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LESSOLO. Dopo la condanna l’opposizione attacca: “Caffaro, ora dimettiti!”

LESSOLO. Dopo la condanna l’opposizione attacca: “Caffaro, ora dimettiti!”

il sindaco Elena Caffaro

L’opposizione punta il dito contro la sindaca Elena Caffaro dopo la condanna a 2 anni e 10 mesi emessa nei suoi confronti mercoledì scorso. “Deve fare un passo indietro e lasciare il suo incarico”. Non usa mezzi termini, Silvana Vierin, capogruppo della minoranza, che porterà il “caso” anche in consiglio comunale, nella prima data utile. “Non sappiamo ancora - racconta - se faremo una mozione di sfiducia o se presenteremo una richiesta alla prima cittadina, dobbiamo ancora decidere come procedere ma certamente chiederemo alla Caffaro di dimettersi. Il problema non è a livello personale, ci mancherebbe, per quel che mi riguarda è innocente fino al terzo grado di giudizio e spero che ne esca bene, in tutti i sensi. Altra cosa però, è il suo ruolo da sindaca, per noi deve necessariamente fare un passo indietro”. 

Dal canto suo, invece, la prima cittadina, al governo della città dal 2014 e da poco riconfermata al suo secondo mandato, non ha nessuna intenzione di farsi da parte.

Io vado avanti - racconta - siamo al primo grado di giudizio e faremo ricorso in appello, si tratta, poi, di una condanna che non c’entra nulla con il Comune perciò non ho nessuna intenzione di mollare”.

La sindaca Elena Caffaro, 46 anni, mercoledì, è stata condannata dal giudice Elena Stoppini in tribunale a Ivrea a due anni e 10 mesi di reclusione oltre all’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo per emissione di fatture per operazioni inesistenti in quanto, tra il 2010 e il 2014, era membro del cda della Cami spa di Volpiano, azienda sciolta nel 2014 e per la quale vi è un ricorso in Cassazione. Stessa condanna è stata pronunciata nei confronti di altri due imputati: l’ex presidente del Consiglio d’amministrazione della Cami spa, Luciano Formento, 66 anni, e l’ex l’amministratore delegato, Giuseppe Colombotto di 64 anni.  La sentenza prevede anche la confisca ai tre imputati di beni per un totale di oltre 4 milioni di euro. L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandro Gallo, aveva chiesto tre anni di reclusione ciascuno. La condanna per Elena Caffato non ha nulla a che vedere con il suo ruolo di amministratore pubblico del Comune di Lessolo e, per adesso, non produrrà nessun conseguenza sul suo incarico di amministratore pubblico.

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