racconta

CHIVASSO. Francesca Vettori, la doppiatrice e voce ufficiale di “Pimpa” e di “Cartman” si racconta

Francesca Vettori

Chivassese, nata da genitori trentini. Una donna che di strada ne ha fatta tanta ed è diventata un’affermata doppiatrice. Il papà era ferroviere e lei ha sempre vissuto in case della ferrovia, l’ultima nella nostra piazza Garibaldi… “La mia camera si affacciava sui binari” dice sorridendo Francesca Vettori.

Scuole elementari e medie frequentate a Chivasso, le magistrali a Torino. “ero una bimba sveglia, monella, indipendente, curiosa, brava a scuola. Mi piaceva molto disegnare e anche stare con le persone. Sono da sempre molto socievole - comincia a raccontare -. A 11 anni ho cominciato a giocare a pallavolo, sono stata una delle prime fondatrici della ‘Fortitudo’, negli anni 70’. Io, Elena e Carla eravamo le sorelle Vettori della pallavolo. Ci allenavamo nella palestra dietro il ‘Cinecittà’, il cinema dove ho visto i miei primi bei film d’autore. Ho fatto anche parte degli scout - aggiunge -. A casa mi piaceva organizzare spettacolini coinvolgendo le mie sorelle, dei piccoli varietà con quiz, sketch, canzoncine… la voglia di fare spettacolo c’era già e in un certo senso c’era anche a ‘livello professionale’, infatti facevo pagare il biglietto ai miei genitori, 50 centesimi se ricordo bene” ride nel ricordarlo e raccontarcelo.

Francesca, una volta diplomata, ha cominciato a fare la maestra, ma ha insegnato solo due anni poiché si è poi iscritta ad un corso biennale del “Teatro Stabile” di Torino e lì è cominciata la sua vera avventura, quella della vita. “Franco Passatore, un regista dello ‘Stabile’ mi chiese se volevo partecipare ad uno spettacolo tratto da un testo di Sergio Tofano, dal titolo ‘Una losca congiura di Barbariccia contro Bonaventura’, accettai e così entrai nella stagione del ‘78-’79 dello ‘Stabile’ . Ho smesso di fare la maestra e ho scelto di fare l’attrice” afferma.

Nel frattempo ha lavorato anche per la “Rai” che allora produceva molti spettacoli e programmi radiofonici. Lavorando a Torino, a vent’anni, lascia Chivasso e si trasferisce lì. “Non mi sono mai pentita di aver lasciato l’insegnamento - dichiara Francesca Vettori -. Pur avendo cambiato lavoro ho, comunque, continuato ad avere a che fare con i giovani insegnando spesso nel settore ragazzi dello ‘Stabile’. La scuola non era la mia strada, non sono fatta per un lavoro fisso. Ho deciso di far diventare quello il mio mestiere, ho avuto la pazienza di osservare e imparare il più possibile dai miei maestri e questo mi ha permesso di farlo diventare davvero il mio mestiere. L’ho scelto nonostante si trattasse e si tratti di un lavoro precario”.

Il debutto in televisione arriva nel 1992, in ‘Rai’, che allora trasmetteva le commedie in diretta. Il titolo della commedia era “Carte in tavola”, il regista Edmo Fenoglio, e vi recitavano attori come Paola Quattrini, Ernesto Calindri, Stefano Satta Flores e Saverio Marconi. Nel 1986 ha recitato nella soap opera “Passioni”, sempre sulla “Rai”, insieme all’attore Sergio Troiano. Nel frattempo ha continuato col teatro e ha cominciato anche a muovere i primi passi nel mondo del doppiaggio, doppiando le soap opera straniere, che negli anni ‘80 erano nel pieno boom. “Enzo D’Alò , il fondatore di ‘Lanterna Magica’, mi propose di fare il provino per doppiare la ‘Pimpa’, il noto cartone. Venni scelta e da allora sono la sua voce ufficiale - racconta la Vettori -. Oggi il doppiaggio è la mia attività principale, lavoro per la cooperativa di doppiatori ‘ODS’ (‘Operatori Doppiaggio Spettacolo’) di via Nicola Fabrizi 16, che esiste da più di trent’anni a Torino. Io ne faccio parte da una quindicina. La cooperativa ha anche un settore didattico e conta, attualmente, 200 allievi. Oltre ad essere io stessa doppiatrice, insegno anche recitazione e tecniche di doppiaggio - va avanti a raccontare -. Nel doppiaggio servono tutte le voci, non bisogna per forza avere una bella voce. Sicuramente serve saper recitare, è importante avere capacità di immedesimazione per dare voce ad un altro corpo, entrarne in empatia e ‘respirare’ con quell’attore. C’è poca libertà, devi aderire a quel personaggio per essere credibile. Questo mestiere è affascinante e difficoltoso allo stesso tempo, è duro e competitivo. Si parte da un prodotto straniero, per lo più in lingua inglese, che arriva col testo originale che va tradotto e adattato. Io mi occupo anche di adattamento dialoghi dall’inglese, francese e spagnolo. Non si fa una traduzione letteraria, la si adatta alla lunghezza della battuta e al labiale, oltretutto alcuni modi di dire stranieri tradotti letteralmente non avrebbero neanche senso in italiano. Questo lavoro linguistico si fa davanti al computer. Questa è la prima fase del doppiaggio. Solo dopo si va in sala di doppiaggio” spiega Francesca Vettori.

Oltre che ad essere la voce della “Pimpa”, Francesca è anche la voce di “Cartman” di “South Park”. “Sono del segno dei gemelli e questi due personaggi dei cartoni rappresentano un po’ le mie due ‘anime’. ’Pimpa’ è buona, naif, animista, ‘Cartman’ è piuttosto cattivello invece” racconta.

La protagonista della nostra intervista ha avuto l’onore e il piacere di recitare con nomi importanti come Valeria Morricone, a teatro, nel 1988/89, in “Antonio e Cleopatra”, e con Dario Argento nel film “Non ho sonno”. Fra i lavori recenti annovera il doppiaggio della serie “The Rookie” per la tv, della serie “Cardinal” per “Tim Vision” e del film per il cinema “Il giovane Karl Marx”, solo per citarne alcuni. In parallelo recita anche come attrice, conduce in radio e registra audiolibri. Oltre che donna in carriera, Francesca Vettori, è anche mamma di Lorenza, che non ha però deciso di seguire le sue orme.

Mi ritengo una persona fortunata, sono riuscita a fare nella vita esattamente ciò che volevo, con un po’ di fatica, certo….. ma ce l’ho fatta, Sono decisamente soddisfatta della mia vita, questo lavoro ti offre continui stimoli, ti permette di incontrare persone nuove, ti fa imparare, ti mette a contatto con la realtà e il fatto di insegnare è un grande privilegio oltre che una responsabilità. Imparo tanto dai miei allievi - dichiara -. Spero di poter fare sempre questo lavoro… uno dei suoi vantaggi è di poterlo fare anche a ottant’anni, non c’è il limite anagrafico, perché voci e attori servono di tutte le età. Questo mestiere, come già detto, è precario, ti fa vivere sul filo del rasoio, ma se sei determinato nel volerlo fare, se hai un minimo di talento, vale davvero la pena dedicarcisi. La passione è alla base” afferma in conclusione.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori