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02 Dicembre 2019 - 15:14
Castello Claudio
Ritorna il “Mercà d’la Tola”. È questa la notizia emersa nell’ultimo Consiglio comunale con l’approvazione del nuovo regolamento che disciplina il mercato dell’usato e dell’antiquariato. Ma non è la sola... L’altra è che l’amministrazione del sindaco Claudio Castello si smarca, ancora una volta, da quella del suo predecessore, Libero Ciuffreda, anche se gli uomini sono più o meno gli stessi.
La Giunta dell’oncologo, con assessore al bilancio l’attuale consigliere di maggioranza Claudia Buo, aveva deciso di trasferire il mercato dell’ultima domenica del mese dal Foro Boario, sua storica location, a via Po. Il risultato fu nefasto: poco tempo e quello che doveva essere un mercatino dell’antiquariato divenne un’esposizione di sole “cineserie”.
Oggi il sindaco Castello - che con Ciuffreda aveva la delega ai Lavori Pubblici - re-istituisce il mercato che nel mentre s’era perso e lo riporta nella sua vecchia sede, al Foro Boario.
Tutti contenti “madamalamarchesa”? Sembrerebbe di sì... O quasi.
Chi non ha preso proprio benissimo l’ennesima inversione di rotta di quanto deciso solo ai tempi di Ciuffreda e Corcione è l’ultima fedelissima rimasta del medico e presidente Samco: Claudia Buo.
“Ho già espresso in maggioranza l’idea di provare a riportarlo un po’ più in centro, magari sfruttando la possibilità del cortile comunale e il collegamento con l’isola pedonale di via San Marco - ha inforcato Buo -. Spetta a noi, come amministrazione, il compito di valorizzare quello che è un investimento per la città: con la sua pedonalizzazione, via San Marco è stata restituita al centro cittadino. Ma ora non possiamo pensare che si rivitalizzi da sola. Il ‘mercà d’la tola’ nel cortile di Palazzo Santa Chiara potrebbe essere un’opportunità...”.
Sulla lunghezza d’onda simile anche un altro consigliere comunale di maggioranza, già nel parlamentino ai tempi di Ciuffreda, Mimmo Scarano: “Abbiamo dei posti a Chivasso belli e poco sfruttati, perché non possiamo trasferire il mercatino in quei posti una volta che sarà definitivamente rilanciato?”.
Dalla maggioranza, sulle proposte dei due consiglieri, il silenzio più assoluto e forse anche un po’ imbarazzato.
“Abbiamo messo mano al regolamento del Mercà d’la Tola - ha spiegato Centin - non era più adeguato alle normative esistenti. Tornerà al Foro Boario per meglio distinguere le attività di chi le esercita in maniera professionale e chi vende in modo sporadico o occasionale. Ahimè, negli ultimi tempi, il Mercà d’la Tola aveva sempre meno oggettistica interessante e per amanti del vintage e del volontariato. Dobbiamo tornare ad una selezione più rigorosa possibile degli espositori, così da alzare lo standard qualitativo e soddisfare le esigenze del pubblico che è, giustamente, pretenzioso”.
Concordi con l’amministrazione Castello anche i consiglieri d’opposizione solitamente più critici, Matteo Doria di Amo Chivasso e le sue frazioni e Marco Marocco del Movimento 5 Stelle.
“La scelta delle precedente amministrazione di portare il mercato dell’anquariato in centro è stata nefasta sotto tutti gli aspetti - ha stigmatizzato Doria -. Non ha portato nulla in più al commercio locale, ma anzi ha danneggiato l’intera categoria: ci siamo trovati con i venditori di profumi e di merce contraffatta sotto il naso”.
“Non possiamo che ringraziare questa amministrazione comunale - ha chiosato Marocco - che è sempre più contraddistinta dalla caratteristica di discontinuità con la precedente...”.
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