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25 Novembre 2019 - 14:43
La scorsa settimana decido fare una passeggiata per il paese curioso di vedere finalmente aperta al transito di persone e auto la nuova piazza XXV Aprile. L’area è ancora un cantiere aperto, mancano alcuni arredi urbani (panchine, cestini, segnaletica orizzontale e verticale) ma ciò che mi balza subito all’occhio è il numero delle piante: conto soltanto 6 alberi.
Avevo un ricordo diverso del progetto: molte più piante e arbusti decoravano e proteggevano dal sole l’intera piazza. Una volta tornato a casa decido di ricontrollare i progetti presenti sul sito internet del Comune.
In effetti qualcosa non torna. Nel progetto definitivo erano presenti 12 alberi disseminati in vari punti dell’area. Invece nel progetto esecutivo, approvato a novembre dello scorso anno gli alberelli indicati erano solo più 8 per poi diventare soltanto 6 allo stato attuale.
Questo “sterminio progettuale” di piante può sembrarvi una cosa di poco conto all’interno dell’opera di riqualificazione di un’intera piazza ma purtroppo così non è. Intanto perché in un momento storico dove si presta grande attenzione al contrasto verso le cementificazioni inutili e allo sviluppo di politiche di compensazione ambientale, piantare questi 6 nanetti al posto dei 4 vecchi giganti (gli storici tigli) va decisamente contro i principi di difesa e tutela dell’ambiente.
In secondo luogo quegli enormi alberi avevano la funzione di portare ombra e fresco per le persone che desideravano sostare sulle panchine. Ora non solo gli alberi sono decisamente più piccoli ma sono posti lontano dalle sedute previste per la nuova piazza. Risultato facilmente prevedibile: piazza XXV Aprile diventerà un vero e proprio forno nelle calde giornate estive.
Come avevamo già avuto modo di spiegare una piazza è prima di tutto un luogo di aggregazione ma la gente non si incontra “per caso”. Le persone si muovono per scopo o interesse, raggiungono un luogo se c’è qualcosa da fare. Come si può pensare quindi che le persone affollino quel luogo se non sono garantite neanche le condizioni minime ambientali per godere di questo nuovo spazio?
La scelta quindi di piantare ancora meno alberi rispetto al progetto originale risulta del tutto incomprensibile. Di certo non può essere una questione economica perché la piantumazione di nuove piante non incide più di tanto sul notevole esborso economico che ha visto protagonista questo progetto di riqualificazione.
Meno alberi uguale meno ombra, meno ossigeno, meno rispetto per l’ambiente che ci circonda. Ma in compenso avremo una bellissima targa con lo stemma del Comune e tante lucine a terra per segnare un non precisato percorso.
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