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IVREA. Protesi in cambio di pubblicazioni. A processo l'ex primario Ghiggio

IVREA. Protesi in cambio di pubblicazioni. A processo l'ex primario Ghiggio

tribunale di Ivrea

Protesi in cambio di pubblicazioni su riviste scientifiche. Questa l’accusa cui è chiamato a rispondere l’ex primario di ortopedia dell’ospedale di Ivrea, Paolo Ghiggio. Secondo la Procura, l’imputato avrebbe impiantato protesi ortopediche della società Ceraver in cambio di un proprio tornaconto. Pubblicazioni scientifiche, per essere precisi. Il nome di Ghiggio sarebbe venuto fuori nel corso di alcune intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Monza e condotta dalla guardia di finanza di Milano. Siamo nel settembre del 2017 quando lo scandalo travolge anche Ivrea e il 13 settembre Ghiggio viene messo agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Scattano le manette ai polsi di dodici indagati. Per altri nove, tra cui l’ex primario eporediese, la misura è quella dei domiciliari. Quando arriva il provvedimento Ghiggio è già in pensione e sta prestando servizio presso l’ospedale come volontario. A titolo gratuito. Nell’ambito dell’inchiesta, in carcere erano finiti anche il responsabile commerciale e un agente della società Ceraver. Anche l’azienda, infatti, era stata indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Da quanto emerso dalle intercettazioni, Ghiggio avrebbe chiesto alla Ceraver  di effettuare una pubblicazione su una rivista scientifica che sarebbe costata alla società 2.400 euro. Da quanto emerso in fase investigativa, per ogni pubblicazione scientifica, Ghiggio si sarebbe impegnato ad impiantare tre o quattro protesi ortopediche. Protesi del ginocchio per l’esattezza. Difeso di fiducia dagli avvocati Pio Coda e Leo Davoli, Paolo Ghiggio giovedì scorso è comparso dinnanzi al collegio presieduto dal giudice Elena Stoppini (Anna Mascolo e Antonio Borretta giudici a latere). Si è trattato dell’udienza di apertura di un processo che entrerà nel vivo solo il prossimo 5 dicembre. “Chiariremo la posizione del nostro assistito – dichiara l’avvocato Pio Coda -. Riteniamo l’assoluta non responsabilità del nostro assistito in relazione all’imputazione elevata nei suoi confronti”.
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