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25 Novembre 2019 - 14:12
Il 18 giugno su queste colonne davamo la notizia dell’intenzione di Livia Scuncio di lasciare l’incarico di coordinatrice del locale circolo del Partito Democratico.
La Nuova Periferia si affrettava allora a chiedere conferma all’interessata, che il giorno seguente dichiarava: «Non è assolutamente vero che mi sono dimessa» (ndr: nessuno aveva scritto che si fosse già dimessa; s’era scritto che era intenzionata a farlo). E proseguiva: «Io continuo il mio mandato alla guida del circolo cittadino. Certo, il Partito Democratico è in fase di cambiamento ma questo non tocca la mia persona. Inoltre, io non ho mai detto che dopo le elezioni mi sarei dimessa».
Una settimana più tardi confermavamo che la Scuncio aveva già annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico, e che nel circolo si stava già discutendo su chi potesse sostituirla.
Bene: ecco ora la stessa Scuncio che, nemmeno sei mesi dopo, allo stesso giornale a cui aveva detto «continuo il mio mandato
alla guida del circolo cittadino» annuncia: «avevo già informato il partito che intendevo lasciare la segreteria per difficoltà di conciliare impegni personali e familiari con quelli politici, e il circolo stava già programmando la mia sostituzione». Ah sì? Ma guarda. Ma chi l’avrebbe detto...
Ma c’è di più: «è intervenuto un fatto politico nazionale che mi ha indotta a prendere un altro tipo di decisione. Mi riferisco alla nascita di “Italia Viva”, il partito costituito da Matteo Renzi, leader che apprezzo molto, di cui mi sono sempre apertamente dichiarate seguace».
Quindi: non solo lascia la segreteria del Pd: lascia proprio il Pd: «partito in fase di cambiamento, ma questo non tocca la mia persona». E infatti la sua persona va con Renzi, uno che ha appena dichiarato che con il Pd intende fare «come Macron ha fatto con i socialisti francesi» (annientarli, sostanzialmente).
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Della segreteria Scuncio si ricorda, nell’aprile scorso, l’incontro organizzato con la “madamin Sì Tav” Giovanna Giordano Peretti, che con argomenti da quinta elementare aveva entusiasmato i piddini locali. Orbene: che fine ha fatto la Giordano? Indovinato: dopo aver invano tentato di entrare in Consiglio Regionale nel listino di Chiamparino, ora è anche lei con Renzi; un mese fa era a Firenze a parlare dal palco della “Leopolda”. La famosa “società civile” che cerca una poltrona.
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Ciliegina sulla torta: all’incontro crescentinese con la “madamin”, uno dei più invasati era l’attivista - già forzitaliota della prima ora - Mauro Novo. Quando la Giordano Peretti ha detto «abbiamo incontrato l’eurodeputata Lara Comi di Forza Italia», Novo non s’è più trattenuto: «La conosco! Anche alla manifestazione Sì Tav in piazza Carignano a Torino, il mese scorso, l’ho riconosciuta subito!».
Morale della favola: due hanno lasciato il Pd per andare con Renzi a distruggere il Pd, la terza - la berlusconiana amica di Novo, purtroppo trombata alle recenti Europee - è da qualche giorno agli arresti domiciliari, indagata per truffa all’Unione Europea, false fatturazioni, finanziamento illecito e corruzione. Quanta bella gente intorno al circolo.
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