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22 Ottobre 2019 - 10:24
Il sindaco Claudio Castello
E dire che qualche suggerimento gli era anche arrivato. L’ex assessore regionale Gianna Pentenero, acclamata a furor di popolo da mezzo Pd chivassese. L’ottico, e già consigliere comunale, Mario Fatibene. L’ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Crescentino, nonchè medico di Verolengo, Demetrio Malara, con un’esperienza già confezionata nel Ciss, il Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali.
Oppure Fabrizio Debernardi, uno che nel sociale vive e lavora. Persino l’ex sindaco Bruno Matola s’era proposto per dare una mano alla causa, vantando oltre al suo passato da primo cittadino di Chivasso, anche una lunga esperienza nel sociale, appunto, con la delega di riferimento quand’era assessore di Fluttero e con l’esperienza nel Ciss.
Ma niente. “Nisba”. “Rien da faire”.
Il sindaco Claudio Castello è deciso più che mai a celebrare il grande ritorno dell’assessore che solo il 20 agosto gli ha restituito le deleghe che gli aveva assegnato: dopo la Sanità, anche gli Affari Sociali.
E tanti saluti.
Anzi, arrivederci.
Castello rivuole Moretti, senza se e senza ma. E se anche il termine dei due mesi, che s’era dato per dirimere la matassa e individuare il nuovo assessore, è scaduto proprio ieri, poco importa.
Moretti, primario di cardiologia all’ospedale di Chivasso, è da qualche mese facente funzione di primario anche nel nosocomio di Ivrea, in attesa che si concluda il concorso che dovrebbe portare all’individuazione del nuovo primario entro la fine dell’anno.
In pratica, mentre Moretti si divide tra Chivasso e Ivrea e macina chilometri su e giù per la Statale 26, Castello ha congelato l’assessorato.
“Voglio lui, solo lui, purché sia lui”.
E’ un chiodo fisso. E’ un disco rotto quello che ripete a quanti gli fanno notare che una città di trentamila abitanti dovrebbe avere la forza, le potenzialità, l’entusiasmo per esprimere più d’una figura in grado di ricoprire l’incarico che era di Moretti.
Ma niente da fare. Castello è fermo nella sua decisione.
Dunque, quando sarà di nuovo disponibile, Moretti tornerà a fare l’assessore nella Giunta di Castello.
Alcuni temi restano però sul tavolo.
Se fino alle sue dimissioni Moretti era un assessore “poco presente”, per i tanti impegni professionali che al di là della parentesi eporediese lo tenevano lontano da Palazzo Santa Chiara, quale nuovo tempo “chronos” riuscirà a dedicare al delicato incarico di assessore al Welfare?
E’ l’interrogativo che si stanno facendo in tanti, dentro e fuori le mura del Municipio. Anche tra chi sostiene la maggioranza del sindaco Castello.
Per alcuni, nello stesso Partito Democratico, la scelta di richiamare Moretti non sarebbe comprensibile. Anzi. A naso, pare che di questa volontà il sindaco dovrà assumersene tutta la responsabilità.
Senza un partito alle spalle, pronto a fare da paracadute.
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