All’assemblea dei sindaci di In.Rete, riunitasi nel pomeriggio di lunedì scorso, ha vinto la linea del presidente Ellade Peller.Non si voterà un nuovo presidente tout-court ma ci si riunirà di nuovo il 9 dicembre per decidere i tempi e i modi di modifica dello statuto che, come tutti sanno, non prevede esplicitamente una durata.
Nel frattempo Peller se ne rimarrà lì a fare esattamente le stesse cose che ha fatto in questi 16 anni, senza soluzione di continuità.
All’ordine del giorno, come preannunciato, il parere del professore RobertoCavallo Perin. Tutti più o meno zitti e in religioso silenzio, tranne il sindaco Stefano Sertoli che per questa occasione ha preferito partecipare di persona e non delegare la giovane leghista Giorgia Povolo, soprannominata la “combinaguai”, direttamente da Pollon, la sigla di un celebre cartone animatogiapponese.
Peccato che anche lui abbia perso l’ennesima occasione per smorzare i toni o, se si preferisce, per starsene zitto. Si è infatti presentato con una serie di dichiarazione di rottura, giusto per spaccare ancora un po’ quel che è già sufficientemente spaccato.
E si è messo a dire che le consulenze (riferendosi a quella in discussione) si confezionano ad hoc, si è lamentato dei soldi spesi, infine ha decantato (come sa fare lui) un parere buttato giù dai “suoi” che diceva l’esatto contrario di quanto asserito da Cavallo Perin.Quel che non aveva previsto è che chi glielo ha confezionato confondesse il presidente con il direttore, ed è quest’ultimo che in In.Rete ha la rappresentanza legale.
Per tutta risposta Cavallo Perin ha ribattuto punto su punto, soprattutto sgombrando il campo sulla sua professionalità che gli impedisce di confezionare pareri pro-veritate in base alle richieste dei committenti.
“Di norma non si cambia l’interpretazione di una norma, al massimo si cambia la norma”, ha sentenziato.
E poi Ellade Peller sullo spreco di risorse pubbliche...“Dopo quello che è successo - ha stigmatizzato - mettere in sicurezza l’Ente non aveva prezzo. Era la priorità…”
E di fronte ad un battibecco che stava prendendo una brutta piega solo il sindaco di Cascinette Piero Osenga ha avuto il coraggio di prendere la parola richiamando Ivrea ai valori del consorzio e sottolineando il lavoro di tutti questi anni. “Ivrea - ha precisato - non dimostra così facendo di voler continuare su questa strada…”
Ed è bene ricordare, per chi se lo fosse dimenticato, che il consorzio si occupa di assistenza, di immigrazione, di disagio, di poveri, di disgraziati e di famiglie distrutte.
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